
“Il fatto è che probabilmente nessuno avrebbe il tempo di battersi, ministro Israel Katz.”
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che l’esercito sta conquistando vaste aree a Gaza e le sta incorporando in zone cuscinetto liberate dai loro abitanti nel tentativo di costringere Hamas a rilasciare gli ostaggi. “Vaste aree vengono prese dall’Idf e aggiunte alle zone di sicurezza di Israele, lasciando Gaza più piccola e isolata”, ha affermato Katz durante una visita al corridoio Morag, che divide Gaza tra le città meridionali di Rafah e Khan Yuonis. Katz ha aggiunto che l’offensiva ha già portato a “grandi risultati”, tra cui l’uccisione di oltre 40 comandanti di Hamas e la scoperta di nuovi tunnel. La Francia potrebbe riconoscere lo Stato palestinese “a giugno”. Lo ha anticipato il presidente Emmanuel Macron, parlando su France 5. “Non lo farei per fare piacere all’uno o all’altro, ma perché è giusto”, ha precisato. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato il direttore della Cia John Ratcliffe a Gerusalemme. Lo rende noto il suo ufficio. All’incontro ha partecipato anche il capo del Mossad David Barnea. Lo riporta il Times of Israel. Hamas ha fatto sapere di respingere i tentativi di Israele di controllare la distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza, sia da parte dei soldati dell’Idf che da parte di aziende private controllate da Tel Aviv. Per il gruppo militante palestinese, la proposta dello Stato ebraico viola il diritto internazionale, opponendosi ai “principi fondamentali dell’aiuto umanitario: neutralità, imparzialità, indipendenza e umanità. Un missile balistico lanciato dai miliziani yemeniti Houthi verso Israele è caduto in Arabia Saudita. Lo riporta l’esercito di Israele spiegando di aver individuato il lancio, ma spiegando che le sirene di allarme non sono suonate perché non rappresentava una minaccia. Gli Houthi hanno invece fatto sapere di aver fatto volare un drone verso Israele, ma il Times of Israel precisa che le sirene di allarme non sono suonate. La Corte internazionale di giustizia terrà udienze pubbliche dal 28 aprile al 2 maggio riguardo alla richiesta di un parere consultivo sugli obblighi di Israele in relazione alla presenza e alle attività delle Nazioni Unite, di altre organizzazioni internazionali e di Stati terzi nel Territorio Palestinese Occupato. Stando a quanto precisato dalla stessa Corte Onu in un comunicato, 40 Stati e quattro organizzazioni internazionali hanno espresso la loro intenzione di partecipare alle udienze. L’esercito israeliano afferma che Hezbollah sta tentando di ricostruire un sito di produzione di armi nella periferia sud di Beirut, capitale del Libano, e di nascondere la sua attività all’ente guidato dagli Stati Uniti che monitora il cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele. In un post su X, il portavoce in lingua araba dell’Idf, il colonnello Avichay Adraee, afferma che il sito di stoccaggio delle armi, situato sotto edifici residenziali e accanto a una scuola, è stato bombardato da Israele nel novembre 2024. I ribelli Houthi yemeniti hanno rivendicato la responsabilità del lancio di droni contro la capitale israeliana, Tel Aviv, e contro navi militari statunitensi nel Mar Rosso, come rappresaglia per i “continuanti bombardamenti statunitensi” che hanno causato circa 80 morti in Yemen da metà marzo. Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Sarea, ha dichiarato in una nota che gli insorti sostenuti dall’Iran “hanno condotto un’operazione militare contro un obiettivo militare israeliano nella zona occupata di Yafa utilizzando un drone”, senza fornire ulteriori dettagli. E’ salito a 30 morti, fra cui otto bambini, e almeno 50 feriti il bilancio di un attacco israeliano a Shejaiya, quartiere a est di Gaza City, nel centro della Striscia di Gaza. Lo riportano i media palestinesi. Secondo l’ultimo bilancio diffuso dalle autorità sanitarie di Gaza, controllate dal gruppo armato Hamas, dalla ripresa dell’offensiva israeliana il 18 marzo scorso sono state uccise 1.482 persone e 3.688 ferite. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato a Roma la regina Rania di Giordania. Come riferisce una nota di Palazzo Chigi, “l’incontro ha evidenziato l’eccellente cooperazione bilaterale tra Italia e Giordania, incluso nei settori dell’istruzione e della tutela della famiglia e dell’infanzia, rispetto ai quali la Regina Rania ha avviato numerose iniziative a livello nazionale e globale”. I cittadini iraniani si sono riuniti a Teheran per esprimere il loro sostegno ai palestinesi di Gaza e protestare contro la campagna di bombardamenti in corso da parte di Israele sull’enclave. La gente ha bruciato bandiere israeliane e cantato slogan come “Morte a Israele”, trasmettendo la loro rabbia verso le azioni del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. È uno dei traumi del nostro tempo, primo ministro Benjamin Netanyahu.
Giuseppe Basilico

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