
“E ce l’ha fatta. È riuscito il colpo della Cina, è riuscito il colpo della Russia, è quasi riuscito il colpo della pace in Palestina”.
Si è conclusa la votazione all’Assemblea Mondiale della Sanità sul primo dei testi presentati dalla delegazione palestinese nel corso dei lavori a Ginevra. Il testo contiene una condanna gli attacchi indiscriminati contro strutture sanitarie e personale medico e il richiamo alle misure provvisorie ordinate dalla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) nel procedimento nei confronti di Israele. Il testo contiene anche un appello al rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi detenuti a Gaza e di tutti i prigionieri palestinesi detenuti arbitrariamente in Israele. Il testo è stato approvato con 104 voti a favore, 4 contrari e 19 astenuti. Su istruzione del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, la Rappresentanza Permanente italiana a Ginevra ha votato a favore. L’esercito israeliano controllerà “tutta la Striscia di Gaza” al termine dell’offensiva. Lo ha dichiarato il primo ministro Benjamin Netanyahu, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa France Presse.”Se ci sarà una scelta per un cessate il fuoco temporaneo, al fine di liberare ostaggi, saremo pronti”, ha inoltre affermato il primo ministro durante una conferenza stampa a Gerusalemme, sottolineando che 20 dei 58 ostaggi ancora a Gaza sono “certamente in vita”.Netanyahu ha dichiarato in conferenza stampa a Gerusalemme che gli obiettivi della guerra sono interconnessi e ha affermato che Israele “è pronto per un cessate il fuoco temporaneo, se ce ne sarà l’opportunità”. Secondo lui, “ci sono sicuramente altri 20 ostaggi vivi e fino a 38 prigionieri morti. Il segretario generale della Farnesina Riccardo Guariglia “ha ripetuto” all’ambasciatore di Israele Jonathan Peled “quello che il Governo italiano chiede insistentemente da giorni e che il ministro Antonio Tajani ha dichiarato anche pubblicamente: Israele deve interrompere le operazioni militari a Gaza, puntare sul negoziato per la liberazione degli ostaggi israeliani e per raggiungere un cessate il fuoco che possa far ripartire un processo di pace”. E “Israele deve aprire immediatamente i varchi a Gaza per permettere l’ingresso massiccio di aiuti alimentari e sanitari per la popolazione palestinese”. In 19 mesi di offensiva contro Gaza sono stati uccisi dai raid israeliani oltre 220 giornalisti e giornaliste palestinesi; 29 erano donne, secondo i dati aggiornati delle Nazioni unite al 19 maggio. Il ministero degli Esteri spagnolo ha convocato il massimo responsabile dell’ambasciata d’Israele in Spagna, oppure l’incaricato d’Affari Dan Poraz, per protestare per i colpi sparati dall’esercito israeliano mentre un gruppo di diplomatici era in visita a Jenin, in Cisgiordania. “In risposta all’intollerabile sparatoria commessa dall’esercito israeliano durante una visita di diplomatici spagnoli, dell’Ue e di altri paesi, abbiamo convocato il responsabile dell’ambasciata israeliana a Madrid. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha dichiarato mercoledì che avrebbe convocato l’ambasciatore israeliano dopo che i diplomatici sono stati presi di mira dai soldati israeliani nella città di Jenin, in Cisgiordania. Barrot, scrivendo in un post sulla piattaforma social X, ha definito l’incidente “inaccettabile” e ha affermato che l’ambasciatore sarà tenuto a fornire spiegazioni. L’Alta Corte di Giustizia di Israele ha stabilito che la decisione del governo di porre fine al mandato del capo dello Shin Bet (è l’agenzia di intelligence per gli affari interni dello stato di Israele) è stata presa attraverso una procedura impropria e contraria alla legge. I giudici hanno inoltre stabilito che la decisione è stata presa in un momento in cui Benyamin Netanyahu si trovava in un conflitto di interessi a causa delle indagini dello Shin Bet sul caso dei suoi collaboratori nell’ambito del Qatargate e che la decisione è stata presa senza fondamento e senza che si fosse tenuta un’udienza adeguata. Per la Corte la decisione del governo è “senza precedenti nella storia dello Stato di Israele”. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz è molto preoccupato per la situazione umanitaria a Gaza ed è in stretto contatto con altre nazioni europee per trasmettere le sue preoccupazioni al governo israeliano, ha affermato mercoledì il suo portavoce Stefan Kornelius.
“È sempre importante per il governo tedesco mantenere aperte le linee di comunicazione con il governo israeliano e poter esprimere direttamente le proprie opinioni”, ha aggiunto durante una normale conferenza stampa governativa. Il potere è sempre seducente.
Giuseppe Basilico

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