
E’ noto che l’Italia è un paese ad alto tasso di analfabetismo diretto, di ritorno e funzionale. Quest’anno (come l’anno scorso e l’anno prima) circa il 25 % degli italiani non ha aperto un libro. Nel 20% circa della case italiane non c’è neanche un libro. Di contro, gli italiani sono grandi divoratori di talk show a carattere politico e grandi attivisti nei social. Da qui l’assunto che l’opinione pubblica si formi in TV per le fasce vecchie della popolazione e nei social fra i giovani.
Eppure, è stato proprio un libro, quell’oggetto raro e misterioso, che ha ribaltato il dibattito politico. Scritto senza l’apporto di ghost writer, di editor, autopubblicato, senza alcun supporto di marketing e di distribuzione dei grandi editori.
Ci sarà un perché, anche scomodo, ma un perché ci sarà.
Provare a capirlo non sarebbe tempo sprecato. E focalizzarsi su refusi, dettagli, frasi politicamente scorrette mi pare solo una enorme debolezza di chi lo vorrebbe contrastare.
Un libro scritto da un militare, che non tratta in nessun caso temi militari o di intelligence, ma che per le sue opinioni, sta mettendo a rischio la sua carriera. Questo fa sorgere un enorme problema democratico, si sta introducendo nei fatti il reato d’opinione? E non mi si dica che non può esprimere opinioni in quanto militare perché in questo paese qualsiasi ruolo istituzionale e pubblico ha sempre espresso con grande disinvoltura le proprie opinioni, a cominciare dai tutori della legge e della costituzione cioè i magistrati, per non parlare di coloro che hanno la responsabilità dell’istruzione pubblica: gli insegnanti. Anche su questa questione sarebbe bene riflettere senza partire da posizioni partigiane.
Infine, ci sarà mica in questo paese una montante fiducia nei militari come ultima spes per un po’ di ordine? Ad un altro generale sono stati stati affidati prima un compito sanitario e poi uno di ricostruzione senza sollevare alcuna seria obiezione. Caso eccezionale nella storia della repubblica credo. Il messaggio indiretto è che la politica e la società civile non sono in grado di risolvere problemi.
Tutti brutti segnali ai quali si risponde in modo spesso arrogante e inefficace.
Francesco Pellizzari

Lascia un commento