
Se qualcuno vuole comprendere quale sia oggi la differenza fra l’Italia ed il resto del mondo civile gli porto qualche esempio affinchè comprenda, una volta per tutte, che siamo stati riportati nel Medio Evo senza che nessuno abbia reagito, anzi, sempre un maggior numero di voi si lascia trascinare in begucce di infimo ordine nelle quali fa, al massimo, il tifo per l’uno o l’altro. I fatti: ai primi di aprile, mentre iniziavo a scrivere il mio prossimo libro su Alcide De Gasperi, mi accorgevo che mi occorreva un report top secret del 21 settembre 1948.
Un documento inviato dall’ambasciata USA a Roma al Dipartimento di Stato a Washington in cui veniva rappresentato il colloquio fra l’ambasciatore James Clement Dunn e Giulio Pastore.
Dunn fu ambasciatore degli Stati Uniti in Italia dal 1947 al 1952, anni vitali per rimettere in piedi il paese mentre Giulio Pastore era il Primo segretario nazionale delle ACLI oltre ad essere anche il Segretario della LCGIL, la Libera Confederazione Generale del Lavoro.
A quel punto invio un’e-mail al Dipartimento di Stato USA col numero di codice identificativo del report e, dopo appena 36 ore, mi risponde la responsabile degli Archives Specialist, Textual Records Archives II che mi allega il desiderato e prezioso documento.
Sul documento inviatomi c’è scritto: for the acting segretary eyes only ovvero Solo per gli occhi del segretario di Stato facente funzioni.
Agli inizi del 2000 mio figlio Alessio si trovava negli Stati Uniti e precisamente in Colorado dove, aderendo ad uno specifico programma americano, andò a lavorare per compiere un’esperienza non indifferente sia lavorativa che linguistica. Mi invia una mail nelle quale mi rappresenta che, nonostante avesse svolto tutta la documentazione a Denver, la sua social security card non gli era ancora stata consegnata mentre, gli altri suoi colleghi, l’avevano già ricevuta.
Tale documento è vitale negli USA perché, senza di esso, non puoi fare nulla.
In breve, mio figlio si mise in contatto con l’Immigration Office a Denver che, accortisi dell’errore, la mattina successiva l’impiegata pubblica che si occupava de quelle pratiche si presentò da mio figlio per consegnarglielo personalmente e, prima di accomiatarsi, lo pregò di non denunciarla altrimenti avrebbe perso il lavoro. Mio figlio la congedò assicurandola che mai l’avrebbe denunciata.
Lo scorso 28 febbraio ho inoltrato una mail alla biblioteca di un piccolo comune della provincia di Roma, Sacrofano, e cosa è successo?
Niente! Nemmeno un NO tondo. Il nulla.
Qualche mese fa ho inviato una pec all’ufficio del bilancio del comune dove vivo, Castelnuovo di Porto, per accedere agli atti orbene anche qui, nonostante la pec, nessuna risposta.
Potrei continuare per molti altri esempi, ma preferisco fermarmi qui.
Nei paesi anglo sassoni i dipendenti pubblici, tutti nessuno escluso dai più alti in grado in giù, sono dei “Civil Servant” mentre da noi…
Raffaele Romano

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