
Da settimane migliaia di cittadini israeliani sono scesi in piazza in tutto il paese per protestare ancora una volta contro il governo Netanyahu ed in particolare il suo progetto di riforma della giustizia, ha ricevuto nella tarda serata il primo via libera dalla Knesset, il Parlamento israeliano. Le manifestazioni al grido di Salviamo la nazione e la Democrazia vincerà si sono concentrate di fronte al consolato americano a Tel Aviv. In cosa consiste la riforma della giustizia in Israele? Toglierebbe poteri alla Corte suprema. Secondo gli osservatori, un pericolo per la democrazia.
Benjamin Netanyahu, il più di destra della storia di Israele. I manifestanti rilevano che la riforma, che toglie poteri di controllo alla Corte suprema per affidarli al governo, sia un pericolo per la democrazia israeliana, perché elimina ogni equilibrio al potere del governo in carica.
La riforma è stata presentata dal ministro della Giustizia Yariv Levin, e all’interno del governo è sostenuta quanto dai partiti della destra nazionalista laica, come il Likud di Netanyahu e dello stesso Levin, così dai partiti ultraortodossi.
Sappiamo che Netanyahu in questo momento è sotto processo per corruzione frode e abuso di fiducia, e ritiene che le accuse contro di lui siano politicamente motivate.
Netanyahu è ritenuto colpevole di aver negoziato, quando era premier e ministro delle Telecomunicazioni, con Shaul Elovitch, azionista di controllo Bezeq tra il 2015 e il 2017, per ottenere una copertura equa da parte del sito di notizie ‘Walla!’ in cambio di politiche governative favorevoli agli interessi della società. Il processo, la colpa, la vergogna, la sopravvivenza di Benjamin Netanyahu resta sempre più solida.
Giuseppe Basilico
(Da “Avanti Online”)

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