
Israele punta a porre fine all’operazione militare contro l’Iran entro la fine della settimana. Lo ha riportato l’emittente pubblica israeliana Kan, citando fonti di sicurezza israeliane, come riporta la Dpa. (Agenzia di stampa tedesca). Secondo le informazioni, Israele ha raggiunto la maggior parte dei suoi obiettivi di guerra in Iran. Tuttavia, secondo Kan resta da valutare quali obiettivi la leadership iraniana stia ancora perseguendo dopo gli attacchi contro obiettivi statunitensi in Qatar.
Secondo l”emittente, Israele è in attesa della decisione della Guida Suprema della Repubblica Islamica, Ali Khamenei, in seguito agli attacchi statunitensi contro gli impianti nucleari iraniani.
Con l’attacco alla base Usa in Qatar “il messaggio delle forze armate iraniane alla Casa Bianca e ai suoi alleati è chiaro: l’Iran non lascerà che alcuna aggressione alla sua sovranità, integrità territoriale e sicurezza nazionale resti senza risposta”. Lo dichiarano le Guardie Rivoluzionarie in una nota. “Avvertiamo che il tempo della superficialità è passato e che il ripetersi di qualsiasi malefatta porterà al crollo dei pilastri militari Usa nella regione, alla sua umiliante fuga dall’Asia occidentale e alla materializzazione della causa delle nazioni islamiche, che sta spazzando via il tumore canceroso del sionismo”, si legge. Una serie di esplosioni è stata udita nel nord di Teheran negli stessi minuti in cui le forze iraniane hanno attaccato una base americana in Qatar. Lo ha riferito un giornalista dell’Afp è un’agenzia di stampa francese sul posto. L’Iran ha preso di mira in Iraq la base di Ain al-Assad che ospita truppe statunitensi. Lo ha riferito all’Associated Press un funzionario della sicurezza iracheno che ha parlato in condizione di anonimato perché non autorizzato a rilasciare dichiarazioni pubbliche. La base si trova nella parte occidentale del Paese. AP (The Associated Press, di cui fa parte APTN (The Associated Press Television News), è un’agenzia di stampa internazionale, con sede negli Stati Uniti d’America) specifica che non è chiaro se ci siano stati danni alla base irachena o feriti. Il Qatar ha espresso “ferma condanna per l’attacco alla base aerea di Al Udeid da parte dei Guardiani della rivoluzione iraniani”, che “non ha causato vittime”, sottolienando che “si riserva il diritto di rispondere direttamente in modo proporzionale alla natura e alla portata di questa palese aggressione, in conformità con il diritto internazionale”. E’ quanto ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri, Majed Al Ansari, sottolineando in un comunicato che “le difese aeree del Qatar hanno sventato l’attacco e intercettato con successo i missili iraniani”.
Sono attualmente dieci i militari italiani, dell’aeronautica, che si trovano in Qatar ed erano operativi nella la base americana di Al Udeid alle porte di Doha, dove l’Iran ha iniziato l’operazione di rappresaglia. Al momento il gruppo di militari – si apprende da fonti informate -è “al sicuro altrove”. Il Qatar ha denunciato l’attacco iraniano alla base statunitense sul suo territorio definendolo una “flagrante violazione” della sovranità. Donald Trump, il capo di statomaggiore congiunto Dan Caine e il capo del Pentagono Pete Hegseth si trovano attualmente nella Situation Room per monitorare gli attacchi dell’Iran. Lo riporta la CNBC citando fonti della Casa Bianca.
Gli allarmi sono stati attivati presso la base statunitense di Al-Salam in Kuwait e anche in Bahrein, dopo i lanci di missili effettuati dall’Iran contro le basi americane. Lo riferisce Ynet. Fonti israeliane riferiscono che finora l’Iran ha lanciato 10 missili balistici. L’Iran lancerà “molto probabilmente” nelle prossime ore un attacco contro i siti militari americani come rappresaglia per il bombardamento lanciato sabato scorso contro i siti nucleari di Fordow, Isfahan e Natanz. E’ quanto riporta Amwaj.media citando una fonte politica di alto rango a Teheran secondo cui “la decisione di colpire gli interessi statunitensi nella regione è stata presa, ma alti funzionari e comandanti stanno ancora tenendo consultazioni sugli obiettivi”. “Non abbiamo iniziato la guerra né l’abbiamo voluta, ma non lasceremo senza risposta l’aggressione contro il Grande Iran”. Così in un post su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che scrive: “Noi sosterremo la sicurezza di questa amata nazione con tutto il nostro essere e risponderemo a ogni ferita sul corpo dell’Iran con fede, saggezza e determinazione”. Il che significa che nessun contributo era necessario o indispensabile. Il che significa che non si trattò di contributo ma di pay-of (pagamento).
Giuseppe Basilico

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