• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Israele non si fida dei terroristi sciiti: è una questione di sopravvivenza

Dunque, Israele accetta di discutere discutendo un cessate il fuoco col governo libanese che non ha mantenuto l’accordo del 2024 di disarmare e spostare dal confine gli Hezbollah, oltre il fiume Litani.  È un gesto di concordia certo dedicato a Trump e al suo prossimo incontro di Islamabad. Difficile immaginare che il governo del Libano, che voleva cacciare l’ambasciatore iraniano e non c’è riuscito, possa garantire una pace col proxy shiita più bellicoso. È chiaro che in difficoltà, esso conta sul mondo che spinge verso la pace, e ignora la pertinace volontà degli Hezbollah di combattere per il loro signore e padrone, l’Iran. È un ordine da Teheran, ma gli Hezbollah hanno una loro feroce storia di aggressione, che sembra in questi giorni dimenticata nella fame di silenzio, di pace.

di Fiamma Nirenstein | 11 Aprile 2026

Dunque, Israele accetta di discutere discutendo un cessate il fuoco col governo libanese che non ha mantenuto l’accordo del 2024 di disarmare e spostare dal confine gli Hezbollah, oltre il fiume Litani.  È un gesto di concordia certo dedicato a Trump e al suo prossimo incontro di Islamabad. Difficile immaginare che il governo del Libano, che voleva cacciare l’ambasciatore iraniano e non c’è riuscito, possa garantire una pace col proxy shiita più bellicoso. È chiaro che in difficoltà, esso conta sul mondo che spinge verso la pace, e ignora la pertinace volontà degli Hezbollah di combattere per il loro signore e padrone, l’Iran. È un ordine da Teheran, ma gli Hezbollah hanno una loro feroce storia di aggressione, che sembra in questi giorni dimenticata nella fame di silenzio, di pace. Ma la guerra fra Israele e Libano è epica, vuole una soluzione per la vita e per la morte, non chiacchere: ci sono seicentomila cittadini israeliani che non vivono più nelle loro case, privati del lavoro e della scuola per i figli, ci sono da ieri centinaia di morti di cui la grande maggioranza membri di Hezbollah, ma anche cittadini intrappolati nella guerra, e soldati israeliani di vent’anni che perdono la vita combattendo contro il proxy che in nome dell’Iran lancia uno dei suoi 250mila missili, o un drone. Fino al fiume Litani, da confine in su, è un terreno punteggiato di ingressi di gallerie per contenere armi e provviste per quell’invasione di Israele che gli hezbollah hanno cercato di attuare il giorno dopo il 7 ottobre del 2023. La milizia terrorista sciita lanciò un’offensiva che avrebbe dovuto chiudere Israele in un sandwich mortale, e solo l’audacia nell’affrontare su due fronti, in stato di shock, la distruzione jihadista impedì il disastro. Nel 2024 con un accordo il governo libanese avrebbe dovuto disarmare gli hezbollah e spostarli dal confine, e niente è accaduto. 

La gente di Israele è stata bombardata ogni giorno, non può dormire a casa. Lo Stato deve far tornare i cittadini a casa, smobilitare i terroristi che usano massicciamente missili e droni. Netanyahu ha detto che è d’accordo sui colloqui col Libano. Hezbollah è il figlio primogenito dell’odio iraniano contro Israele e tutto l’occidente, il più attivo dei tentacoli shiiti. Nel 2003 ebbe luogo a Stoccolma una conferenza sunnita dei Fratelli Mussulmani: lo sceicco Yussuf El Qradawi asserì che la jihad contro Israele era una jihad necessaria. Nella tradizione shiita la jihad è una libera opzione: qui, fu ritenuta obbligatoria per “liberare il territorio dagli stranieri”. Hezbollah già negli anni 80, scelgono Khomeini come fonte della loro dottrina politica, considerarono il governo libanese illegittimo, ricevettero soldi e armi dall’Iran e batterono Amal, che appoggiava la dominazione siriana. Fra i tre obiettivi di Hezbollah c’è “liberare Gerusalemme”, la scelta della guerra si incrocia col controllo politico del Libano. Mentre costruivano una rete mondiale di traffico di droga e traffici vari, gli hezbollah disegnano una mappa e un calendario mondiale del terrore, l’attacco dell’83 con 300 morti alle caserme dei marines a Beirut, gli attentati di Buenos Aires nel 91 e nel 93, 29 e 85 morti al centro ebraico AMIA, rapimenti come sistema di guerra, interventi sanguinari a fianco di Bashar Assad in Siria, scatenamento della guerra nel 2006 con rapimenti e assassini, e sempre l’incessante pioggia di missili su Israele. 

La conquista del terreno nazionale si è avvalsa di grandi organizzazioni caritative finanziate dall’Iran, e di omicidi: il più importante, per il quale c’è stata una sola condanna, quello del Presidente Rafik Hariri con altre 21 persone nel 2005. Poi l’occupazione militare di Beirut nel 2008, e la storia prosegue nel dominio e il terrore fino ad oggi. Il Libano non ne può più. La leadership di Nasrallah superava qualsiasi altra nel mondo jihadista in influenza e pericolosità. Israele è riuscito a tenere separato fino ad ora la questione dalla tregua con l’Iran dal Libano, ma è chiaro che specie per influenza pakistana le poche possibilità di riuscita dei colloqui con l’Iran risiedono in una qualche rinuncia israeliana. Ma Israele ha dei doveri verso i suoi cittadini, gli agricoltori del bel nord di Israele, sfollati e disperati. Ancora, sullo Stato Ebraico cade di nuovo la grande questione che pochi vogliono vedere, quella della sopravvivenza.  

Fiamma Nirenstein

https://www.fiammanirenstein.com/articoli/israele-non-si-fida-dei-terroristi-sciiti-e-una-questione-di-sopravvivenza-6609.htm

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni a Gerusalemme, dove è stata inviata prima per “La Stampa” e poi per “il Giornale” su cui continua a scrivere. Oggi è deputata al Parlamento italiano e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Presso Rizzoli ha pubblicato L’abbandono, Islam: la guerra e la speranza.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti