In un nuovo video pubblicato dallo Stato Islamico le immagini delle distruzioni compiute nel sito di Nimrud.
Un nuovo video pubblicato dallo Stato Islamico mostra la distruzione di parti del sito archeologico di Nimrud, nel nord dell’Iraq. La propaganda nichilista del Califfato prosegue nel filone inaugurato da qualche mese a questa parte: quello dello scempio di beni archeologici ultramillenari. Statue, bassorilievi, antiche iscrizioni vengono prese a colpi di piccone o distrutte da trapani e frese. Viene utilizzato persino un bulldozer. La notizia era stata diffusa in marzo, ma non aveva ancora trovato conferma. Anche gli esperti dell’Unesco si erano mantenuti cauti non potendo verificare con le immagini satellitari l’effettivo abbattimento delle strutture.
Nimrud, la biblica Calah, si trova a sud di Mosul, la città sotto controllo Isis dallo scorso giugno. Fondata dal re Shalmaneser (vissuto fra il 1274-1245), divenne capitale dell’impero assiro sottoAssurbanipal II (883-859 avanti Cristo) arrivando ad avere 100mila abitanti, una vera e propria “metropoli” per l’epoca.
8 aprile 2015 – I jihadisti dello Stato Islamico hanno rilasciato 227 Yazidi tenuti prigionieri per diversi mesi nel nord dell’Iraq, ormai in mano all’IS. La conferma è arrivata dal maggior generale curdo Westa Rasul, che ha riferito all’AFP di come le forze pershmerga abbiano preso in consegna i prigionieri, principalmente donne e bambini, nella provincia di Nineveh, dopo giorni di serrate trattative.

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