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Iran-Usa, conclusi i colloqui a Muscat

I negoziati mediati tra Stati Uniti e Iran sono terminati e la situazione dell’incontro è stata “concreta”. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Una squadra che ritiene di condurre l’inviato statunitense Steve Witkoff si è allontanato dal complesso dove si stavano svolgendo i colloqui sul programma nucleare iraniano, dopo oltre due ore di incontro. I giornalisti dell’Associated Press hanno visto il convoglio lasciare il complesso nella capitale dell’Oman, Muscat, (nel territorio degli Emirati Arabi Uniti) intorno alle 17.50 ora locale di sabato. Né gli iraniani né gli americani hanno ancora confermato la conclusione dei colloqui. 

di Giuseppe Basilico | 13 Aprile 2025

Ministro Abbas Araghchi, il guaio è che nessuno è completamente cattivo e, se lo è, c’è sempre qualcuno che è più cattivo di lui. Il sogno della libertà e la speranza di un futuro migliore.

I negoziati mediati tra Stati Uniti e Iran sono terminati e la situazione dell’incontro è stata “concreta”. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Una squadra che ritiene di condurre l’inviato statunitense Steve Witkoff si è allontanato dal complesso dove si stavano svolgendo i colloqui sul programma nucleare iraniano, dopo oltre due ore di incontro. I giornalisti dell’Associated Press hanno visto il convoglio lasciare il complesso nella capitale dell’Oman, Muscat, (nel territorio degli Emirati Arabi Uniti) intorno alle 17.50 ora locale di sabato. Né gli iraniani né gli americani hanno ancora confermato la conclusione dei colloqui. 

Emissari di Hamas ieri al Cairo per colloqui per il cessate il fuoco a Gaza con i mediatori egiziani. “Speriamo che l’incontro raggiunga un reale progresso verso il raggiungimento di un accordo che metta fine alla guerra, fermi l’aggressione e garantisca il pieno ritiro delle forze di occupazione da Gaza”, ha detto una fonte del movimento. Israele ha dato il via libera a un compromesso per il rilascio di 8 ostaggi in cambio, tra l’altro, di una tregua e della ripresa degli aiuti umanitari.

Secondo il Times of Israel, la proposta egiziana prevede il rilascio di otto ostaggi vivi e la restituzione di otto corpi, in cambio di una tregua della durata compresa tra i 40 e i 70 giorni, e della scarcerazione di un congruo numero di detenuti palestinesi. L’esercito israeliano ha dichiarato che licenzierà i riservisti dell’aeronautica militare che hanno firmato una lettera in cui condannano la guerra a Gaza, sostenendo che serve solo a interessi politici invece di riportare a casa gli ostaggi. In una dichiarazione all’Associated Press, un ufficiale dell’esercito ha affermato che non c’è spazio per alcun ente o individuo, compresi i riservisti in servizio attivo, “di sfruttare il proprio status militare mentre partecipano contemporaneamente ai combattimenti”, definendolo un abuso di fiducia tra comandanti e subordinati. I militari israeliani hanno esortato i civili di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, a lasciare zone della città per la loro “sicurezza”. “Le organizzazioni terroristiche sono responsabili per lo sfollamento e per le sofferenze dei civili”, si legge in un post su X del portavoce Avichay Adraee il portavoce arabofono  è solito esprimersi in una varietà di arabo informale dell’esercito israeliano (il dialetto). “Attaccheremo con forza le aree da cui vengono lanciati razzi”, aggiunge, anticipando un imminente raid delle forze israeliane (Idf) dopo che stamani le Idf hanno reso noto di tre razzi lanciati dal sud della Striscia e intercettati. La città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, trasformata di fatto in una “zona di sicurezza israeliana”. E un ulteriore allargamento dell’offensiva militare israeliana nell’enclave palestinese. È quanto ha comunicato il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, in una dichiarazione riportata da Haaretz che inizia dalla conferma che le forze israeliane (Idf) hanno preso il controllo di un asse strategico nel sud dell’enclave (all’interno di un altro stato) palestinese. Nell’area compresa tra il “Corridoio Philadelphi” a sud e il “Corridoio Morag” a nord vivevano, prima dell’avvio delle operazioni militari israeliane in risposta all’attacco del 7 ottobre 2023 in Israele, circa 200.000 palestinesi, secondo i dati riportati dal giornale israeliano che parla di un’area oggi quasi deserta per la distruzione provocata dai raid israeliani. Katz ha precisato che viene ampliato anche il ‘Corridoio Netzarim’, nel centro di Gaza. L’Iran non può avere armi nucleari. È il monito lanciato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, prima che due delegazioni dei rispettivi Paesi si incontrino oggi per colloqui in Oman sul dossier nucleare. “Voglio che l’Iran sia un Paese meraviglioso, grande e felice. Ma non può avere armi nucleari”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti a bordo dell’Air Force One in viaggio verso la sua residenza in Florida. “L’ Iran partecipa ai colloqui con serietà, con un team esperto e informato, che ha maturato esperienza nei colloqui sulla questione nucleare iraniana. Durante i colloqui verranno chiarite molte questioni fondamentali. Ciò che è ovvio è che i colloqui saranno indiretti e parleremo solo della questione nucleare con la necessaria determinazione per raggiungere un accordo che tuteli gli interessi nazionali dell’ Iran”, ha aggiunto Araghchi, (ministro degli esteri dell’Iran) come riporta l’ Irna. E, oggi, l’Iran è militarmente assai forte. Vero?

Giuseppe Basilico

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: cairo, dichiarato, futuro, iran, movimento, organizzazioni, responsabili, speranza, stati uniti, usa

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

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