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Investire informati e crisi geopolitica, mai come oggi determinante

La Banca centrale dell’Olanda (DNB), tra marzo e agosto ha spostato 27 tonnellate di lingotti d’oro da New York e Ottawa a Zeist, nei Paesi Bassi. E da qui la stessa quantità è stata trasferita presso la Banca d’Inghilterra. Nel Regno Unito, secondo la DNB, il metallo prezioso può essere scambiato più facilmente in un’ottica di “preparazione alla crisi”.

di Vincenzo Donvito | 4 Settembre 2026

La Banca centrale dell’Olanda (DNB), tra marzo e agosto ha spostato 27 tonnellate di lingotti d’oro da New York e Ottawa a Zeist, nei Paesi Bassi. E da qui la stessa quantità è stata trasferita presso la Banca d’Inghilterra.

Nel Regno Unito, secondo la DNB, il metallo prezioso può essere scambiato più facilmente in un’ottica di “preparazione alla crisi”.

Affianchiamo questa notizia a quella del lancio, da parte della Commissione Ue, dell’a “Unione del Risparmio e  degli investimenti” per favorire gli investitori europei a farlo nel Continente piuttosto che altrove (soprattutto in Usa.

Nel contempo, in tutto il mondo, l’aumento del debito pubblico (Usa in testa) sta mandando il tilt il mercato obbligazionario. Con l’aumento dei tassi d’interesse. 

E un proliferare di attività finanziarie di Stato sempre più dinamiche, anche in Paesi come l’Italia, dove il debito pubblico cresce più che altrove. Mentre l’inflazione – italiana – tocca livelli molto alti in un contesto di immobilismo dei decisori misto ad autocmpiacimento suicida.

Una situazione che va tenuta sotto controllo perché, se un Paese come l’Olanda (rapporto debito pubblico/Pil del 48%, mentre in Italia è 140%) è così drasticamente attivo per mettersi al riparo dalle conseguenze della sempre più instabile geopolitica (in particolare quella a guida Usa e con ruolo marginale dell’Ue), c’è da stare poco tranquilli coi propri risparmi, mediamente investiti tramite canali che, pensando più al proprio (banche e simili) ricavo immediato piuttosto che a quello dei risparmiatori.

Insomma, non basta dire “mi fido della banca o del promotore” (che è sempre  banca), ma occorre essere pignoli per sapere nei particolari il tipo di investimento con molta attenzione alle geopolitica.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Primo piano

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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