
Il mondo degli investimenti finanziari sembra che stia seguendo una logica ribassista. Potrebbe sembrare logico in un contesto in cui gli avvenimenti che determinano i cambiamenti sono incerti quanto più veloci che non i movimenti di capitali. Ma forse la non-partecipazione è il rischio maggiore.
Ci sono due strade per perdere denaro:
1 – essere conservatori/timorosi: non prestare particolare attenzione a quanto si è già investito; tenere i soldi fermi sul conto, perdendo potere d’acquisto: l’inflazione in Europa è arrivata al 3% (circa mezzo punto in più del periodo precedente) e in Italia ha registrato più di un punto di crescita, a 2,8%;
2 – farsi prendere dalla frenesia di investire: gli stimoli sono numerosi, si pensi ai social dove è difficile distinguere tra frodi e realtà, e alle sollecitazioni dei promotori finanziari degli istituti di credito per far guadagnare le proprie banche.
La saggezza/sopravvivenza non è in nessuno di questi comportamenti. Ma dovrebbe essere nell’adattamento consapevole. Sapere quando è il momento di investire e quando il sistema ha raggiunto un punto insostenibile, con gli investitori che cominciano a vendere anche le posizioni mantenute più a lungo.
Certamente il 2026 è l’anno tecnologico. L’intelligenza artificiale sta modificando velocemente ogni settore, e chi non si adatta perde competitività, proprio come la liquidità perde potere d’acquisto. Con la differenza che, mentre l’inflazione erode lentamente, la non considerazione dell’AI erode velocemente.
A questo punto, se non si è esperti e professionisti del settore… come procedere?
Il punto di partenza è il “decalogo per l’investitore finanziario non esperto”
Partendo dal presupposto che, chiarite le idee, la cosa migliore è rivolgersi ad un consulente finanziario indipendente.
Vincenzo Donvito

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