“L’assessore ha confermato che l’attività libero professionale all’interno della struttura pubblica non ha portato a una riduzione delle liste di attesa, come invece previsto della legge Bindi che ha introdotto tale prassi, riconoscendo di fatto che le Asl non gestiscono correttamente l’intramoenia nel giusto e dovuto equilibrio tra le liste di attesa per le prestazioni ordinarie e quelle legate alla libera professione. Su mia precisa richiesta in aula, Rossi si è impegnato a portare in quarta commissione entro sei mesi un resoconto sul numero e sulla tipologia delle prestazioni che in ciascuna Asl i singoli professionisti svolgono come libera professione e sul rapporto tra i tempi di attesa per chi paga e per chi non paga”.
Lo ha dichiarato la consigliera regionale di Forza Italia, Anna Maria Celesti, vicepresidente della commissione “Sanità”, commentando la risposta che l’assessore alla salute Rossi ha dato a un’interrogazione urgente di Forza Italia sull’attività libero professionale intramuraria del personale medico e paramedico che opera presso le Asl della nostra regione.
“Da una parte – continua Celesti – Rossi annuncia di multare le Asl inadempienti sul rispetto dei tempi di attesa e i cittadini che non si presentano alla visita prenotata, ma dall’altra non si è preso alcun provvedimento per risolvere il problema nella sua complessità, agendo direttamente sulle cause fra le quali c’è sicuramente la regolamentazione e il controllo della libera professione intramuraria. La Toscana è tra le regioni dove le Asl incassano più soldi dall’attività intramuraria senza alcun regolamento e controllo in rapporto ai tempi di attesa. E pensare che sono passati 7 anni dalla legge che l’ha istituita e la Regione non ha attuato alcun regolamento.
Ad oggi – conclude Celesti – all’interno delle strutture pubbliche ci troviamo di fronte ad un doppio binario, con cittadini di serie A che potendo pagare hanno in tempi rapidi e appropriati la visita o l’intervento richiesto e cittadini di serie B che, per avere la stessa visita o lo stesso intervento eseguito dal medesimo professionista, devono aspettare tempi ben lontani da quelli indicati nelle delibere di giunta e tanto sbandierati dall’assessore Rossi”.

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