“Nella civilissima toscana le donne continuano a partorire con dolore, come vuole un riferimento che non è biblico ma ahimé, scritto nelle statistiche mediche: perché qui, nella sanità toscana, il parto indolore è riservato a un’elite fortunata”.
Lo ha dichiarato la consigliera regionale di Forza Italia, Anna Maria Celesti, vicepresidente della commissione “Sanità”, firmataria di un’interrogazione urgente sul cosiddetto “parto indolore”, con la quale si chiede alla giunta regionale di mantenere gli impegni presi sulla pratica dell’anestesia epidurale.
“In Toscana – spiega Celesti – su 33 punti nascita, solo in 14 è possibile partorire senza dolore su richiesta della paziente e gratuitamente. Province come Prato, Livorno, Grosseto non hanno questo servizio in nessuna struttura ospedaliera.
Molte donne durante il travaglio e il parto riescono ad affrontare e a controllare l’ansia e la paura accettando il dolore, ma per altre, quest’ultimo può costituire una grave difficoltà così da impedire di vivere questo momento in maniera serena.
L’analgesia epidurale è appunto la tecnica ideale per controllare efficacemente il dolore senza alterare il travaglio e il parto, in pochi minuti provoca la scomparsa del dolore lasciando inalterate tutte le altre sensibilità, tant’è che la donna percepisce le contrazioni ma non in modo doloroso.
E’ ovvio – conclude Celesti – che c’è un problema di costi perché un anestesista costa in un anno ad un’azienda sanitaria circa 350mila euro ma è anche vero che in sanità si devono fare scale di priorità e tra queste in Toscana ormai da 7 anni si è scelto di fare il cosiddetto parto indolore. Non è accettabile che ad oggi in Toscana solo in 1/3 dei punti nascita sia data tale possibilità”.

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