Ci sono due principi per misurare da sempre un sistema di giustizia penale civile ed equilibrato.
Il primo è la segretezza della fase istruttoria e la pubblicità di quella dibattimentale.
Il secondo, che è meglio un colpevole assolto che un innocente condannato (in dubio pro reo).
Da tempo, per ragioni le più svariate, in Italia vige l’opposto. Tanto che i sentimenti giustizialisti sono larghissimamente diffusi nell’opinione pubblica e alimentati quotidianamente dalla stampa e dalla parte meno responsabile e più opportunista della classe politica.
E’ stato un magistrato di sinistra (non sospettabile di voler fare un favore a Berlusconi) a coniare una fulminante battuta a proposito della separazione delle carriere: “ separiamo intanto le carriere dei magistrati da quelle dei giornalisti”.
E infatti, proprio ai rapporti obliqui tra certe procure e certi giornalisti si deve la demolizione di equilibri non solo politici nel nostro Paese. Le “indiscrezioni” sull’andamento di certe inchieste hanno spesso condizionato anche i principi della sana e leale concorrenza e quelli del mercato. Deliberatamente o loro malgrado, ci sono stati magistrati e giornalisti che hanno svolto il compito di mazzieri di una parte politica contro un’altra e di alcuni potentati economici contro altri.
Dettare, senza regole efficaci, tempi e modi di rendere pubbliche “le indiscrezioni” significa detenere un grande e incontrollato potere, in un Paese nel quale la grande stampa non è in mano ad editori puri.
Dubito che la legge appena approvata in Senato possa vedere la luce: i giochi di potere tra i partiti e dentro i partiti, uniti alla difesa interessata di giornalisti ed editori del loro incontrollato potere nelle condizioni di sostanziale deregulation attuale, quasi certamente riusciranno a farla deragliare.
Sono anche consapevole che alcune norme, in caso di approvazione del testo come uscito dal senato, non reggerebbero all’impatto con la realtà delle indagini e dell’informazione.
Ma ritengo anche inaccettabile che quasi tutti coloro che denunciano, tanto per cambiare, “l’attentato alla democrazia” e l’imposizione di una “legge bavaglio” non facciano il minimo cenno agli insopportabili e barbari soprusi di cui quotidianamente sono vittime molti italiani nella attuale situazione di abuso delle intercettazioni e della loro divulgazione che non trova riscontro in nessun Paese civile.
Ecco perché penso che persino questa legge sarebbe meglio della giungla attuale.
Intanto facciamo finire questo scempio. Le modifiche, quelle veramente necessarie, saranno suggerite dall’esperienza.
E’ la mia sincera opinione. Ma Pensalibero vi offre la possibilità di confrontarla con quella, del tutto opposta, del giovane e ottimo Samuele Bartolini, nell’articolo pubblicato sotto a questo.
Nicola Cariglia

Samuele,
niente di non meritato. la prossima settimana sono a Vieste. Al ritorno ci vediamo. A presto,
Nicola
nicola,
grazie del giovane e ottimo
troppo buono ;-)
C’era una voglia nel mondo della stampa di notizie da pubblicare il piu’ private possibile, che nulla avevano di importante per le indagini, famiglie rovinate solo per vendere giornali. Era un andazzo che andava corretto assolutamente dopo tutti gli eccessi. Riguardo alla criminalita’ non credo ci sia bisogno di tante intercettazioni, visto che ormai e’ pubblico il fatturato della mafia superiore a 100 miliardi di euro.
In Italia ,da tempo ,la politica sembra ridotta al livello del tifo da stadio. E quindi ognuno si sente in dovere di suggerire la formazione ed il tipo di gioco ancor prima che la partita cominci .Quindi il buon Bartolini si agita per ottenere che vengano mantenuti gli “insopportabili e barbari soprusi di cui quotidianamente sono vittime molti italiani nella attuale situazione di abuso delle intercettazioni e della loro divulgazione che non trova riscontro in nessun Paese civile” (cioè la situazione attuale ,come osserva Cariglia),nascondendosi dietro il mantello di altri ,soprattutto di chi da simile situazione trae vantaggio (quanto meno pubblicitario). Non è certo la posizione di chi osserva “adesso si cambia ,poi vedremo che correzioni fare”.
Insomma “credere ,obbedire ,combattere “….dejà vu !