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Intelligenza Artificiale più che regole all’ Europa serve capacita’ tecnologica

I liberal democratici devono reagire non solo irrobustendo la cooperazione con gli Stati Uniti, ma anche costruendo una vera  piattaforma  tecnologica europea (non dimenticare AIRBUS! ) perché le regole da sole non bastano a fermare l’ importazione  del modello cinese e la penetrazione delle aziende del Dragone.
L’ Europa è  indietro di 7/8 anni e come insegna l’ esperienza di AIRBUS servirebbero 2 o tre Bigh Tech Europei perché l’ autonomia strategica esca dalla  retorica politica e diventi realtà.

di Marco Mayer | 23 Giugno 2023

I partiti sovranisti con la loro miopia  aggravano  la minaccia del modello tecnologico/totalitario cinese.

I liberal democratici devono reagire non solo irrobustendo la cooperazione con gli Stati Uniti, ma anche costruendo una vera  piattaforma  tecnologica europea (non dimenticare AIRBUS! ) perché le regole da sole non bastano a fermare l’ importazione  del modello cinese e la penetrazione delle aziende del Dragone.

 L’ Europa è  indietro di 7/8 anni e come insegna l’ esperienza di AIRBUS servirebbero 2 o tre Bigh Tech Europei perché l’ autonomia strategica esca dalla  retorica politica e diventi realtà.

Il New York Times  sottolinea che il Cloud Computing  è  al centro della “guerra fredda” digitale che oppone Stati Uniti e Cina.
(China’s Cloud Computing Firms Raise Concern for U.S. https://nyti.ms/46kWoPp)

Alibaba, Tencent, Baidu,  Huwaei e ZTE sono le cinque ammiraglie cinesi che (favorite dagli incentivi pubblici del Dragone e dai bassi salari)  stanno cercando di occupare quote di mercato senpre  più grandi in tutti i continenti vendendo a bassi prezzi  le loro piattaforme, servizi e infrastrutture cloud.

In Cina, inoltre,  le ricerche molto avanzate nel campo dell’ Intelligenza Artificiale si intersecano sempre più strettamente con i più avanzati progetti di Cloud computing. 

La convergenza tra Cloud Computing e Intelligenza Artificiale è confermata dall’ impostazione di Alibaba che punta con decisione in questa direzione sia in campo commerciale che  della ricerca tecnologica: 

https://www.alibabacloud.com/solutions/ai/data-intelligence

L’ eventuale egemonia cinese a livello mondiale nel  binomio Cloud/AI non è un problema di competizione commerciale fisiologica con gli Stati Uniti, ma  un rischio in termini di sicurezza nazionale di   tutte le nazioni per  le  potenziali  implicazioni in termini di spionaggio economico,  politico e scientifico. 

L’ Europa dovrebbe lanciare con molta più energia l’allarme  sui pericoli rappresentati dal Dragone  rispetto ai valori propri delle società aperte: libertà politiche e civili, libertà di pensiero, iniziativa privata, diritti del lavoro, proprietà intellettuale, pluralismo culturale e religioso.

Negli ultimi tempi un primo  passo concreto è aver aperto alle big tech americane ponendo giustamente la condizione che i loro data center siano collocati  all’ interno dell’ Unione Europea.

Si tratta di  un passaggio importante non tanto per  i  profili giuridico-regolamentari (e’ praticamente impossibile controllare i flussi di dati ai sensi del GDPR),   ma perché si tratta di investimenti che favoriscono il trasferimento di know  how, la collaborazione e lo scambio tecnologico tra Stati Uniti e Unione Europea. 

L’ identico discorso dovrebbe valere oggi per l’ Intelligenza Artificiale. I cittadini europei che andranno a votare alle elezioni del 2024 per il Parlamento non devono farsi illusioni. 

Con buona pace dei giuristi –  di fronte al tumultuoso sviluppo della tecnologia –  le regolamentazioni servono sino a un certo punto. L’ ulteriore penetrazione digitale cinese in Europa  non  si  ferma certo con il rispetto formale delle regole. 

I politici sanno (o dovrebbero sapere)  quanto sia difficile e affannoso per le norme rincorrere  processi e scoperte  quando lo sviluppo tecnologico si muove a ritmi accelerati.

Per quanto riguarda il  breve e medio dopo anni di incertezze la Commissione europea ha finalmente scelto una  strada  realistica che tiene conto dei gravi  ritardi del nostro continente. 

Nel’ corso dell’ ultimo anno si è deciso di cooperare in ambito euroatlantico coinvolgendo il governo e le imprese statunitensi.

Ma se in un futuro non troppo lontano i leader europei volessero  davvero raggiungere l’  autonomia strategica e la sovranita tecnologica europea il fattore decisivo non è la produzione di regole, ma la produzione di tecnologie ai livelli più avanzati. 

Per farlo e’  inutile o peggio dannoso  continuare con i finanziamenti a pioggia o inseguire programmi inconsistenti tipo GaiaX e/o Forum- EU Open RAN. 

Serve concentrare gli sforzi per lanciare un progetto vincente: l’ Europa c’ è riuscita con AIRBUS in campo aeronautico perché non provarci sul serio anche nel comparto digitale?

Marco Mayer

 

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, cina, cittadini europei, commissione, commissione europea, discorso, elezioni, europa, futuro, governo, lavoro, mercato, new york times, parlamento, scambio, stati uniti, sviluppo, unione europea

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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