Sa reserve silencieuse et tendue se relachait brusquement face a l’outrage, que ce soit celui d’une grande cause injustement bafouee ou d’une minuscule discordance heurtant le hasard de son regard. Il avancait pourtant, toujours vers l’excellence en repetant, comme une litanie: ‘Je voudrais mourir a Buenos Aires moment de l’aurore. Il n’en fut rien. ( pour A.,”Croquis d’avant-hier”)
(Séverine Jouve)
Avere sempre qualcosa da raccontare, da bere, da mangiare. Avere sempre qualcuno da abbracciare, da rimpiangere, da ricordare. E infine rivedicare sempre il verbo ‘essere’; ma d’altronde l’uomo è un animale a quattro zampe che cammina su due, in eterna contraddizione.
(Elisabetta Malantrucco)
Partorisco i miei
versi come
papaveri in
una valle
di fiori bianchi,
sanguinano le
parole e lasciano macchie
che sbocciano,
spargo poesie
nel giardino
immacolato.
Ma è la poesia
che partorisce me.
(Silvia Favaretto)
Tus labios me estremecen,
tus labios no me tocan…
Tan sólo es tu recuerdo,
el que mi cuerpo evoca.
Tan lejos y tan cerca
existes en mi vida
a pesar de tu miedo,
a pesar de mi herida.
Las horas trasnochadas
que contigo he vivido,
me cuelgan por la espalda
como eterno castigo.
¿En verdad te arrepientes
de lo que hemos vivido?
¿O será que te mientes
y extrañas nuestro nido?
Cuando tu alma desnudes,
y extrañes mis auroras,
en retornar, no dudes,
si mi calor añoras.
(Silvia Elena Valdés)
L’angelo della strada
era seduto
in un angolo,
nascosto sotto vecchi stracci.
Nessuno sapeva
che lui era lì.
In silenzio
si guardava intorno,
tutto era buio e triste.
Decise allora
di allontanarsi un po’,
ma anche lì
non c’era la luce.
Si sentiva tanto triste
e inutile.
Poi alzò lo sguardo
e vide un piccolo
pezzo di cielo
e il suo cuore,
inaspettatamente,
si riempì di gioia.
(Erica Liffredo) )
Tu me quieres
Y yo te amo
dejo que pintes
mis horas
y me abrazo de
de tus escasas verdades.
Tanto amor
tantos decires
soledades ingratas
pintadas en el alma.
Todo fue
arrastrar pesares
Ingratitudes
en medio de los mares.
Un día amor
eras el sueño
toda la belleza
me habitaba
me mirabas
y te miraba
de tus besos me
vestías y yo feliz
apretada a tus sueños
caminaba.
Todo era bueno amor
hasta un día
en que dejaste
de poner tu cabeza
en mi almohada
y tu alma
de nostalgias
se embriagara.
(Elízabeth Carranza Umaña)
Lo so è scontato.
Dai forza vitale,
Chiamami,
Portami con te
Conducimi lontano dalle meschinità.
Conducimi in alto
Per vedere l’alba di una nuova vita.
(Lia Romano)
A Oxum, guardiana de los amores transparentes
Para los días de sol traigo en los ojos
la frescura del aguacero,
y en la sangre, un arroyo arrasa-con-todo.
Vengo de las noches largas de los montes vecinos
a mitigar los fuegos que les ensanchan las venas,
a calmar la fuente de los delirios.
Traigo la palabra que cada una dirá con su boca
cuando se vaya el sol y venga la música
a acompañar el abandono de esta jornada.
En mis manos ofrezco agua de los pozos
para diluir maldiciones ajenas,
encontrar lo que se estaba buscando
y alejar lo que no vale la pena.
(Alma Fernández)
Scrivo per dare
uno spazio
degno
alla malinconia
che non sia
dentro
la mia analfabeta
misericordia.
Scrivo sotto
strappi di cielo
per
il piacere
sottile
di potermi
cancellare.
Scrivo
per riempire
il bianco
e svuotare
il nero.
(Manuela Agostinelli)
… no eres tú, mi dulce amor, no eres tú.
En realidad estoy dando a luz a la mujer.
La flor humana es exhibida al centro de la mesa,
completamente desnuda,
sin la eterna sonrisa del Alba: ella permanece afuera,
acicalando su pelaje púrpura, junto a mi madre y mi esposo.
El río amniótico adereza la ígnea soledad del cuerpo
–sólo es un cuerpo, no un ser.
La palabra alma es un agujero por donde se fuga el oxígeno.
Aquí nada es íntimo.
Alguien, como un escualo, hurga entre la claridad y el agua.
Un nombre desconocido me cubre de azul el rostro.
Ahora el filo, el denso aroma rojo, los dedos
apretados en el látex, la pezuña eléctrica del mar en la ventana,
el grito negro del aire coagulado, su invisible got got got
te están arrancando de mi vientre.
(Marisol Vera Guerra)
Ecco sì
forse è vero
che lì in quel momento
eri un bambino…
un ragazzino
non so…
una nuvoletta con scritto:
“Ti amo come un bambino
ti venero come una Dea…”
(Antonella Monti)
fedeli compagni delle mie solitudini pensose, mi seguono, sempre; dovunque io vada.
loro mi danno risposte; aprono finestre; mi fanno sbirciare dappertutto.
mi portano fuori a cena; in avventure di viaggi; in pensieri e visioni di profondità sconosciute.
sono sempre divertiti dalle mie curiosità.
il nostro è un discorrere senza tracce obbligate. ci facciamo compagnia.
a volte, ci vado a letto; impaziente di quel che mi diranno (certo, qualcosa di speciale).
no! non li tratto bene.
li maltratto e sevizio, lascio il mio segno vena su vena; poi, li abbandono ad un nuovo amore. senza rimpianti.
qualcuno ne troverà le ferite. tracce del mio passaggio. graffiti.
(Carmela Panariello Franchini)
Perle, coralli, melagrane, come a dire:
che ogni cosa bella,
ha sempre, il suo lato oscuro,
il suo sommesso dolore.
Le anime sono fatte per una gioia imperfetta
e la morte è l’intrinseco significato della vita.
Io seppi che nascere è il principio d’un lento morire.
(Stefania Musicò)
Inganni.
Linguaggio. Dell’istinto e della emozione . Della evenienza e della circostanza. Plasmato. Nel rendere sorgiva la vita. Nel soccorrerla. Nel nutrirla.
Poi. Virtù oracolare. Della seduzione. Del lascito. Di pieghe di silenzi. Dove si annida il possibile. O il doveva essere.
Inganni. Qui. Ora. Di donne. Dove. Ogni pensiero. Ha un rovescio. Una rivelazione.
Il salvataggio. Di un ipotetico. Il dubbio. Del germoglio.
(franchini)
La rubrica è da un’idea e a cura di franchini
www.franchiniscripsit.it franchini@franchiniscripsit.it
Partecipano e pubblicano: Manuela Agostinelli, Elízabeth Carranza Umaña (Guatemala), Silvia Favaretto, Alma Fernández (Colombia) Marisol Vera Guerra (Massico),Séverine Jouve (Francia), Erica Liffredo, Elsabetta Malantrucco, Antonella Monti, Stefania Musicò, Carmela Panariello Franchini, Caterina Reale, Lia Romano, Silvia Elena Valdés (Messico).
© 2015 Manuela Agostinelli, Elízabeth Carranza Umaña, Silvia Favaretto, Alma Fernández, Marisol Vera Guerra, Séverine Jouve, Erica Liffredo, Elsabetta Malantrucco, Antonella Monti, Stefania Musicò, Carmela Panariello Franchini, Caterina Reale, Lia Romano, Silvia Elena Valdés
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Soltanto ai fini della pubblicazione, in via transitoria, sono ceduti dalle autrici i diritti di utilizzazione economica di pertinenza.
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