
La situazione delle famiglie italiane è sempre più precaria. Inflazione e aumento abnorme delle rate di mutuo, mettono a dura prova milioni di persone che si trovano in difficoltà.
Il costo delle rate di mutuo è aumentato del 36%. Un mutuo di 800 euro mensili è passato a 1.100; con uno stipendio medio di 1500 euro, è impossibile sopravvivere.
Il 36% è l’indice medio dei rincari; sono molte le situazioni in cui si supera il 40%. Il caro interessi riguarda le famiglie che hanno contratto un mutuo a tasso variabile negli scorsi anni, ma anche coloro che vorrebbero acquistare una casa. Il costo di un mutuo ventennale a tasso fisso è passato dall’1,8 al 6%.
Questa situazione creata dalla politica di aumento del costo del denaro deciso dalla Banca Centrale Europea è disastrosa per le famiglie è di ostacolo allo sviluppo dell’edilizia; un settore trainante per l’economia del Paese.
Per quest’anno l’inflazione è stimata al 6%. Lo scorso ha registrato l’8,1% di aumento; il tutto si traduce nell’erosione del potere di acquisto dei cittadini.
La Bce, che ha preannunciato un ulteriore rialzo, giustifica l’aumento de tassi con la necessità di combattere l’inflazione; è una prassi praticata da sempre in economia, ma sembra assurdo che gli scienziati della finanza, gli economisti, non riescano a studiare un sistema meno rudimentale, per riequilibrare l’economia.
Di fronte alla situazione disastrosa che immiserisce le famiglie attraverso l’inflazione e il caro mutui, sarebbe auspicabile un intervento dello Stato che aiuti le famiglie attraverso un ristoro, sull’esempio dei provvedimenti del governo Conte al tempo della pandemia.
Roberto Fronzuti

Lascia un commento