Come argomento non è un gran che ed ha un insopportabile sapore di ricatto, l’affermazione secondo la quale tanti reati non sarebbero mai stati scoperti senza il dilagare incontrollato delle intercettazioni. Ciò è vero perché ormai le intercettazioni sono diventate il metodo prevalente, quasi esclusivo di condurre le indagini. E se si dispone solo di uno strumento è pacifico che se non lo si usasse i reati difficilmente sarebbero scoperti.
La verità è che investigatori e magistrati hanno progressivamente perso il contatto con le tecniche, con gli strumenti e con le logiche investigative. Basti pensare ai grandi delitti, da Cogne al mostro di Firenze, dal delitto dell’Olgiata all’assassinio di Simonetta Cesaroni, a tutti i gialli irrisolti dei quali sono piene le pagine dei giornali persino a dieci o venti anni di distanza: pasticci, errori, contraddizioni, colpevoli sbattuti in prima pagina rivelatisi poi innocenti. La macchina della giustizia miete più vittime di quanti assassini riesca a smascherare. Dunque, non è azzardato dire che l’abuso delle intercettazioni ha di fatto cancellato la paziente ricerca degli indizi e delle prove: logiche, scientifiche e testimoniali. Ed ha reso merce rara la specie dei Maigret, Poirot e persino dei bravissimi commissari e marescialli che perdevano il sonno fino a quando non fossero riusciti a risolvere i misteri loro affidati.
Consumare un terzo dell’intero budget per spese di giustizia in intercettazioni telefoniche e ambientali è folle. E intercettare annualmente una media di cittadini superiore ad ogni altro Paese, democratico e no, è un grave vulnus alla qualità della democrazia italiana. E’ auspicabile che Berlusconi tenga fede al proposito di limitare l’uso delle intercettazioni e la loro diffusione ai casi più gravi. Purtroppo abbiamo più di un dubbio che lo faccia veramente, vista l’opposizione scontata della magistratura associata e delle componenti più retrive e illiberali che albergano tanto nella maggioranza quanto nella opposizione.
Sappiamo che la gente non presta molta attenzione a questo problema perché assillata da preoccupazioni più immediate. Ma la battaglia investe la concezione stessa della democrazia, come dimostra la convergenza di dipietristi, leghisti, sinistri giustizialisti che hanno smarrito i veri valori del loro presunto credo politico, sull’uso indiscriminato di strumenti che violano i diritti delle persone.
Occorre affermare con forza che si può e si deve smascherare e colpire i reati senza per questo limitare indiscriminatamente i diritti dei cittadini. Tra il diritto dei cittadini alla riservatezza e la pretesa punitiva dello Stato deve esserci un giusto equilibrio. Oggi non c’è, a tutto svantaggio dei cittadini. Questo recupero può essere uno dei valori sui quali fondare una forza politica moderna che si candidi a governare.
Nicola Cariglia
P.S: nonostante si dica che “tanti reati non sarebbero mai stati scoperti senza le intercettazioni”, diamo per scontato che nessuno abbia mai inteso ricorrervi per acquisire notizie di reato e non per raccogliere prove una volta che le notizie siano pervenute.

Intanto sarebbe da chiarire se la “magistratura associata” sia proprio in coerenza con quell'” ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere” di cui parla l’art.104 della nostra Costituzione.E quanti tipi di magistratura esistano nel nostro Paese.Poi ci sarebbe da chiedere che fine abbia fatto l’art.15 della stessa Carta :”La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.”
Certo ,il fine giustifica i mezzi ,ma vuol dire che la regola non serve a niente , che è veramente oppio dei popoli . Ed invece un modus in rebus è bene che ci sia sempre ,a mio parere . Va bene che “siamo in repubblica” ,dove ognuno fa come gli pare ,
ma un minimo di differenza tra anarchia , tirannia e civile convivenza va sempre visto come opportuno .
Anche se la funzione giustifica l’organo , cerchiamo effettivamente di non sopprimere con questo ( l’intercettazione telefonica ) tutte le altre capacità ed attività di indagine e ricerca, molto più concrete e dignitose .
Altro punto importantissimo : come fa la magistratura (associata o meno ) ad mantenersi indipendente,quando si dimostra così strettamente collegata alla stampa ed agli altri mezzi di diffusione di notizie ? Anche qui qualche regola ( fatta osservare ) non guasterebbe…
In effetti non è altro che il naturale proseguimento di “mani pulite”, erde dei pretori d’assalto deldecennio precedente, il quali avevano solo lo scopo (da servizi segreti) di spiare i politici scomodi, per poter sovvertire l’ordine costituito.
Ovvio che è scemata in tutti la professionalità perché gli scoop mediatici, soddisfacevano ampiamente e ampliamente i desiderata di successo di questo “ordine costituito.
Oggi appunto come rileva Cariglia non si riesce a indagare su nulla e delitti – soprattutto omicidi, ma non trascuriamo una bomber – restano misteri per anni.
Se aggiungiamo che la scusante – quella si falsa – della mancanza di personale abbiamo raggiunto il “top”. Difatti nelitti efferrati vedono gli indagati rimessi in liberrtà der decorrenza di termini.
Come a dire oltre ai danni: le beffe!