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Incollati a Milano Sala e Parisi al ballottaggio. Mai vincere ai sondaggi, i voti veri sono quelli dentro le urne!

I milanesi hanno deciso che i candidati di centro-sinistra Beppe Sala e Stefano Parisi la fascia tricolore se la giocheranno al ballottaggio il 19 di giugno In pratica la differenza fra i due è di circa 5 mila voti. Ma diverso è l’atteggiamento delle coalizioni. Se nel centrosinistra si respira una certa aria di delusione, nel centrodestra c’è “euforia” per “un risultato straordinario”

di Cesare Mannucci | 8 Giugno 2016

Un anno fa non c’era storia, soprattutto quando il premier ha “calato l’asso” i sondaggi lo facevano planare sicuro sulla poltrona più alta di Palazzo Marino.  Ma poi il Cavaliere, dalle 9 vite come i gatti, dal cilindro ha tirato fuori il coniglio romano e la vittoria sicura di Mister Expo’ 2015 è finita ai supplementari con un sostanziale pareggio in zona Cesarini. I milanesi hanno deciso che i candidati di centro-sinistra Beppe Sala e Stefano Parisi la fascia tricolore se la giocheranno al ballottaggio il 19 di giugno per ora separati da poco meno di 5 mila voti. Anche se l’ex city manager del sindaco Letizia Moratti e commissario straordinario dell’Esposizione universale 2015 ha esordito in questo modo: “Primo tempo: uno a zero, palla al centro e si ricomincia”: così Beppe Sala, candidato sindaco del centrosinistra a Milano ha iniziato a commentare il risultato del voto in una conferenza stampa. “Il 42 per cento – ha aggiunto – è un ottimo risultato”. Ma è invece un testa a testa la sfida sotto la Madonnina fra il candidato sindaco del centrosinistra Sala e quello di centrodestra Stefano Parisi (già City manager del sindaco Gabriele Albertini) , divisi solo da un punto percentuale. L’ex commissario Expo ha raggiunto il 41,7 delle preferenze (223.547) contro il 40,7 di Parisi (218.575).

In pratica la differenza fra i due è di circa 5 mila voti. Ma diverso è l’atteggiamento delle coalizioni. Se nel centrosinistra si respira una certa aria di delusione, nel centrodestra c’è “euforia” per “un risultato straordinario”, come ha subito detto Parisi. Tre mesi fa “non mi conosceva nessuno – ha osservato l’ex ad di Fastweb – mentre Sala aveva avuto più di un anno di notorietà sulla ribalta dell’Expo”. Allora in pochi si aspettavano il ballottaggio e fino a ieri non molti avrebbero scommesso in una distanza così piccola fra i due.

In vista del ballottaggio del 19 giugno Sala e Parisi dovranno andare a caccia dei voti di chi il 5 giugno  non si è presentato ai seggi (l’affluenza si è fermata al 54,66% cioè il 13% in meno del 2011) e di quelli che hanno scelto un altro candidato, in particolare il 5 stelle Gianluca Corrado che ha ottenuto il 10,05% e Basilio Rizzo (Milano in Comune) che si è fermato al 3,55%. Il candidato dei pentastellati ha già detto che non darà indicazioni e che personalmente è indeciso fra non andare a votare o andare ed annullare la scheda. Basilio Rizzo, che era sostenuto dalla sinistra più radicale, sembra decisamente più vicino a Sala che al candidato sostenuto da Forza Italia, Lega Nord, Ncd e Fratelli d’Italia. Ma i giochi sono aperti e Parisi infatti non ha perso tempo e in tv ha già chiesto il voto “a tutti i milanesi che vogliono cambiare”.

Il partito più votato è stato il Pd con il 28,96% delle preferenze, ma la sorpresa maggiore è arrivata da Forza Italia, secondo partito con il 20,22, ovvero – per ammissione dello stesso Parisi – con il doppio dei voti che si aspettava. Non c’è stato quindi il sorpasso della Lega Nord, ferma all’11,76, ventilato da Matteo Salvini. E anzi, anche fra le preferenze la più votata in consiglio comunale è stata Mariastella Gelmini (FI) con oltre 11 mila voti, quattromila in più del segretario del Carroccio (e anche del capolista del Pd Pierfrancesco Majorino). Un equilibrio di voti ideale nel centrodestra, secondo Parisi, con “i partiti moderati che hanno un loro peso e Salvini che ne ha un altro”.

Fra le liste civiche di sostegno ai candidati sindaci quella di Beppe Sala è arrivata al 7,68%, quella di Parisi al 3,02%. Più votato in questo secondo caso l’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, che dovrebbe quindi sedersi in Consiglio comunale. E che lo si voglia o meno il “laboratorio politico” milanese, dove Renzi si è speso in prima persona sulla candidatura di Sala e il centrodestra è riuscito a ricompattarsi con il ritorno pure di Alfano e il suo Nuovo centro destra darà delle indicazioni che a Roma non potranno non tenerne conto in vista del Referendum costituzionale del prossimo autunno.

Pubblicato in : La parola al SindacoTag: 2011, 5 stelle, beppe sala, centro destra, centrosinistra, conferenza stampa, il cavaliere, italia, lega, lega nord, milano, pd, referendum, renzi, roma, sostegno, Stefano Parisi

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

Interazioni del lettore

Commenti

  1. maurizio oberti

    8 Giugno 2016 alle 16:30

    Caro Vice Direttore Mannucci;
    quando Sala euforicamente dichiara 1-0 palla al centro………sa di mentire. Il risultato di Parisi non se lo aspettava di certo. De resto anche Renzi si dichiara soddisfatto dell’exploit del suo candidato. Insomma, un po’ come un giocatore che rincuora il compagno di squadra dopo che ha appena sbagliato il rigore decisivo per la vittoria in Champions ……….una carezza , ma se potessi ,,,,,,,,,,,,,,,
    saluti.
    Oberti maurizio

    Rispondi
    • Cesare Mannucci

      9 Giugno 2016 alle 14:09

      Indipendentemente da chi Lei Oberti preferirebbe vincesse, e mi sembra evidente dalle Sue parole, il Suo discorso logico non fa una piega. Se ha letto bene il titolo, non capirà chi io voterei a Milano (abito in provincia e quindi non voterò al ballottaggio), ma che certamente diffido dai sondaggi e dai dibattiti televisivi….io sono della vecchia guardia, “una testa, un voto”….e la cabina elettorale milanese ha parlato chiaro domenica scorsa azzerando tutte le previsioni virtuali dei soloni della politica.

      A risentirla.

      Ce.M.

      Rispondi

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