Un anno fa non c’era storia, soprattutto quando il premier ha “calato l’asso” i sondaggi lo facevano planare sicuro sulla poltrona più alta di Palazzo Marino. Ma poi il Cavaliere, dalle 9 vite come i gatti, dal cilindro ha tirato fuori il coniglio romano e la vittoria sicura di Mister Expo’ 2015 è finita ai supplementari con un sostanziale pareggio in zona Cesarini. I milanesi hanno deciso che i candidati di centro-sinistra Beppe Sala e Stefano Parisi la fascia tricolore se la giocheranno al ballottaggio il 19 di giugno per ora separati da poco meno di 5 mila voti. Anche se l’ex city manager del sindaco Letizia Moratti e commissario straordinario dell’Esposizione universale 2015 ha esordito in questo modo: “Primo tempo: uno a zero, palla al centro e si ricomincia”: così Beppe Sala, candidato sindaco del centrosinistra a Milano ha iniziato a commentare il risultato del voto in una conferenza stampa. “Il 42 per cento – ha aggiunto – è un ottimo risultato”. Ma è invece un testa a testa la sfida sotto la Madonnina fra il candidato sindaco del centrosinistra Sala e quello di centrodestra Stefano Parisi (già City manager del sindaco Gabriele Albertini) , divisi solo da un punto percentuale. L’ex commissario Expo ha raggiunto il 41,7 delle preferenze (223.547) contro il 40,7 di Parisi (218.575).
In pratica la differenza fra i due è di circa 5 mila voti. Ma diverso è l’atteggiamento delle coalizioni. Se nel centrosinistra si respira una certa aria di delusione, nel centrodestra c’è “euforia” per “un risultato straordinario”, come ha subito detto Parisi. Tre mesi fa “non mi conosceva nessuno – ha osservato l’ex ad di Fastweb – mentre Sala aveva avuto più di un anno di notorietà sulla ribalta dell’Expo”. Allora in pochi si aspettavano il ballottaggio e fino a ieri non molti avrebbero scommesso in una distanza così piccola fra i due.
In vista del ballottaggio del 19 giugno Sala e Parisi dovranno andare a caccia dei voti di chi il 5 giugno non si è presentato ai seggi (l’affluenza si è fermata al 54,66% cioè il 13% in meno del 2011) e di quelli che hanno scelto un altro candidato, in particolare il 5 stelle Gianluca Corrado che ha ottenuto il 10,05% e Basilio Rizzo (Milano in Comune) che si è fermato al 3,55%. Il candidato dei pentastellati ha già detto che non darà indicazioni e che personalmente è indeciso fra non andare a votare o andare ed annullare la scheda. Basilio Rizzo, che era sostenuto dalla sinistra più radicale, sembra decisamente più vicino a Sala che al candidato sostenuto da Forza Italia, Lega Nord, Ncd e Fratelli d’Italia. Ma i giochi sono aperti e Parisi infatti non ha perso tempo e in tv ha già chiesto il voto “a tutti i milanesi che vogliono cambiare”.
Il partito più votato è stato il Pd con il 28,96% delle preferenze, ma la sorpresa maggiore è arrivata da Forza Italia, secondo partito con il 20,22, ovvero – per ammissione dello stesso Parisi – con il doppio dei voti che si aspettava. Non c’è stato quindi il sorpasso della Lega Nord, ferma all’11,76, ventilato da Matteo Salvini. E anzi, anche fra le preferenze la più votata in consiglio comunale è stata Mariastella Gelmini (FI) con oltre 11 mila voti, quattromila in più del segretario del Carroccio (e anche del capolista del Pd Pierfrancesco Majorino). Un equilibrio di voti ideale nel centrodestra, secondo Parisi, con “i partiti moderati che hanno un loro peso e Salvini che ne ha un altro”.
Fra le liste civiche di sostegno ai candidati sindaci quella di Beppe Sala è arrivata al 7,68%, quella di Parisi al 3,02%. Più votato in questo secondo caso l’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, che dovrebbe quindi sedersi in Consiglio comunale. E che lo si voglia o meno il “laboratorio politico” milanese, dove Renzi si è speso in prima persona sulla candidatura di Sala e il centrodestra è riuscito a ricompattarsi con il ritorno pure di Alfano e il suo Nuovo centro destra darà delle indicazioni che a Roma non potranno non tenerne conto in vista del Referendum costituzionale del prossimo autunno.

Caro Vice Direttore Mannucci;
quando Sala euforicamente dichiara 1-0 palla al centro………sa di mentire. Il risultato di Parisi non se lo aspettava di certo. De resto anche Renzi si dichiara soddisfatto dell’exploit del suo candidato. Insomma, un po’ come un giocatore che rincuora il compagno di squadra dopo che ha appena sbagliato il rigore decisivo per la vittoria in Champions ……….una carezza , ma se potessi ,,,,,,,,,,,,,,,
saluti.
Oberti maurizio
Indipendentemente da chi Lei Oberti preferirebbe vincesse, e mi sembra evidente dalle Sue parole, il Suo discorso logico non fa una piega. Se ha letto bene il titolo, non capirà chi io voterei a Milano (abito in provincia e quindi non voterò al ballottaggio), ma che certamente diffido dai sondaggi e dai dibattiti televisivi….io sono della vecchia guardia, “una testa, un voto”….e la cabina elettorale milanese ha parlato chiaro domenica scorsa azzerando tutte le previsioni virtuali dei soloni della politica.
A risentirla.
Ce.M.