BLAIR un nome che divide? Certo divide la sinistra che vuole misurarsi con le sfide del nostro tempo dalla sinistra con la testa girata verso le pretese rassicuranti certezze del secolo ormai trascorso.
Costituitosi qualche mese fa, il “Circolo di cultura politica New Labour TONY BLAIR”
ha iniziato le sue attività martedì 30 settembre presso la Sala Maggiore del Palazzo Comunale di Pistoia con una conferenza-dibattito sul tema “Psicologia della sinistra italiana. Abbiamo ancora bisogno d’ideologia?” .
Ad introdurre il tema è stato il prof. Sergio Caruso dell’Università di Firenze nella sua duplice competenza di filosofo e psicoterapeuta e psicoanalista e ne hanno discusso il Sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli e Filippo Buccarelli, presidente del Circolo Tony Blair e sociologo dell’Università di Firenze.
Una platea qualificata – proveniente anche da Firenze e Prato ed altre città della toscana – ha seguito con attenzione il confronto tra il relatore ed i discussant.
BLAIR un nome che divide? Certo divide la sinistra che vuole misurarsi con le sfide del nostro tempo dalla sinistra con la testa girata verso le pretese rassicuranti certezze del secolo ormai trascorso.
Non è un caso che quando si parla di visioni e politiche in grado di far uscire l’Italia dalla morsa di una crisi che appare senza uscita si fa riferimento alla sua esperienza:
– Maurizio Ferrera domenica 21 settembre sul Corriere della sera parlando del mercato del lavoro (“Il semaforo ideologico”) inizia con una citazione dall’esperienza di governo di Tony Blair “Le riforme vanno fatte osservando i problemi concreti della società e non i semafori delle ideologie. E in politica chi strilla di più non merita necessariamente di ricevere maggiore attenzione. Queste celebri affermazioni di Tony Blair forniscono un’utile bussola per valutare ciò che sta accadendo in Italia sul fronte del lavoro”
– Pierluigi Battista sempre sul Corriere il giorno successivo 22 settembre (“I nostalgici del Novecento”) ricorda che” le svolte riformiste comportano gravi prezzi di popolarità e di consenso. Tony Blair ingaggiò un’interminabile e spietata battaglia contro il potente ma oramai decrepito establishment del vecchio Labour e solo grazie a quella offensiva coraggiosa riuscì a sfidare con successo la lunga egemonia dei Tories thatcheriani”
Non ci preoccupiamo di legare la nostra riflessione al dibattito politico, alle divisioni aspre che – come sempre – contrassegnano la sinistra ed il Partito Democratico: l’obiettivo del Circolo è di suscitare una libera discussione sui temi rispetto ai quali le differenti concezioni della sinistra vengono a confliggere in modo clamoroso
E’’ un problema di egemonia culturale da affermare che non può essere risolto attraverso stanchi (e dannosi) riti di mediazione.
Vogliamo creare occasioni di incontro – anche di ristretti gruppi – su temi quali
- La centralità dell’individuo con le sue potenzialità e i suoi limiti e con le sue responsabilità, attraverso la piena valorizzazione del merito (alla base del rinnovamento di scuola ed università, contro le banalizzazioni critiche che capita di ascoltare) e la creazione di un clima favorevole all’assunzione del rischio come elemento di responsabilità sociale.
- Le liberalizzazioni e di deregolamentazioni per il miglior funzionamento del mercato attraverso un aumento della concorrenza e della competizione libera nell’economia, in contrasto a monopoli e interessi che bloccano il pieno dispiegarsi della libertà economica ma anche contro un eccesso di dipendenza dalla spesa pubblica e quindi dall’intervento pubblico in troppi aspetti della vita sociale ed economica dell’Italia.
- La modernizzazione del paese, liberandolo da “lacci e lacciuoli” che pesano come macigni, da favorire anche con politiche del lavoro innovative e favorendo pratiche e comportamenti sociali e imprenditoriali che contribuiscano strutturalmente al raggiungimento del pieno impiego.
- nel contesto della globalizzazione, le tematiche dei rapporti con l’impresa, gli effetti dell’immigrazione, dell’efficienza dei servizi pubblici, del welfare sostenibile e quindi del peso e della distribuzione della tassazione.
Si tratta in sostanza di combinare eguaglianza e libertà, pari opportunità e meritocrazia, solidarietà e competizione attraverso l’incontro felice dell’idealismo socialista e del pragmatismo liberale e nello stesso tempo di riportare in primo piano la responsabilità sepolta dalla valanga dei diritti .
Vorremmo affrontare anche le grandi questioni internazionali, che poca attenzione ricevono nel dibattito politico ed ideale italiano, dal rinnovamento dell’Europa attraverso un nuovo Grande Patto fondante per ribadirne la piena legittimazione, al rafforzamento delle relazioni transatlantiche attraverso gli accordi di cooperazione UE-USA , al pieno sostegno alla lotta contro l’aggressione del fondamentalismo islamico che attenta alla libertà ed alla civiltà dei popoli, a riaffermare nei grandi organismi internazionali quei fondamenti democratici che sono stati alla base della loro costituzione
Il sostegno al processo di pace nel Medio Oriente non può fondarsi che sul prioritario riconoscimento del diritto all’esistenza dello stato di Israele in condizioni di sicurezza ed alla creazione di uno stato palestinese.
Stiamo definendo il programma degli incontri dei prossimi mesi, senza alcuna pretesa di esclusività ma pronti a fare rete con altri circoli ed associazioni che voglio discutere fuori dagli schemi precostituiti.
Chi è interessato può scriverci a circolotonyblair@gmail.com

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