Ha suscitato vasto cordoglio nel mondo della cultura la morte, a Firenze, dopo lunga malattia, di Francesco Romano, sovrintendente del Teatro Comunale Maggio musicale fiorentino dal 1982 al 1986. Aveva 76 anni.
Il soprintendente Francesco Giambrone ha espresso cordoglio per la morte di Romano, ”unendosi al dolore dei familiari per la scomparsa di una figura che ha lasciato in tutti coloro che l’hanno conosciuto il ricordo amabile di una personalita’ rimasta legata a lungo, anche dopo aver lasciato l’incarico, al Maggio che ha continuato assiduamente a frequentare anche da semplice spettatore”.
Cordoglio e’ stato espresso anche dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi, e dall’intera giunta comunale di Palazzo Vecchio per la scomparsa di Francesco Romano. ”La citta’ – ha detto il sindaco Renzi – e’ vicina alla famiglia di Romano, uomo colto e appassionato della musica e del teatro del Maggio che egli ha amato e frequentato fino all’ultimo”. Avvocato e docente universitario, Romano e’ stato sovrintendente dall’aprile 1982 al febbraio 1986. Fu durante la sua gestione che a Zubin Mehta venne offerto l’incarico di direttore principale del teatro, ruolo che il maestro assunse nel 1985 e che ricopre tuttora.
Francesco Romano, laico e liberale, vantava molti amici tra i collaboratori di Pensalibero: dal direttore Nicola Cariglia ad Adalberto Scarlino che ne sostennero l’azione da assessori comunali quando Francesco Romano era Sovrintendente del Comunale fiorentino. Di seguito, il ricordo di Romano che il Maestro Claudio Desderi ha affidato in esclusiva al nostro sito.
“La passione per la musica è sempre stata una costante nella vita quotidiana
di Francesco Romano..e quando le nostre famiglie si incontrarono quasi in
convivenza perfino nella scelta delle vacanze la scoperta della musica
come professione coinvolse sempre di più la sua personalità così viva e
multiforme, dopo di che il suo arrivo al più alto incarico del Maggio Musicale apparve
quasi una scelta “dovuta”…..da allora ricordo quanta vitalità e entusiasmo
in quella esperienza il Prof Romano apparisse quasi fanciullesco
nell’immergersi totalmente nella organizzazione e nel controllo nel seguire le prove e nel
godere delle recite ,insomma di questa vita un po’ baluginante del “teatro”
da cui ricavava allegria e a cui portava serietà e rigore…Una stagione molto
felice per la città per il TEATRO E PER IL PROF. ROMANO, ne sono certo”..
Claudio Desderi

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