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IN RICORDO DI DON ISIDORO GIULIANI: L’ULTIMO PRETE GARIBALDINO

Trovò a Montevideo il certificato di matrimonio di Anita e Giuseppe Garibaldi che è racchiuso nel libro più completo su Anita stessa scritto da Don Isidoro e da Antonio Fogli: “Anita Garibaldi – vita e morte”. di Federico Baldini

di Federico Baldini | 6 Maggio 2008

Si è spento all’età di 90 anni nella sua casa presso la parrocchia di Mandriole, a pochi metri da dove mori’ Anita Garibaldi , l’ultimo prete garibaldino e risorgimentale d’Italia Don Isidoro Giuliani. Don Isidoro Giuliani è stato una delle personalità più illustri, e spesso poco conosciute, della comunità ravennate: per 63 anni è stato parroco di Mandriole, paesino della campagna ravennate noto per essere il luogo dove mori’ il 4 agosto 1849 Anita Garibaldi, ed è stato pastore di quella comunità nel senso più vero e alto del termine, e a questa sua missione ha aggiunto la sua passione e dote di eccellente studioso e culture della vita di Anita Garibaldi e del Risorgimento. Io ed i miei amici, un gruppo di laici anticlericali repubblicani e socialisti, lo abbiamo conosciuto anni fa proprio in questa sua veste di prete studioso e amante del Risorgimento, figura che a noi mazziniani ha subito ricordato quelle di Ugo Bassi e Don G iovanni Verità e che ce lo ha fatto amare fin dai primi incontri. Don Isidoro Giuliani dopo essere stato ordinato sacerdote venne inviato a Sant’Alberto nel 1944 in quella che era davvero la prima linea del fronte,ed anche grazie alla sua opera, dopo l’effimera liberazione del paesino per sole 24 ore da parte dei partigiani, nell’inverno del 1944 fu impedita la rappresaglia da parte dei tedeschi e la deportazione di tutti gli abitanti. Finita la guerra nel 1945 fu nominato parroco di Mandriole e qui si distinse, in una zona distrutta dalla guerra e lacerata da divisioni politiche anche violente che portarono a molti omicidi politici incluso quello del partigiano repubblicano Marino Pascoli nel 1948, per essersi impegnato in prima persona nella ricostruzione del paese, ricostruendo non solo le chiese della parrocchia ma anche costruendo asili e doposcuola. Proprio restaurando la chiesa di Mandriole nel 1946 rinvenne la tomba di Anita Garibaldi e da li’ nacque l’amore p er la moglie di Giuseppe Garibaldi. Amore che si tramutò p! restissi mo in uno studio approfondito della vita e della morte di Anita Garibaldi, Don Isidoro tra le altre cose fu colui che trovò a Montevideo il certificato di matrimonio di Anita e Giuseppe Garibaldi, e che è racchiuso nel libro più completo su Anita stessa scritto da Don Isidoro e dal suo e mio amico Antonio Fogli “Anita Garibaldi – vita e morte”. La fama di studioso di Anita Garibaldi ha portato Don Isidoro ad essere molto conosciuto tra gli studiosi delle vicende garibaldine di tutto il mondo ed in modo particolare in Brasile, pensate che a Laguna città natale di Anita il primo nome citato nel museo a lei dedicato è proprio quello di Don Isidoro, ed ogni anno studiosi e semplici turisti brasiliani sono andati a trovare a Mandriole Don Isidoro per visitare con lui i posti in cui fu presente Anita Garibaldi. Don Isidoro, da vero prete garibaldino, teneva particolarmente a due ricorrenze: quella del 4 agosto, data nella quale egli celebrava nella chiesa di Man driole una messa in ricordo di Anita Garibaldi alla quale parteciparono più volte garibaldini in divisa e rappresentanti del governo brasiliano, e quella del 9 febbbraio poichè Don Isidoro partecipò sempre con entusiasmo alle cene organizzate da me e dai miei amici per celebrare la Repubblica Romana. Nel 2003 come riconoscimento per i suoi meriti per la comunità della zona di Mandriole e per le opere di studioso del Risorgimento lo Stato Italiano gli conferi’ la Croce di Cavaliere al merito della Repubblica. Nel 2005 è uscito un bellissimo libro intervista curato dal mio fraterno amico Mario Maldini con Don Isidoro intitolato “Un garibaldino in parrocchia”, il quale forse meglio di qualsiasi mia parola descrive, con la viva voce di Don Isidoro, la vita e le idee di questa persona straordinaria. L’ho visto per l’ultima volta il 25 aprile, piegato oramai dagli anni e dalla malattia, due giorni prima che morisse, dopo essere andato a rendere omaggio con altri ami ci ai caduti della Brigata Ebraica nel vicino cimitero di Pi! angipane : non credo che le i due avvenimenti cosi’ legati siano stati casuali, perchè racchiudono perfettamente tutto quei principi e valori che hanno ispirato e ispirano la mia vita. Sarò sempre grato a Don Isidoro Giuliani, ultimo prete garibaldino in Italia, per averlo potuto conoscere ed essergli amico: rimane l’amarezza per la perdita dell’uomo eccezionale e per quest’altro pezzo dell’Italia risorgimentale che se ne va.

Federico Baldini

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