Il 7 aprile 2011 “Corsera.it “ ha pubblicato l’articolo di un Signore, che pur dichiarando di non essere un simpatizzando di Berlusconi non giustifica tanto odio, tanta invidia, tanta sete di vendetta, tanto feroce clamore nei confronti di Berlusconi.
Nell’articolo si mette in risalto l’incapacità dell’opposizione a battersi sui problemi seri avvertiti dal popolo, a fronte del grande impegno a coinvolgere i giudici si sinistra nella lotta contro Berlusconi.
E’ la maggioranza degli italiani che dice le stesse cose che si leggono nel citato articolo. E’ allucinante la montatura giuridica orchestrata intorno a una telefonata del Capo del Governo per salvare dalla galera la giovane marocchina fuggita in Italia per lavorare nel campo delle modelle o delle attrici cinematografiche, sapendo di essere una bella ragazza. La critica rivolta ai PM della Procura di Milano e in particolar modo alla Dottoressa Ilda Boccassini non è per il suo dichiarato odio verso Berlusconi, bensì per l’enorme spesa per le intercettazioni telefoniche finalizzate alla ricerca di prove certe contro Berlusconi.
La cattiveria dell’azione persecutoria è nella volontà di tutta l’opposizione non di servire la giustizia, ma di condannare Berlusconi a fare la fine di Craxi.
Sono le ricorrenti manifestazioni di piazza, i lanci delle monetine contro i ministri, i tentativi di occupare il Parlamento per intimidire gli onorevoli della maggioranza, l’accusa al ministro Maroni per la morte in mare dei clandestini a confermare i timori della maggioranza che l’opposizione mira alla distruzione fisica di Berlusconi e della maggioranza.
In Parlamento la discussione sull’esame di una legge voluta anche dall’Ue, si trasforma in uno scontro fisico tra maggioranza e minoranza, che definisce ogni provvedimento legislativo “Legge a favore di Berlusconi”. E su tale affermazione s’innesta una gara a chi grida di più tra Di Pietro e Bersani, fino a rasentare il ridicolo. Alla base del deprecabile comportamento c’è la volontà di chiedere aiuto agli amici magistrati per dichiarare incostituzionale il provvedimento all’esame del Parlamento.
E mentre si discute del “processo breve”, si tira in ballo il processo di Milano sul caso Ruby per creare confusione, nervosismo, insulti personali, parole minacciose e infamia insopportabile.
Il clima sulle piazze, nei tribunali, in Parlamento è molto simile a quello vissuto dal Popolo italiano il 16 novembre del 1922 quando Mussolini nel suo primo discorso alla Camera dei deputati come presidente del Consiglio disse: “ Avrei potuto, se lo avessi voluto, ridurre quest’aula di Montecitorio sorda e grigia a un bivacco di manipoli”. “Io non voglio, finché mi sarà possibile governare, ma la Camera deve sentire la sua particolare posizione che la rende possibile di scioglimento fra due giorni o fra due anni”.
I Socialisti non applaudirono. Questo per la storia.
Domenico Civitano

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