• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

In morte della concertazione

di Giancarlo Magni | 12 Ottobre 2015

Il governo Renzi all’attacco di contrattazione nazionale e concertazione. Anche Confindustria si schiera. La maggiore flessibilità indispensabile a far ripartire il Paese.

La lezione tedesca non era bastata. Ad inizio degli anni 2000, a fronte di una crisi economica gravissima, il cancelliere socialdemocratico Gerhard Schroder lanciò un programma di riforme, denominato Agenda 2010, i cui pilastri erano due: la modifica del welfare, con un deciso intervento nel settore pensionistico, e la trasformazione del mercato del lavoro, con un forte ridimensionamento della contrattazione nazionale a favore di quella aziendale. I due provvedimenti, accettati dai sindacati sia pure dopo lunghi contrasti, restituirono al sistema economico tedesco quella flessibilità che era indispensabile per competere efficacemente sul mercato globale. In pochi anni la Germania da malato d’Europa si trasformò nel Paese leader del Vecchio Continente.

Qualche anno dopo, quella ricetta, limitatamente ai contratti di lavoro, fu ripresa in Italia da Sergio Marchionne. Era il 2010 e la Fiat pose sul piatto della bilancia il rilancio dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, in forte crisi come del resto tutta l’azienda, a fronte della possibilità di applicare un contratto che derogava dal contratto nazionale di categoria. Fu una battaglia epocale. I sindacati scesero sul piede di guerra ma Fiat vinse con il voto positivo, determinante, dei lavoratori interessati. Il contraccolpo fu forte. Anche Confindustria stette alla finestra tanto che Marchionne, nel 2012, portò fuori dall’Associazione degli Industriali la più grande e famosa azienda italiana. E’ storia recente e i fatti sono sotto gli occhi di tutti. Anche grazie a quelle misure la Fiat è uscita dalla crisi diventando un’industria leader a livello mondiale e i posti di lavoro sono aumentati. Ancora una volta la possibilità data ad un azienda di essere più flessibile e di seguire le esigenze del mercato globale aveva dato i suoi frutti. Eppure anche quella lezione non è servita. Il principale protagonista sindacale della vicenda, Maurizio Landini, è ancora sulla cresta dell’onda e parla, rilascia interviste, minaccia l’occupazione delle fabbriche e chi più ne ha più ne metta. Chi invece sembra aver capito la musica è il Governo Renzi che dopo aver fatto la riforma dell’art. 18 ha manifestato l’intenzione, per rilanciare l’economia, di andare all’attacco di un tabù altrettanto ingombrante, quello della contrattazione nazionale. I sindacati però non vogliono rinunciarvi perché è da qui che è nata la pratica della concertazione su tutto e per tutto ed è da qui che è derivato a cascata il grande potere della triplice. Quando nacque, nell’estate del ’93, la concertazione aiutò l’economia italiana a risollevarsi ma poi, portata all’esasperazione, si è trasformata in un’ insopportabile camicia di Nesso che impedisce qualsiasi forma di flessibilità, sempre più indispensabile se si vuole competere sul mercato globale. La battaglia ora è appena iniziata. La novità è che questa volta anche Confindustria sembra aver capito l’antifona. Squinzi ha fatto sua la battaglia per la contrattazione aziendale che, per il solo fatto di esistere, toglie forza e valenza a quella nazionale. Meglio tardi che mai. Sono passati 12 anni da quando la Germania ha imboccato questa strada e 5 dai contratti aziendali di Marchionne. Tutto tempo perso. Ora però, anche se con forte ritardo, la concertazione sembra avere i giorni contati. Finalmente.

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, azienda, battaglia, concertazione, confindustria, contratti di lavoro, crisi, crisi economica, germania, governo, italia, la germania, lavoro, mercato, mercato del lavoro, misure, posti di lavoro, provvedimenti, renzi, riforme, sergio marchionne, sindacati, sistema economico

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti