Men at work attention. Benvenuti sull’altalena della Firenze Bologna.
Una strada ti cambia la vita. Una buona strada sicura te la migliora. Non siamo alla fiera della banalità quotidiana ma alla frase-reazione per l’ennesima coda da cantieri o da incidenti. Fare la Bologna Firenze nonostante i tratti di variante appenninica già in esercizio è ancora una bella avventura. Dopo i tunnel quasi avveniristici da Sasso Marconi a Rioveggio ti ritrovi tra curve e gallerie storiche, che più storiche non si può. Quelle pensate tra la fine degli anni Cinquanta e inizio degli anni Sessanta. Altro traffico, altro mondo.
L’altra mattina nei notiziari delle 6 (quasi alba ovviamente) si mettevano in guardia gli automobilisti che nel tratto Roncobilaccio Pian del Voglio c’erano code di un chilometro e rallentamenti. Roncobilaccio citato anche ad Venditti ricordate la canzone “Bomba o non bomba” arriveremo a Roma.
Una brava collega ha fatto l’inviata sull’autostrada tratto Bologna Firenze per due settimane in giorni diversi e ha scoperto che non c’è sabato o mercoledì, domenica o martedì, che non c’è notte e non c’è giorno in cui le condizioni possano dirsi sostanzialmente diverse: cantieri improvvisi, deviazioni, restringimenti. E quindi rallentamenti, code, frenate improvvise, sbandate.
Uno pensa: faccio il tratto autostradale più trafficato d’Italia sul valico appenninico di notte perché così c’è meno traffico ed invece ti trovi invischiato e quasi inglobato in cantieri improvvisi che solo tre ore prima non c’erano, a ridosso di camion, operai a portata di finestrino e ruspe quasi sul cofano. Men at work attention. Benvenuti sull’altalena della Firenze Bologna.
L’anello debole della Milano Napoli, per carità anche tratto bello per viadotti e piloni che sembrano monumenti, ma debole per orografia e territorio: viadotti, gallerie, tratti di immissione ristretti, curve e restringimenti di fatto rendono questi settanta chilometri la strozzatura d’Italia, se non l’imbuto d’Europa Sud. Alternative competitive poche, anzi zero di fatto. La Parma La Spezia ha tratti anche più difficili, andare a Roma da Milano Genova Viareggio è come pretendere di arrivare a Sondrio partendo da Milano e passare da Vercelli. Andare a Roma con la Cesena-Orte può essere una esperienza di vita.
E non stiamo parlando -con tutto il rispetto- della diramazione Gallarate-Gattico o della Fi-Pi-Li -che non è una filastrocca ma è la Firenze Pisa Livorno- che pure per i locali possono essere vitali e strategiche, no qui stiamo parlando dei 60-70 chilometri che uniscono o dividono per asfalto l’Italia. Un blocco a Roncobilaccio divide in due il Paese, ancora, come nel 1960. Stanno spingendo da Roma perché il nuovo tratto di variante appennica che si vede anche come cantiere tra Roncobilaccio e Barberino del Mugello possa essere consegnato entro Natale. 2015, si spera.
Questo nostro Paese ha ancora tante strade impossibili che aspettano il miracolo. Anche negli annunci. Proprio in questi mesi si torna a parlare della Tirreno Brennero, Tibre, che interessa Parma Mantova Verona, ma anche il Cremonese orientale, della riqualificazione della Ferrara Mare, conosciuta come gruviera, della nuova Romea conosciuta come la statale degli incidenti mortali con l’Adriatica, della Campogalliano Sassuolo,ma provate a fare le statali e le provinciali dell’alto veneto e vedete se anche lì non vi viene voglia di invocare la frase del miracolo: provate a percorrere la Vicenza Cittadella, provate a fare Treviso Conegliano, provate ad andare da Prato a Montecatini fuori autostrada e vi chiedete come mai, per caso, tutti vengono o vanno dove sei te.
Vero: ci vogliono strade sicure, e quindi ci vogliono strade utili e fatte bene. Inviterei a calcolare con criterio (a proposito, criterio cercasi) larghezze, lunghezze, pendenze, flussi tendenziali con le variabili del medio o lungo raggio. Consiglio di consultare qualche matematico esperto in topologia algebrica. E comunque se ti trovi bloccato a Roncobilaccio non disperare: non sei il primo non sarai l’ultimo e puoi sempre uscire dal casello e concederti, in stagione, una bella polenta e funghi.
Pensierino finale: un piano proiettivo non è orientabile.

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