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In Moldavia i socialisti e i comunisti perdono le elezioni, ma sono pronti a opporsi alla destra liberal capitalista al potere

Spiace che, elezioni legislative moldave del 28 settembre scorso, la coalizione di sinistra patriottica, socialista e comunista, impropriamente e banalmente definita dai grandi media nostrani “filo-russa” (solo perché promuove la normalizzazione dei rapporti con la Russia e un’apertura al dialogo), sia stata sconfitta dal partito liberal capitalista al potere. Spiace, perché la Moldavia rinuncerà, ancora una volta, alla giustizia sociale e alla sovranità nazionale, in favore di liberalizzazioni e sudditanza all’oligarchia liberal capitalista.

di Luca Bagatin | 30 Settembre 2025

Spiace che, elezioni legislative moldave del 28 settembre scorso, la coalizione di sinistra patriottica, socialista e comunista, impropriamente e banalmente definita dai grandi media nostrani “filo-russa” (solo perché promuove la normalizzazione dei rapporti con la Russia e un’apertura al dialogo), sia stata sconfitta dal partito liberal capitalista al potere.

Spiace, perché la Moldavia rinuncerà, ancora una volta, alla giustizia sociale e alla sovranità nazionale, in favore di liberalizzazioni e sudditanza all’oligarchia liberal capitalista.

Il “Blocco Elettorale Patriottico dei Socialisti e dei Comunisti della Moldavia” (BECS) ha ottenuto, infatti, il 24,17% contro il partito della destra liberal capitalista “Partito Azione e Solidarietà” (PAS) di Maia Sandu, che ha ottenuto il 50,2%.

Sia il partito della Sandu che la coalizione social-comunista, ad ogni modo, hanno perso rispettivamente 8 e 6 seggi.

Al terzo posto si è piazzata la coalizione socialdemocratica e democratico cristiana “Alternativa”, che ha ottenuto il 7,97% e conquistato 8 seggi, entrando così, per la prima volta, nel Parlamento moldavo. Tale coalizione è costituita da ex esponenti comunisti e socialisti, oltre che da centristi.

Chi ha conquistato seggi, rispetto alle scorse elezioni, è stato il “Partito Nostro”, di ispirazione populista di sinistra, euroscettico, antioligarchico e anticorruzione, che, ottenendo il 6,2% ha ottenuto 6 seggi. Alle scorse elezioni del 2021 aveva ottenuto il 4,1% e non aveva conquistato alcun seggio.

Infine, un altro partito che ha conquistato seggi rispetto alla scorsa tornata, è stato il “Partito della Democrazia in Casa” di ispirazione populista di destra, europeista e sostenitore dell’unificazione fra Moldavia e Romania, che, ottenendo il 5,62% ha conquistato 6 seggi.

Il leader del Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldavia ed esponente delle coalizione social-comunista, Igor Dodon, su Facebook. ha dichiarato: “L’opposizione ha vinto le elezioni parlamentari del Paese. Tuttavia, il PAS si aggrappa ancora una volta al potere, solo grazie ai voti della diaspora.
Quattro anni fa, i cittadini hanno votato per il PAS con fiducia e speranza. Ieri, tuttavia, molti avevano semplicemente paura di andare alle urne, a causa del clima di paura e isteria diffuso dal governo. Ma è troppo presto per gioire: la società è insoddisfatta, la gente è stanca, e questa insoddisfazione non farà che aumentare.
Non cederemo. Ieri sono state registrate centinaia di violazioni: ponti e strade bloccati per i cittadini della Repubblica di Moldova sulla riva sinistra del fiume Nistru, messaggi di minacce di esplosioni in alcuni seggi elettorali in Paesi europei, dopo i quali il numero di coloro che avrebbero votato è improvvisamente aumentato, il lavoro di osservatori e giornalisti è stato ostacolato, la pressione sull’opposizione attraverso perquisizioni, l’esclusione di alcuni partiti e candidati. Tutto ciò mette seriamente in discussione la legittimità dei risultati elettorali. Abbiamo contestato tutte le violazioni alla CEC e faremo ogni sforzo per stabilire giustizia nel rispetto della legge.
Esortiamo tutti a mantenere la calma e a non lasciarsi provocare. Non cediamo, restiamo uniti. Questo è stato l’ultimo respiro dell’attuale governo. Più passa il tempo, meno legittimo sarà e più la gente vorrà liberarsene”.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: elezioni, nato, socialisti

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

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