In Italia si sta combattendo una seconda guerra tribale tra la magistratura e il potere esecutivo guidato da Berlusconi. Il 1992 la guerra scoppiò per il reato di “corruzione” addebitato ai partiti politici che erano al governo. Oggi, strana combinazione, si parla ancora di “corruzione”, come in occasione di “mani pulite” e si aggiungono “concussione e prostituzione minorile”.
In ogni guerra le parti in lotta usano le armi che possiedono. La Magistratura le leggi che puniscono i reati sopra citati e il Governo adopera le sue armi che smontano le accuse.
Se si è convinti che si sta combattendo una guerra, sbaglia chi critica il Governo di usare le proprie armi.
E’ onestamente inspiegabile lo schieramento di tutta l’opposizione del Governo dalla parte della Magistratura, accusando il Governo di abusare della legge che prevede il diritto di difesa con nuovi atti normativi sempre conformi al dettato costituzionale.
Sorprende l’approvazione in toto, sempre da parte dell’opposizione, dei tanti programmi televisivi, che sono come missili a testata nucleare lanciati contro Berlusconi.
Michele Santoro è in guerra con il suo esercito dotato di armi nuovissime pagate anche dai cittadini che non vogliono la guerra.
Sono in guerra, equipaggiati come Santoro, Floris, Lerner, Landini, Fazio, Saviano e Grillo, per citare alcuni eserciti.
I due generali di “Che tempo che fa” stanno cercando nuove armi più micidiali per usare contro Berlusconi e la figlia Marina.
E’ in guerra l’ANM, esercito guidato dal giudice Palamara, giudicato fazioso e incapace di intendere e volere da COSSIGA, già Capo dello Stato.
Fanno azione di copertura agli eserciti sopra citati le reti TV “Due”, “TRE” e La7.
Sono in guerra gli eserciti stanziati in Palamento con il compito di mettere le mine anticarro sul percorso dell’esercito nemico.
E’ una guerra vergognosa e incivile tra i Poteri dello Stato, tra le Istituzioni, tra i Partiti democraticamente eletti in un Paese civile, dove dovrebbero essere ritenuti inammissibili i tradimenti e i ribaltoni politici per distruggere un Governo e calpestare la volontà espressa dal Popolo sovrano.
Il guerriero On. Bocchino è incazzato nero contro Berlusconi per la riduzione dei contributi statali all’Associazione della moglie e per gli addebiti fatti a Fini, che baciò l’anello di Gheddafi con Le Penne, francese, e Formigoni, in piena trasmissione su La7, da parte del Direttore Sallusti, del quotidiano “Il Giornale”.
In piena azione di guerra è Bersani con un esercito fantasma di dieci milioni di Fanti al grido: “Berlusconi vai a casa”, ignorando la rivolta interna al PD, suo quartiere generale.
Con la divisa del guerriero Don Chisciotte è in guerra il giustizialista Di Pietro che ha le armi del millenovecentonovantadue tutte spuntate e piene di ruggine.
Facendo lo stesso errore di Mussolini, Casini, Fini e Veltroni, pur sapendo di non avere eserciti e nemmeno armi, hanno dichiarato ugualmente guerra a Berlusconi convinti di dover sedere al tavolo dei vincitori a guerra finita.
E’ sconcertante, avvilente apprendere che i PM di Milano sono sul piede di guerra pronti a sferrare una protesta storica contro il Governo per bloccare le riforme che renderebbero la Giustizia più veloce e più equa le sentenze.
La guerra, in atto, è assolutamente anomala perché i ruoli stabiliti dalla Costituzione sono volutamente ignorati.
L’ordinamento giudiziario deve attenersi ai propri compiti: “ osservare le leggi e farle rispettare”.
Domenico Civitano

In questa guerra senza fine mi dichiaro obiettore di coscienza. E’ una guerra degna di un paese di Guelfi e di Ghibellini.
Complimenti al sig. Civitano per l’articolo. Un piccolo appunto, io avrei evitato l’accostamento tra l’immortale eroe di Cervantes e quell’ex magistrato. Onde evitare che si infanghi la memoria del candido Cavaliere errante.