
del voto del Bundestag dove la Merkel ha bisogno della collaborazione
del SPD non si occupa nessuno. Eppure potrebbe essere l’ultima occasione
di condizionare la linea tedesca e di introdurre elementi di controllo
democratico nella gestione della crisi europea. Che per, ora come la
crisi politica di 100 anni fa, sembra affidata a organi “tecnici”; come
erano tecnici i membri dello Stato Maggiore del Kaiser…
SPD quindi sta per avere un ruolo condizionante, in cui qualcuno, dai
giornali, dai dibattiti politici, dal timido PSE dovrebbe saltar fuori
con l’auspicio che si guardi anche alla crescita e che il controllo
delle feroci misure di austerità sia affidato anche a organi democratici
(per esempio una commissione proporzionale di eurodeputati
dell’eurozona, che peraltro niente vieterebbe ai medesimi eurodeputati
dell’eurozona di costituirsi da soli, ma forse quando si arriva a
Bruxelles si respira troppo inquinamento burocratico). Mi sembra invece
che a sinistra regni il silenzio, e al massimo il “pianto greco”.
Noi in Italia, che a questa vicenda siamo tra i più interessati in
Europa, poi, siamo bloccati…da Fioroni, che quando si parla di PSE gli
viene il mal di pancia: è vero che il suo seguito elettorale sembra
irrilevante come il suo pensiero, ma nel PD un “cofondatore” ha più peso
della stragrande maggioranza degli iscritti. I sindacati hanno appena
ripreso a incontrarsi saltuariamente in sede europea e la nostra
combattiva sinistra alternativa continua a dividersi tra chi spera in
Vendola e chi dice che non è abbastanza. Inadeguati.

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