
“Primo Ministro Viktor Orban, perché molti pensano che vi siano contrasti fra lei e l’Ue. Vi sono o no?” Al Consiglio straordinario di Bruxelles, le conclusioni sull’Ucraina sono state adottate da 26 Stati membri. Resta pertanto il veto del premier ungherese, Viktor Orban, che non ha permesso l’adozione unanime delle conclusioni. “Gli americani hanno smesso di sostenere l’Ucraina. Una parte significativa di europei prenderebbe il posto degli americani. Non c’è nessun accordo. Continua il dibattito”, aveva anticipato in un video su Facebook il primo ministro ungherese. La portavoce del Consiglio europeo ha indicato che i 27 hanno trovato l’accordo per rafforzare la difesa europea sulla base del piano proposto dalla Commissione europea che prevede la massima flessibilità sulle spese dei paesi membri, la raccolta sul mercato di 150 miliardi con l’emissione di obbligazioni Ue per prestiti ai governi a tassi bassi e a scadenza lunga, la possibilità di utilizzare i fondi della coesione per investimenti per la difesa. Da quanto si apprende a margine del Consiglio straordinario a Bruxelles, l’opposizione del premier ungherese Viktor Orban al capitolo Ucraina delle conclusioni è seria e non transattiva. Mentre il veto slovacco sembra caduto di fronte all’inserimento nel testo di garanzie sul transito del gas in Ucraina. I leader stanno ancora discutendo della parte sulla difesa europea, su cui invece sembra si vada verso un consenso a 27, con le relative conclusioni. “La Russia ha ora 220 brigate con esperienza di guerra e in cinque anni questo numero salirà a 300: dobbiamo rispondere a questa situazione prendendoci cura delle vite di oggi, di domani e del futuro”. È uno dei passaggi del discorso di Volodymyr Zelensky ai leader Ue. Stando alla misura standard, una brigata conta tra i 3.000 e i5.000 soldati. Quindi si va da un minimo di 900mila a un massimo di 1,5 milioni di uomini. La Norvegia aumenterà i suoi aiuti all’Ucraina di 50 miliardi di corone norvegesi (4,2 miliardi di euro) nel 2025, raggiungendo quota 85 miliardi di corone (7,2 miliardi di euro). Lo ha annunciato il primo ministro Jonas Gahr Store. “Il sostegno norvegese aiuterà l’Ucraina a opporsi alla Russia e (rafforzerà) il piano di pace su cui stanno lavorando i Paesi europei”. La decisione di aumentare notevolmente la spesa per il sostegno all’Ucraina è stata presa in accordo con i partiti rappresentati nel Parlamento norvegese, sottolinea il governo. Attualmente il dibattito è sulla difesa europea, sulla base del piano “ReArm Europe” annunciato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Tra i temi su cui ancora si deve trovare un accordo, sottolineano le fonti, c’è quello della flessibilità del Patto di stabilità, con alcuni Paesi (presumibilmente Olanda e Austria) che vorrebbero porre dei “limiti” ed altri che invece premono per maggiori disponibilità. Ma sul tema “nessuno ha detto no” e un’intesa è “possibile”. Molto più complesso, invece, trovare un accordo a 27 sulla parte di conclusioni dedicata all’Ucraina, a causa dell’opposizione del premier ungherese Viktor Orban, il cui “no” sembra essere “serio” e non negoziale. Invece, dovrebbe essere stata superata la contrarietà della Slovacchia di Robert Fico, che ha ottenuto il via libera ad alcune richieste, in particolare riguardo all’approvvigionamento di gas. La Russia non resterà inerme di fronte all’eventuale presenza di truppe della Nato in Ucraina con il pretesto di mantenere la pace e non tollererà tali azioni da parte dell’Occidente. È quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, sottolineando che “considereremo la presenza di queste truppe sul territorio ucraino nello stesso modo in cui abbiamo considerato la potenziale presenza della Nato in Ucraina, perché non importa con quali bandiere sia coperta questa operazione: bandiere dell’Unione Europea, bandiere nazionali dei Paesi che forniscono i contingenti” ma “queste saranno comunque truppe della Nato, truppe dei Paesi della Nato”. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Ria Novosti. “Difesa aerea, armi e munizioni per l’Ucraina, consegne tempestive, rafforzamento dell’industria della difesa ucraina, negoziati di adesione all’Ue, necessità di aumentare la pressione delle sanzioni sulla Russia e lotta contro l’elusione delle sanzioni – tutto questo era tra i temi affrontati ieri” prosegue Zelensky. Tutte le idee valide intorno al tavolo devono far parte della nostra discussione” ha dichiarato la premier danese, Mette Frederiksen, al suo arrivo al vertice europeo, rispondendo a una domanda sulla proposta di protezione nucleare avanzata dal presidente francese, Emmanuel Macron. Tremendo. Deludente e tremendo.
Giuseppe Basilico

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