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Il verde dimenticato del Municipio 2: alberi secchi e promesse di decentramento

Alberi giovani ridotti a pochi rami spogli, chiome ingiallite, piante rinsecchite nei grandi vasi lungo le strade e nuove piantumazioni che sembrano già abbandonate al proprio destino. Le immagini raccolte in diversi punti del Municipio 2 raccontano una realtà molto diversa dalla Milano verde continuamente evocata dall’amministrazione comunale: il problema non è soltanto piantare nuovi alberi, ma riuscire a mantenerli in vita.

di Luca Rampazzo | 29 Agosto 2026

Alberi giovani ridotti a pochi rami spogli, chiome ingiallite, piante rinsecchite nei grandi vasi lungo le strade e nuove piantumazioni che sembrano già abbandonate al proprio destino. Le immagini raccolte in diversi punti del Municipio 2 raccontano una realtà molto diversa dalla Milano verde continuamente evocata dall’amministrazione comunale: il problema non è soltanto piantare nuovi alberi, ma riuscire a mantenerli in vita.

La situazione appare ancora più paradossale se confrontata con le parole del presidente del Municipio 2, Simone Locatelli. Intervenendo sul tema del decentramento, Locatelli ha indicato proprio nella gestione del verde un possibile modello per attribuire maggiori competenze ai Municipi: partecipazione alla definizione degli interventi e successiva manutenzione affidata direttamente al territorio. Un’impostazione condivisibile in linea teorica, ma che deve fare i conti con quanto accade oggi nelle strade e nei giardini del Municipio che amministra.

Le fotografie mostrano infatti il risultato di una gestione che sembra fermarsi al momento dell’inaugurazione. Si collocano alberi nei vasi o si effettuano nuove piantumazioni, ma poi mancano irrigazione costante, controlli e interventi tempestivi. Così quello che dovrebbe rappresentare un investimento ambientale si trasforma in uno spreco di denaro pubblico e in un elemento di ulteriore degrado. Anche nel Municipio 2 gli alberi vengono lasciati soffrire durante i periodi più caldi. Mentre le responsabilità si disperdono tra Comune, società incaricate e strutture decentrate.

Il caso del Municipio 2 anticipa inoltre le principali debolezze del Piano del Verde presentato dalla Giunta Sala. Molte dichiarazioni di principio, ma poche indicazioni concrete su risorse, obiettivi e manutenzione. Non basta immaginare la Milano del 2050 se non si riesce a garantire l’acqua agli alberi piantati oggi. E non si può parlare del verde come modello dei rapporti tra Comune e Municipi senza chiarire chi debba intervenire, con quali fondi e rispondendo di quali risultati.

«Il Piano del Verde è una scatola vuota: non indica quanti alberi saranno piantati, dove, con quali risorse e soprattutto come verranno curati», dichiara Alessandro De Chirico, consigliere comunale di Forza Italia. «Presenterò un’interrogazione ed emendamenti per ottenere risposte concrete. Prima di annunciare scenari al 2050, la Giunta dovrebbe impedire che gli alberi giovani secchino dopo poche settimane».

Il decentramento può rappresentare una soluzione soltanto se accompagnato da competenze reali, personale, risorse economiche e responsabilità chiaramente individuate. Altrimenti resterà l’ennesima promessa. Nel frattempo, gli alberi dimenticati del Municipio 2 continuano a offrire l’immagine più concreta della distanza tra la propaganda ambientalista di Palazzo Marino e la cura quotidiana della città.

Luca Rampazzo

Pubblicato in : Dossier

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Franco

    29 Agosto 2026 alle 13:07

    Grazie per il suo commento che sottoscrivo parola per parola. Non se ne può più della propaganda di Sala. Una pagina vergognosa per chi continua a sostenerlo

    Rispondi

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