
Per Samuel che ha già trascorso parte della sua adolescenza dentro e fuori dal carcere minorile sembra che il destino sia ormai segnato. Esce per l’ennesima volta ma il suo prossimo errore lo porterà inevitabilmente in carcere, non più fra i minori e per lungo tempo.
Non ha mai conosciuto il padre Samuele e ha appena incrociato la madre tossica, quindi sente la vita libera come l’agguato di un futuro più che incerto.
Il suo supervisore Vincenzo è un assistente sociale che sembra più bisognoso di lui di una guida e il loro incontro fa subito scintille. Per il recupero sociale Samuele viene inserito in un’azienda agricola ma ha difficoltà ad adattarsi al lavoro, al rapporto con gli altri, ad accettare le regole. Si è costruito una corazza Samuele per riuscire ad affrontare la vita ma dentro questa corazza c’è tutta la fragilità di chi non crede più nella possibile rinascita. Dall’incontro/scontro tra Vincenzo e Samuele inizia la crescita e la rinascita di entrambi.
Vincenzo è stato campione di rugby e un brutto incidente di gioco ha troncato la sua carriera, non riesce a staccarsi dai ricordi del passato e allena la squadra di rugby di cui è presidente Stella, la padrona dell’azienda agricola in cui lavora Samuele.
Vincenzo decidi inserire Samuele nella squadra per dargli una possibilità ma soprattutto perché attraverso il gioco di squadra questi riesca a controllare i suoi scatti di ira rabbiosa.
“Il rugby non ha regole, ma leggi. Se riesci a rimanere in piedi, i tuoi compagni ti sosterranno…” Con queste parole Vincenzo introduce Samuele al gioco del rugby e quindi il film è anche una metafora sulla nostra società. Ognuno deve essere in grado di svolgere il suo compito e lo farà al meglio se saprà che anche i suoi compagni (la società) stanno facendo la stessa cosa.
Per meglio farci capire le leggi fondamentali del rugby e il cammino che Samuele deve percorrere per affrancarsi dalla sconfitta personale il regista ci fa vedere alcuni momenti di quattro partite diverse attraverso le quali vediamo Samuele dapprima estraneo al gioco e alle sue regole e poi entrare nella logica dell’azione tra placcaggi e scontri, fino alla completa comprensione delle leggi del gioco grazie anche all’uso sapiente del ‘rallenti’ e della musica.
Non meno importante del rugby, per la crescita e il riscatto di Samuele, è l’incontro con Flavia, la figlia adolescente di Vittorio. Sarà proprio Flavia, infatti che riuscirà a incanalare l’emotività di Samuele che, a sua volta, colpito dalla sensibilità della ragazza, saprà controllare la sua collera che sfogherà solo nel gioco, tenendo sempre presente il massimo rispetto per l’avversario.

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