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Il tallone d’Achille di Salvini (che il PD evita di colpire)

Certo, una moneta svalutate potrebbe incrementare le esportazioni ma come la metteremmo con le importazioni… a cominciare dal gas, elettricità, petrolio?

di Gabriele Parenti | 17 Febbraio 2020

Salvini  non demorde. Con tenacia  evoca  di nuovo l’uscita dall’Europa dicendo “Se l’Europa non cambia facciamo come gli inglesi…” (poi  la solita frenata tattica ma intanto il sasso è lanciato ). Dimentica un particolare che noi non abbiamo  la sterlina  e  la  nostra cara rimpianta lira (rimpianta dai ceti forti, ovviamente) subirebbe una svalutazione enorme,  per non parlare dello spread alle stelle e della fuga  degli investimenti.

Ho più volte  auspicato, senza successo, che il  PD  facesse  una campagna d’informazione per far capire  quali sarebbero le conseguenze di un’uscita dall’euro.

Un opinionista  filo salviniano  mi disse un giorno di  leggermi alcuni libri  che esponevano i vantaggi del ritorno alla lira. Risposi che non ne avevo bisogno perché io c’ero  negli anni ’70 quando la  rimpianta liretta veniva continuamente svalutata e  l’inflazione correva al ritmo del 20%.  Alcuni  ci guadagnavano in quanto potevano  alzare  comprando  rivendendo  dopo qualche tempo a cifre  notevolmente superiori.  Ma per noi lavoratori dipendenti fu  una falcidia e  se volevi comprarti la casa, i prezzi  volavano  assai più di quanto riuscivi a risparmiare.

Certo, una moneta svalutate potrebbe  incrementare   le esportazioni   ma come la  metteremmo con le importazioni… a  cominciare dal gas, elettricità, petrolio?    Il  rialzo  dei prezzi  si ripercuoterebbe  su tutti i prodotti   con   un forte  impoverimento dei redditi fissi a cominciare dai pensionati e da quei lavoratori dipendenti che non hanno  particolare forza contrattuale.

E  questo dovrebbe  dar da pensare ai   molti elettori leghisti che appartengono ai ceti medio bassi.

Continuo a  chiedermi  perché il  PD non utilizzi questi  argomenti  invece di insistere su altre vicende  che  hanno  fatto crescere le quotazioni elettorali di Salvini.

E  spero che  Renzi  non faccia  mosse irreparabili.  Sulla prescrizione la penso come lui ma provocare una crisi di governo  darebbe al  leader leghista    un   vantaggio  incredibile.

Gabriele Parenti

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, crisi, lavoratori dipendenti, lira, pd, pensionati

Info Gabriele Parenti

Giornalista professionista e scrittore, ha svolto per numerosi anni, all’interno della RAI, attività di progettazione e conduzione di programmi radiotelevisivi per le reti nazionali e per la Sede Rai Toscana.

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