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Il sud da terra di emigrazione a luogo di accoglienza

Le terre agricole ed i borghi spopolati del Sud possono tornare a vivere grazie all’immigrazione. Una proposta per discutere in maniera anticonvenzionale dell’arrivo di lavoratori e famiglie extracomunitarie , sotto una spinta che è inarrestabile. di Nicola Savino , già deputato della Basilicata

di Nicola Savino | 20 Settembre 2007

1–PREMESSA Ilvo Diamanti e Natascia Porcellato,sul n°4 di Limes 2007, sostiengono che “nelle regioni nordestine gl’immigrati convivono piuttosto bene con gl’italiani. Lavoro,famiglia,comunità e policentrismo sono gl’ingredienti del successo”.
La tabella 1,a pag 50, mostra come nel Nordest,con una percentuale del 6,0% sulla popolazione residente rispetto al 4’5% Italia,l’indice di concentrazione urbana deegl’immigrati è dello 0’30% contro lo 0’44 nazionale;e che la natalità “stranieri” di 12,6% sul 9,4. Insomma,”un modello originale ma a rischio”:forse per la carenza di alloggi,la forte opposizione leghista,10% dei voti,oppure per l’eccessiva velocità della crescita (cfr punto 2 d dell’ Appendice)).
e di marginalizzazione…,di aggregazione e segregazione sociale su base etnica(pag 57.Ibidem; analogamente F. Bordigan e L.Ciccardini ,a pag 35 di Limes).
I fattori di successo sono individuabili nel Lavoro,nella Famiglia,nella Comunità e nel Policentri- smo.Il primo genera “cittadinanza ed identità” (“sei in base a quel che fai”);la seconda è “fattore di coesione sociale”;”le Comunità locali..,zone a tradizione cattolica (democristiana),fitta rete di solidarietà,tessuta dall’associazionismo cattolico (e non solo),..ha garantito assistenza e servizio.” La “stabilità” familiare in Nord-Est e nel Veneto induce “fra le regioni,indici di devianza e …di reati commessi dagli stranieri sui residenti,in assoluto tra i più bassi d’Italia”.
La “lezione del Nordest”,che “ i dati Demos…dimostrano” anche per Bordigan e Ciccardini, non dovrebbero restare “modello involontario.Per Diamanti-Porcellato incoraggerebbero un’ipotesi di sperimentazione organica in territorio con caratteristiche analoghe.

2–TERRITORIO CON CARATTERISTICHE ANALOGHE.
Quanto a POLICENTRISMO, CULTURA COMUNITARIA e ASSETTO FAMILIARE, la Basilicata potrebbe rispondere allo scopo. Ha grande quantità-qualità di alloggi a causa dello spopolamento e delle ricostruzioni post terremoto (nov.80 e sett.98); tradizioni poli-etniche storicamente consolidatesi ; posizione geografica favorevole rispetto ai flussi mediterranei (Appendice,punto 2b); dimensioni e amministrative relativamente affidabili ai fini di una governance complessa e policentrica. E’dotata di una struttura universitaria (USB) con indirizzo tecnico-agrario e di scienze dell’educazione per la formazione dei futuri operatori : sia studenti dei paesi da cui provengono i flussi, per promuoverne gradualmente lo sviluppo; sia laureati e diplomati lucani da preparare per l’accoglienza-integrazione -professionalizzazione degl’immigrati. Dispone,inoltre, di risorse provenienti dalle royalty del petrolio,per appositi contributi all’USB (attualmente non finalizzati) e dal FSE,essendo ancora per qualche anno in fase di fuoruscita- lenta e graduale- dall’obiettivo n°1.
Per di più,arrestare lo spopolamento ed offrire occupazione,buona e duratura,a giovani ormai costretti alla emigrazione( riqualificandoli secondo gli studi già compiuti),determinerebbe consenso dalle popolazioni residenti.
Quanto al LAVORO,motivo di forte attrazione nel Nordest ma carente a Sud,sarà opportuno-poco oltre- un cenno a parte.
Intanto,sulla traccia indicata dagli Autori citati in Premessa, potrebbero già ipotizzarsi due progetti.
Il primo,per il “ricongiungimento” delle famiglie ai lavoratori già con occupazione regolare (quasi al 100% agricola) ,finalizzato anche all’acquisito del know how necessario al secondo,o “percorso di cittadinanza”, per l’accoglienza-integrazione-professionalizzazione dei nuovi immigrati . L’uno mobilitato dalle Istituzioni locali con la supervisione-coordinamento delle due Aziende prov.li per la formazione professionale (Apof..) ed attuato da organizzazioni no-profit (cooperative?); l’altro,
ad iniziativa degli Affari Interni ,con l’impiego di propri operatori per i compiti d’istituto e per la guida, insieme agli Enti locali, della rete già costituitasi per il “ricongiungimento” ,estesa a nuove aree.In questo contesto,rispetto al Nordest, sarebbe sostanzialmente neutralizzato il rischio delle contestazioni sociali e semplificato il controllo dell’ordine e della legalità .E si promuoverebbero, contestualmente,identità e futuro per gl’immigrati e per le comunità locali.

3–PROGETTO RICONGIUNGIMENTO dei regolarizzati occupati in aree agricole.
Riorganizzate le strutture di gestione-coordinamento locali cui si è accennato (Apof) e ri- qualificati( *) gli operatori da impiegare nelle tre aree ad agricoltura intensiva (Valli dell’Ofanto e dell’Agri ,in prov.di Pz , e Metapontino, in quella di MT ), l’intervento si potrebbe ipotizzare come segue.
A—Censimento del patrimonio abitativo dei comuni afflitti da spopolamento e dei regolarizzati interessati al ricongiungimento; individuazione della corrispondenza degli alloggi con le singole situazioni familiari; intesa con i proprietari (spesso emigrati a Nord) circa affitto e manutenzione (i costi del fitto sul FSE, la manutenzione a carico del conduttore.?.) con la costante collaborazione dei Comuni; preparazione e coinvolgimento delle Comunità interessate al progetto previa,sensibiliz- zazione circa il suo significato complessivo; corsi di “italianizzazione” (formazione linguistica e civica,punto 5.in Appendice) per i regolarizzati e i familiari ricongiuntisi;affiancamento della scuola per il sostegno dei minori(**); organizzazione della pendolarità dagli alloggi, prevalentemente in collina,)ai luoghi di lavoro nelle valli; animazione per il “meticciato” culturale,anche coinvolgendo gli universitari borsisti conterranei ;contatti con i servizi sanitari,dell’ordine pubblico etc.
B—La Regione ,titolare della competenza sulla formazione,provvede,dalle fonti già citate, al finanziamento dei corsi di “italianizzazione” (***) ,di formazione dei formatori e delle suddette borse di studio;ed assume la regìa del progetto,attivando intese tra gli Enti locali e costituendo Comitati di partecipazione e controllo sociale (non retribuiti ) per la ottimizzazione degl’interventi.
———————————————–
(*)Occorrerebbe costituire equipès composte da sociologi ed educatori;avvocati specializzati sui problemi di settore ;tecnici per supervisione e tutela degli alloggi;animatori di comunità..etc,posto che buona parte dei rapporti interistituzionali potrebbero essere assolti da funzionari comunali .
Pertanto,la disponibilità dell’UNLA ad impegnare in Basilicata la sua Università di Castel Sant’Angelo (U.C.S.A.),art 18 Statuto –DM 30-07-2003, data la rilevanza e complessità dell’intervento, si pone soltanto come momento di sollecitazione-promozione.-
(**)Quest’anno,la frequenza delle scuole in Basilicata calerà di 1.600 iscritti .Perciò saranno soppressi 280 posti di lavoro.
(***) Per i concetti di …Italici .., “meticciato” e multiculturalità, si vedano anche Piero Bassetti-Non più immigrati (in) e Otto Bitjoka con M.Gersony-Ci siamo..Il futuro dell’immigrazione in Italia-Sperling & Kupfer editori 2007

-2-

4– IL PERCORSO di CITTADINANZA
Nel Saggio TASSE NON QUOTE ,pg 113 di Limes,Guido Bolaffi propone “un’imposta (flessibile, graduale) a carico degl’immigrati. Una vera e propria tassa di (doppio) scopo: esplicitare, .fino a materializzarlo,l’impegno di compartecipazione alla res publica dei novi cives ;finanziare attività di sostegno e programmi di qualificazione professionale”.Bolaffi richiama la convinzione di Philippe Legrain dal Financial Times di Aprile :.
E persino, essere differenziata –come peraltro gli stessi tempi di attesa o di pre-cittadinanza, a favore delle aree da ripopolare e con requisiti favorevoli all’accoglienza (ndr)
Insomma,si tratta di superare una ..pg 10- Ci siamo- Otto Bitjoka ..già citato.

Quest’idea Bolaffi-Legrain potrebbe costituire il primo segmento di un“approccio strategico e di lungo periodo “ o “percorso di cittadinanza”. Ove si condividessero le seguenti convinzioni,di cui agli estratti in Appendice:
1-“è inutile tentare di chiudersi
2-“i flussi…. sono destinati a crescere,insieme con le disuguaglianze sociali
3- “soltanto il pieno inserimento…,soprattutto per i figli ,è in grado di prevenire l’emarginazione e i connessi fenomeni di devianza
4-“i modelli d’integrazione sperimentati altrove, (specie per le seconde generazioni n.dr) appaiono oggi in piena crisi
5-“l’immigrazione sta fornendo un contributo essenziale alla soluzione dei nostri problemi demogra fici ,economici,assistenziali (ibd, e.Bitjoca-op cit)
6-“la maggiore propensione alla devianza ed alla criminalità degli stranieri ..in Italia..rispetto ai cit-
tadini italiani , è in parte frutto di pregiudizio (ibd.,e Bitjoka-op cit),in parte “il costo sociale di una sottoclasse…,della mancanza di politiche d’inserimento e di protezione.. effetto della condizione di clandestini o irregolari …,della “schiavitù determinata dalla criminalità trasnazionale sempre più ramificata e potente ….(del) traffico di esseri umani e di sfruttamento nell’ambito di un (ibidem ,ed anche L.Maragani –I.Aikpitanyi-Le ragazze di Benin City Ed. Melampo 2007
7-“il sentimento d’insicurezza e di diffidenza si supera con la conoscenza e l’integrazione”,fidando sull’emergere di posizioni maggioritarie tra i giovani a favore della cittadinanza e dell’esercizio dei relativi diritti e doveri (ibidem)…

5–I DISTRETTI FORMATIVI NELLE AREE MARGINALI DEL SUD (delle quali i la Basilicata è il prototipo forse meno drammatico per aspetti essenziali all’obiettivo!)
Se si pervenisse alla regolarizzazione dei flussi ,intercettandoli fin dai Paesi di origine sulla base dell’idea Bolaffi,la Basilicata,in via sperimentale e per le caratteristiche già accennate, potrebbe of-
frire approdo e sistemazione sulla base dell’esperienza (modalità,strutture,coordinamenti) acquisiti con il progetto “ricongiungimento”.. Rispetto al quale,occorrerebbe espandere l’intervento anche in comuni diversi da quelli delle tre aree agricole,trattandosi ora di prima accoglienza (ibd,p.5b) e di affiancare all’integrazione linguistica e civile anche una robusta formazione professionale correlata a sbocchi occupazionali reali,sia in regione (artigianato) sia a favore di altre regioni. Insomma “istruzione,lavoro,dialogo interculturale,alloggio,tutela dei diritti..”,come nell’esperienza della Comunità di Sant’Egidio (ibd,p.5 a)
Acquisito l’impegno della Regione (FSE ,royalty etc),per il percorso di cittadinanza ,che potrebbe coincidere con la professionalizzazione anche a favore di altre regioni e costituire il “distretto

–3–
formativo”, presupposto fondamentale sarebbe UNA LEGISLAZIONE CHE CONSENTA LA CITTADINANZA AL CONSEGUIMENTO DELL’ATTESTATO D’INSERIMENTO DA COMUNITA’ DI CENTRI PICCOLI ,con non oltre 3 o 4 mila residenti,magari riducendo i tempi di attesa (a 3,5 invece di 5?). Questa condizione imporrebbe di per sé il ripopolamento e la proficua organizzazione dell’accoglienza-integrazione linguistica e civica, ela professionalizzazione. Attraverso le operazioni e con i risultati di cui alla conclusione.

6-IL PROBLEMA LAVORO in Basilicata
.
La Fiat-Sata di Melfi ,evento storico che ha determinato la crescita del Pil regionale da cui l’uscita della Regione dall’obiettivo 1;la modesta industrializzazione-con i fondi per il terremoto ’80,della area di Vitalba-Vulture (evidente il fallimento nelle limitrofe di Bella-Baragiano);la concentrazio-
ne a Potenza degli uffici e del complesso ospedaliero maggiore non hanno impedito che, l’ultimo censimento, la zona settentrionale della regione perdesse il 4,1 dei suoi abitanti.Insomma,lì dove s’è registrato un certo sviluppo,il calo demografico è stato soltanto inferiore rispetto alla provincia di Matera,che, pur reggendo nel litorale Jonico, perde l’8,8% , 1 punto in meno rispetto alla metà meridionale della Provincia potentina (dalla Sellata al Pollino). Dei 131 comuni,soltanto 11 nell’a- rea Nord,4 nella Sud ed altrettanti nel Materano (19 in tutto) registrano incremento demografic, mentre tutti gli altri tendono semplicemente a scomparire,arretrando-ogni anno-complessivamente, di circa 2500 unità. Si tratta di un fenomeno che travalica i confini del Sud,mma che in Basilicata
deriva è non soltanto della crisi della piccola proprietà agricola,ma anche dalla scomparsa della pur elevata qualità dell’artigianato. Lavorazioni del legno ,del rame,dei vimini,del ferro e della pietra, oreficeria ed orologeria,del cuoio e del feltro consentivano d’esportare anche all’estero.
Nel dopoguerra si sono invece esportate non prodotti ma le attività stesse, talune divenute soltanto commerciali (ad esempio,gioiellerie nelle grandi città italiane e nel SudAmerica).
L’accoglienza-integrazione-italianizzazione multiculturale degl’immigrati potrebbe consentire il recupero delle tradizioni artigianali a sostegno dello stesso sviluppo turistico cui la regione si sta aprendo (nonostante l’ assenza dell’aeroporto e di adeguate comunicazioni viarie e ferroviarie).Le nuove energie etniche potrebbero,dunque,essere preparate a questo recupero,con corsi organizzati a scala circondariale. Gli stessi immigrati interessati a trasferirsi al Nord o in altri paesi europei potrebbero trovar convenienza ad acquisire abilità e qualifiche professionali d’intesa con quei mercati. Per questa via, una piccola regione acquisterebbe il profilo di distretto formativo per gruppi d’immigrati a rotazione ,mettendo adeguatamente a frutto le sue risorse ( alloggi, giovani insegnanti, sociologi, maestri d’arte e lo stesso interesse sociale al ripopolamento).Dal ”percorso di cittadinanza” verrebbe così crescita dell’occupazione e del trend demografico.

7– CONCLUSIONE
Nel“percorso di cittadinanza-professionalizzazione” sono individuabili tre momenti cruciali:
A-Intercettazione dell’emigrante nel paese d’origine prescelto,con terminali istituiti dal Governo anche per la riscossione della tassa d’ingresso di cui al citato Saggio di G.Bolaffi, e la conseguente destinazione ;
B-sistemazione nelle piccole comunità individuate e preparate all’accoglienza dal gruppi polispecialistici già descritti ,e parallela costituzione delle Commissioni miste (amministratori, sindacalisti,operatori culturali, rappresentanti di circoli locali -dei diversi orientamenti politici (?) e religiosi (?)-soprattutto delle Istituzioni formative e per l’ordine pubblico),destinate a rilasciare l’attestato di cultura civica e/o professionale;organizzazione delle attività multiculturali,per la formazione di comunità meticcie, nessuna restando identica a sé; -4-
C-Verifica delle conoscenze acquisite come “nuovo italiano” e come lavoratore e rilascio attestato con significativa cerimonia di concessione della cittadinanza.
.

Dei vantaggi si è già accennati,ma è forse utile ricapitolarli:
1-razionalizzazione di un fenomeno rilevante per gli assetti democratici e culturali futuri,con l’obiettivo di superare il disagio degl’immigrati (anche delle seconde generazioni) e l’insicurezza dei residenti;
2-sdrammatizzazione dell’incontro nelle realtà del Nord con immigrati già “ italianizzati” e profes- sionalizzati. Forse a Nord da soli (ove i familiari si radicassero a Sud per il fattore alloggio).La stessa “sistemazione “nel mondo produttivo e nella realtà sociale potrebbe addirittura avvenire secondo programmi concordati per qualifiche e situazioni familiari;
3-salvataggio delle comunità meridionali già avviate all’estinzione , rivitalizzante non soltanto con l’accoglienza-ospitalità dei flussi (in tal caso, sostituirebbero i C.T.A. con la più umana riedizione del “confino”),ma divenendo “distretti formativi”.Cioè, qualificandosi per un tipo di sviluppo che non tarderebbe ad arricchirsi di ricerca-innovazione e del dinamismo ,mettendo multietnico;
4-occupazione dei giovani,buona e proiettata nel futuro,a livello di sempre più elevata specializza- zione.Sia in Italia che nelle aree di attuale emigrazione divenuti capaci di confrontarsi,da meticci, con le sfide dello sviluppo globalizzato ;
5-lotta efficace alla criminalità organizzata che gestisce il business dell’ingresso e molto spesso della schiavizzazione;
6-prevenzione degl’incidenti sul lavoro spesso determinati dall’impreparazione e dalla necessità (innanzitutto nell’edilizia) di consegne tempestive;
7-infine,sviluppo economico del sistema paese,col rafforzarsi della tendenza al METICCIATO culturale, risposta creativa alla complessità del mercato,forza da regolare.

-5-

APPENDICE …
… stralci dal n° 4 di Limes – aprile 2007…
.
1 ) LA PARANOIA DELL’INVASIONE ED IL FUTURO DELL’ITALIA-Ferruccio Pastore-pg 23

2)IL MONDO IN DIASPORA di Luca Muscarà-pg 63 –ibidem
pg 74
Espe-rienza di S.Egidio
b)Noi siamo convinti che l’inserimento degl’immigrati..inizi da subito,già nella fase di prima accoglienza,le cui modalità sono strategiche perché colgono lo straniero in una condizione di particolare fragilità,dal cui superamento può dipendere l’intero futuro itinerario di integrazione…
c)prevenire ed attenuare il senso di disorientamento e dei timori dei “vicini di casa” italiani (pg147)
d..Jonathan Sacks: pg.144 ) è nato un metodo,rivolto a immigrati adulti e lavoratori,che ha trovato forma in due volumi,il cui titolo è già un programma:
L’ITALIANO PER AMICO (LA SCUOLA-BRESCIA)

6-LA MANO DELLE MAFIE SUI NUOVI SCHIAVI F.Forgione pag 157 (anche,Le Ragazze di Benin City-Ibidem)
Sottotitolo:a) pg.113
Si emigra con spirito imprenditoriale ,che spinge a non vendere la forza lavoro solo per vivere ma,proprio com un imprenditore sui generis..:di se stesso. E’ ormai una componente strutturale della moderna globalizzazione. (contro le quote di Stato) silenziosamente il mercato impone al sistema le sue ferree leggi (pag 114) la crescente domanda viene soddisfatta solo grazie all’efficientissimo, onnipotente mercato della clandestinità (pag 115) >
Con la prospettiva degli Italici– Pietro Bassetti – Ci siamo pag 291.

—————————————————+++++++

-III-

Pubblicato in : Primo piano

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