Commissionato dalla coalizione che affronterà il centro-sinistra toscano e Eugenio Giani, (Lega-FI-FdI) e pubblicato da “La Nazione” il sondaggio che riapre le danze della campagna elettorale forse più particolare dal 1970 ad oggi.
Una coalizione che per inciso non ha ancora trovato la quadra per il candidato Presidente, anche se ormai è quasi scontato che tocchi alla europarlamentare della Lega, Susanna Ceccardi che ha riscosso il 45% dei consensi tra i suoi.
Il campione degli elettori intervistati dice sostanzialmente quanto già si sapeva, con il candidato sanminiatese/fiorentino in vantaggio di circa 5 punti su di una ipotesi Ceccardi, mentre le due coalizioni si distanzierebbero soltanto del 3,5% (con Elisa Meloni di VOLT data erroneamente in solitaria mentre invece fa parte della compagine progressista).
Dal punto di vista dei consensi dei partiti, abbiamo PD al 33%, Lega 24%, Fratelli d’Italia 11,5%, Italia Viva 6%, Mov. 5 Stelle 5%, Forza Italia 4%, Verdi e sinistre 5%. Tra gli altri candidati Tommaso Fattori dato tra il 3% e il 5%.
Nessuna notizia ancora giunge dal c-sx né sulla composizione delle liste, né sui principali punti programmatici, anche se Giani ha già anticipato ampiamente alcune linee guida (riportati anche nei precedenti articoli) che sono essenzialmente lavoro, infrastrutture, scuola, sanità, ambiente, cultura, turismo. Linee guida concentrate nel concetto di una “Toscana diffusa”.
Proprio su infrastrutture e ambiente, nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio Regionale, abitualmente assai pacato, ha battuto il proverbiale pugno sul tavolo evocando addirittura i carri armati a difesa della esigenza di costruzione di almeno 1 termovalorizzatore in Toscana, per scongiurare tanto l’export del caro-rifiuti che il continuo sfruttamento del territorio (che non sia il nostro nello specifico, ormai non conta più nulla) per lo stoccaggio di quelli non riciclabili che costituiscono ancora oggi una parte assai imponente (e impattante) del totale.
Qualcuno nella coalizione, tra il serio e il faceto, si chiedeva se Giani in quel passaggio, stesse ricordando di più il Renzi di ieri o il De Luca di oggi, e tuttavia al di là delle battute, la questione è seria e spinosa assai (ricordiamo il difficoltoso dietrofront di Rossi su Case Passerini e le precisazioni dell’ENI sul fatto che l’impianto in costruzione a Livorno brucerà soltanto Plasmix e plastica non riciclabile) anche perché c’è la possibilità che nei prossimi mesi la TARI possa addirittura raddoppiare se in Toscana non si iniziarà a produrre energia dalla termovalorizzazione, e non possiamo certo permetterci di continuare a inquinare il mondo con i nostri rifiuti, che di riffa o di raffa rischiamo sempre tra le altre cose, che ci ritornino in qualche modo attraverso il ciclo alimentare. Come già avviene.
Intanto la coalizione si è riunita in teleconferenza per mettere a punto l’organizzazione delle liste e il programma, in attesa di conoscere la data precisa delle elezioni, che siamo pronti a scommettere, non utilizzeranno il secondo turno.
Alessandro Silvestri

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