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Il sondaggio che smentisce il clima da vittoria annunciata della sinistra: il centrodestra è a un solo punto

A un anno dalle elezioni comunali di Milano, il nuovo sondaggio realizzato da Bidimedia per Aspesi offre una fotografia interessante del quadro politico cittadino. Il Partito Democratico si conferma primo partito con il 28,1% delle preferenze, seguito da Fratelli d’Italia al 19,1% e da Alleanza Verdi e Sinistra al 9,4%. Numeri che, a una prima lettura, sembrerebbero certificare un netto vantaggio dell’area progressista. Ma osservando i dati con maggiore attenzione emerge una realtà molto diversa: la distanza tra le due principali coalizioni è minima. Secondo la rilevazione, infatti, il centrosinistra tradizionale raggiunge il 43,2%, mentre il centrodestra allargato si attesta al 42,3%. La differenza è di appena 0,9 punti percentuali. Non undici punti, non una distanza incolmabile, ma meno di un punto.

di Luca Rampazzo | 14 Giugno 2026

A un anno dalle elezioni comunali di Milano, il nuovo sondaggio realizzato da Bidimedia per Aspesi offre una fotografia interessante del quadro politico cittadino. Il Partito Democratico si conferma primo partito con il 28,1% delle preferenze, seguito da Fratelli d’Italia al 19,1% e da Alleanza Verdi e Sinistra al 9,4%.

Numeri che, a una prima lettura, sembrerebbero certificare un netto vantaggio dell’area progressista. Ma osservando i dati con maggiore attenzione emerge una realtà molto diversa: la distanza tra le due principali coalizioni è minima.

Secondo la rilevazione, infatti, il centrosinistra tradizionale raggiunge il 43,2%, mentre il centrodestra allargato si attesta al 42,3%. La differenza è di appena 0,9 punti percentuali. Non undici punti, non una distanza incolmabile, ma meno di un punto.

Si tratta di un dato politicamente rilevante perché smentisce la narrazione di una Milano già assegnata alla sinistra. Al contrario, il sondaggio certifica che esiste un’alternativa di governo concreta e competitiva. La partita è apertissima e il risultato finale dipenderà soprattutto dalla capacità delle coalizioni di intercettare le priorità dei cittadini.

Proprio su questo fronte emergono indicazioni significative. Sicurezza e degrado urbano restano la prima preoccupazione dei milanesi, ma subito dopo compare il tema della casa. Il 32% degli intervistati indica l’emergenza abitativa come una priorità assoluta per il prossimo sindaco. A questa quota si aggiunge un ulteriore 14% che considera urgente lo sblocco dei cantieri e dei progetti urbanistici fermi.

In altre parole, quasi un cittadino su due ritiene che la prossima amministrazione debba affrontare il nodo dell’offerta abitativa e della paralisi urbanistica che negli ultimi mesi ha investito Milano.

I numeri sono ancora più netti quando si affronta il tema dello sviluppo urbano. L’86,8% degli intervistati ritiene che la città abbia bisogno di nuove abitazioni, mentre soltanto il 10,2% sostiene che Milano sia cresciuta troppo e che si debba fermare ogni nuova costruzione.

Anche sul blocco dei cantieri prevale una posizione pragmatica. Il 57% teme che lo stop ai progetti provochi ulteriori aumenti dei prezzi delle case e degli affitti, rendendo Milano sempre più inaccessibile per il ceto medio. Il 64,1% ritiene inoltre che i cantieri debbano essere sbloccati il prima possibile per limitare i danni economici e sociali, mentre solo un quarto degli intervistati preferisce attendere la conclusione delle procedure giudiziarie.

Sono dati che raccontano una città molto meno ideologica di quanto spesso venga rappresentata. I milanesi chiedono sicurezza, case accessibili, sviluppo e certezze. Chiedono soluzioni concrete più che battaglie simboliche.

Per il centrodestra questa rilevazione contiene una doppia indicazione. Da un lato conferma che il consenso potenziale per contendere Palazzo Marino esiste ed è già oggi sostanzialmente allineato a quello del centrosinistra. Dall’altro evidenzia come il principale rischio non sia la forza dell’avversario, ma la capacità di farsi male da solo attraverso divisioni, personalismi e guerre interne.

Con un distacco inferiore a un punto percentuale, il risultato delle prossime elezioni non appare affatto scritto. L’alternativa c’è. Per trasformarla in vittoria, però, il centrodestra dovrà dimostrare di saper parlare alla Milano reale e soprattutto di saper restare unito.

Luca Rampazzo

Pubblicato in : Editoriale

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

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