
I diritti dell’uomo hanno permesso agli individui di sviluppare la loro libertà al riparo dagli arbitrî del potere. Ma cosa succede quando l’ipertrofia dei diritti perverte lo scopo per cui erano nati, trasformandosi in una gabbia per la libertà stessa, diventando un sistema manipolato da persone provenienti da altri popoli con lo scopo di imporsi sul nostro suolo e far trionfare i loro interessi contro il nostro popolo?
L’autore passa in rassegna la storia e il significato dei diritti dell’uomo e la loro involuzione in vero e proprio disgregatore sociale, tracciando un percorso storico-filosofico iniziato con la gnosi e il marcionismo, cresciuto con le dottrine millenariste e impostosi con quelle socialiste. I diritti dell’uomo producono come effetto finale la dissoluzione della società occidentale, sono lo strumento di una conquista silenziosa, ma reale, del Paese di accoglienza da parte di chi punta alla distruzione delle nazioni e dei popoli europei grazie a un’immigrazione incontrollata e al peso dell’influenza sociale islamica: “È invocando i diritti dell’uomo che numerosi individui abusano sistematicamente del loro diritto ad avere dei diritti, avanzando rivendicazioni che minacciano la sopravvivenza delle nazioni europee.”
Secondo Harouel, continuare a permettere di erigere minareti e far sbandierare veli islamici è suicidario per la Francia, che può arginare la conquista di intere porzioni del suo territorio da parte della civiltà arabo-musulmana solo rinunciando alla religione millenarista dei diritti dell’uomo, uno slogan dietro al quale “i fanatici della prosternazione di fronte all’Islam conducono la loro predicazione e la loro lotta”.
Il saggio è preceduto da un’Introduzione di Vittorio Robiati Bendaud.
Jean-Louis Harouel, I diritti dell’uomo contro il popolo, Liberilibri 2019, collana Oche del Campidoglio, Introduzione di Vittorio Robiati Bendaud, traduzione di Maria Giustozzi, pagg. XV-106, euro 15.00, ISBN 978-88-98094-46-2
Ufficio stampa Liberilibri
Maria Stefania Gelsomini

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