• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il silenzio di Bibi assediato da nemici e mollato da Trump

Verrà il momento della resa dei conti, e sessanta giorni di trattative sono lunghi. Ancora non è detta l’ultima parola. Ma Israele cerca di trovare un nuovo equilibrio nello spiacevole mondo in cui Trump lo spintona, quello che Vance ha descritto col suo consueto distacco verso tutto ciò che non è americano: “Israele avrà il suo posto al tavolo del nuovo Medio Oriente”. La nuova trattativa con l’Iran perché ancora davvero è assurdo pensare di chiamarla accordo o pace, è una nebbia su un Paese stanco e ferito, un’offesa per tanti combattenti, per gli uomini delle riserve, per la memoria dei soldati che hanno pensato di combattere per una soluzione seria della questione iraniana, la grande minaccia atomica e terrorista su Israele. Non sarà così, almeno per ora. Israele è fuori dal tavolo su cui si è elaborato il non-accordo che gli iraniani baldanzosamente Il Giornale, mostrano in giro in attesa della prossima firma.

di Fiamma Nirenstein | 17 Giugno 2026

Verrà il momento della resa dei conti, e sessanta giorni di trattative sono lunghi. Ancora non è detta l’ultima parola. Ma Israele cerca di trovare un nuovo equilibrio nello spiacevole mondo in cui Trump lo spintona, quello che Vance ha descritto col suo consueto distacco verso tutto ciò che non è americano: “Israele avrà il suo posto al tavolo del nuovo Medio Oriente”. La nuova trattativa con l’Iran perché ancora davvero è assurdo pensare di chiamarla accordo o pace, è una nebbia su un Paese stanco e ferito, un’offesa per tanti combattenti, per gli uomini delle riserve, per la memoria dei soldati che hanno pensato di combattere per una soluzione seria della questione iraniana, la grande minaccia atomica e terrorista su Israele. Non sarà così, almeno per ora.  Israele è fuori dal tavolo su cui si è elaborato il non-accordo che gli iraniani baldanzosamente Il Giornale, mostrano in giro in attesa della prossima firma. Che ne siano contenti è evidente, e le ragioni sono le stesse per cui Israele si domanda come Trump dopo tanta comune fatica sia arrivato a una scelta così misera, che certo lascerà scritto sui libri di storia come abbandona il campo un presidente che si è opposto al peggiore di tutti gli Stati del mondo, basato sulla prepotenza e l’omicidio della sua gente, e internazionalmente sulla costruzione di un esercito di proxy come Hezbollah, Hamas, i Houty, gli Hezbollah iracheni e varie milizie siite e sullo sfondo i grandi paesi auto cratici, la Cina, la Russia di putin cui l’Iran fornisce i droni, gli stessio che gli Hezbollah sparano su Israele. Come Trump ha abbandonato la battaglia per la democrazia e per salvare il popolo ebraico, in un’era di rutorno del pregiudizio antisemita in tutto il mondo. Israele in questa lunghissima guerra di sopravvivenza ha riposto fiducia e ammirazione nell’uomo che ha portato l’ambasciata americana a Gerusalemme e che sembrava capire, finalmente, l’assedio cui Israele è stato sottoposto sin dalla nascita e in particolare dal 7 ottobre. Bibi e Trump hanno certo coltivato un rapporto personale. E’ un sentimento, dei valori che si disfano. 

La guerra condotta insieme volando a Teheran è stata fantastica, la distruzione delle strutture nucleari e dei missili balistici destinati al predominio su Israele e in genere su tutti i nemici è una gloria indelebile. Ma. adesso Israele vede il suo migliore amico passare un pacchetto enorme di miliardi alle Guardie della Rivoluzione, vede la questione della bomba atomica chiacchierata, ma irrisolta, e quella del Libano in bilico. La gente del nord è molto preoccupata, denuncia le situazioni in cui i missili e i droni degli Hezbollah li hanno costretti dal 2023, senza casa senza scuole e lavoro, con morti,  feriti, case distrutte. Netanyahu tace, mentre su di lui si avventa la solita massa di nemici, in piena campagna elettorale, lo accusano di aver sbagliato alleato: Yair Golan lo definisce “debole malato e privo di influenza”, Lapid gli lancia un “anche Trump ha capito che ti occupi solo dei tuoi interessi”, lo attaccano Gantz e Eizenkot, attaccare Bibi è sempre una gran festa collettiva, specie dei i tanti che invece non hanno potuto sopportare la sua determinazione nel combattere “con le unghie e coi denti”, come disse quando Biden gli proibiva la strada di Gaza, e adesso quando Trump lo ha insultato perché ha seguitato a rispondere agli hezbollah bombardando Dahyiah.

Per ora non ha parlato: la ferita brucia, è chiaro, ed è difficile capire cosa fare, gli USA sono sempre il bastione dell’Occidente. Mai, è evidente, Netanyahu, avrebbe dovuto o potuto rinunciare all’appoggio americano nell’intraprendere la lunga strada di guerra cui Israele è stato costretto dopo il 7 ottobre. Adesso le sue scelte sono tutte da rilanciare, e sarà difficile nella nuova atmosfera in cui si intima di non muoversi pena il rapporto con gli USA: la sua basilare lotta per liberare Israele e  il mondo dalla minaccia nucleare è in forse, gli ayatollah promettono come fa l’Iran, mentendo sempre, e fanno ridere di fronte ai 440 kg arricchiti al 60 percento sotto terra, i 150 arricchiti al 20 per cento e le tonnellate di uranio tutte ancora da lavorare, che se le centrifughe restano in Iran e vengono restaurate coi soldi che adesso il regime recupererà, potranno diventare armi di distruzione di massa, anche se in tempi più lunghi di prima della guerra. Per il Libano, certo Israele non può accettare che Hezbollah ottenga una pace che è solo un’occasione di scavare altre gallerie e di accumulare soldi e armi per un prossimo sette ottobre libanese. 

La strada intrapresa da Trump ha risposto al prezzo del carburante che lo ha assediato per troppo tempo, fino a minacciare le elezioni di midterm, fino a renderlo un leader troppo impegnato su un solo fronte migliaia di chilometri da casa, fino alle bare tornare avvolte nella bandiera. Nel tempo gli si è reso evidente che il nemico non avrebbe fatto la pace: Trump non è il tipo che pensa alla venuta del Mahdi, che Khomeini già nel 1979 ha visto come orizzonte cruciale di una guerra definitiva contro gli infedeli. L’Iran attuale molto più che essere l’erede dell’impero persiano è la spada dell’Islam che porta gli shiiti, al dominio religioso dei sunniti, e poi alla vittoria in tutto il mondo. E non importa niente quanti caduti, quanti danni, quanta fame, e soprattutto quanti morti fa fra i propri compatrioti, che anzi vengono eliminati quando non appaiono consoni alla Repubblica Islamica.  Netanyahu conosceva bene questo sfondo quando nel 2015 bloccò col discorso al Congresso il disegno di accordo di Obama. Oggi, le bugie sono le stesse, ma Bibi non può certo andare al Congresso a parlare contro la pace di Trump. Può solo continuare a combattere, assediato anche in casa fino alle prossime elezioni e affrontare per l’ennesima volta la solitudine di Israele davanti ai più grandi pericoli.

Fiamma Nirenstein

https://www.fiammanirenstein.com/articoli/il-silenzio-di-bibi-assediato-da-nemici-e-mollato-da-trump-6659.htm

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni a Gerusalemme, dove è stata inviata prima per “La Stampa” e poi per “il Giornale” su cui continua a scrivere. Oggi è deputata al Parlamento italiano e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Presso Rizzoli ha pubblicato L’abbandono, Islam: la guerra e la speranza.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti