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Il signor D cerca il campione bancario e non lo trova

Ordinarie disavventure di un cittadino nel trasferire i propri conti da una banca all’altra.

di Franco D'Alfonso | 4 Giugno 2007

La pubblicità era inequivocabile : contofacile , cambia banca e conto corrente in breve tempo e senza costi. Un mattino dei primi di febbraio di quest’anno , il signor D , piccolo imprenditore , buona cultura , limitata disponibilità di tempo , decide che finalmente può trasferire i suoi conti aziendali e personali da una banca ad un’altra.
Entra nella Banca “contofacile” , in ossequio agli auspici di Visco apre due conti corrente , uno personale e l’altro aziendale, sui quali intende trasferire tutti i pagamenti e gli incassi , mutui , utenze etc . L’avventura inizia bene , i conti sono aperti in dieci minuti , si passa a trasferire “facile” i rapporti dalle altre banche : e qui comincia la “grattatio capitis”.. Ovviamente facciamo tutto noi , basta che ci fornisca l’ IBAN di tutte le banche da chiudere (IBAN ? Oddio , io ho l’Abi ed il Cab , acquisiti in anni di duro apprendimento , non servono ? No, eh ? ) e mandiamo anche le raccomandate di chiusura : a sua tutela , visto che è impreparato e ci fornirà l’Iban dopo almeno tre giorni di ricerche, le consigliamo di non utilizzare il sistema della raccomandata nostra perché non va sempre a buon fine , è meglio recarsi di persona agli altri sportelli e chiudere i conti uno per uno .
Incassato il primo passaggio a Canossa , il nostro nota, tra le condizioni generali sottoposte, un paio veramente poco convincenti : esistono ancora gli assegni “fuori piazza” , che si incassano giorni di valuta dopo , nonostante si abbia notizia ormai certa dell’abolizione dei dazi comunali e del fatto che ogni banca sia dotata di un computer funzionante ; e la “disponibilità” della somma relativa ad un assegno versato si ha dopo 10 (dieci) giorni lavorativi (quindi due settimane effettive) , in qualsiasi caso , “perché le banche devono avere il tempo di controllare” . No , non si può derogare a questa norma , perché è “una legge” . Veramente , più che una legge è una disposizione Abi , ma la differenza pratica è nulla, ragione per la quale le pare il caso discutere con me che sono un impiegato?
Il nostro signor D presenta trionfante i suoi Iban e l’impiegato-con-il-quale-è-inutile-discutere lo introduce nel sistema non ancora esente da dazi comunali , non prima di aver rilasciato il solito inquietante avviso a sua tutela : non è affatto sicuro che l’Iban trasferisca tutti gli addebiti continuativi in corso , ragione per la quale “è meglio controllare, e tenere ancora aperti i conti originari..” L’impiegato con cui non discutere la sa lunga, perché nei giorni successivi avviene che : le utenze telefoniche aziendali vengono addebitate sul conto personale e viceversa ; l’addebito Esatri (tasse) si perde nel nulla, al pari di quello del mutuo casa rata mensile e di una utenza Enel. Le scadenze di fine mese vanno in carrozza , mentre quelle a destinazione invertite non possono essere stornate , se non con movimenti che metteranno il “cervellone” di Visco sulle tracce (false ovviamente : ma questo si scoprirà dopo anni di indagini..) di una buona fetta del Pil in nero della zona . Per le utenze , poco male : sole quattro telefonate al numero verde ( che però è a pagamento , deve essere appassito nel frattempo) , durata totale cronometrata di un’ora e ventisette minuti attese e pubblicità telefonica compresa, un pagamento effettuato via posta che si rivelerà inevitabilmente doppiato un mese dopo e sarà rimborsato due mesi dopo , e tutto va a posto .
Resta il mutuo , dannazione : niente paura , l’Istituto emittente ha tutto registrato ( scoperta effettuata dopo sette tentativi telefonici , durata totale non censita, ma molto, molto lunga ) , il mese prossimo arriverà la scadenza doppia . Come ovvio , con 25 euro di interessi di mora, riducibili a 10 se viene qui a discutere con il mio capo…
Cambio conto “facile” ha richiesto quattro mesi di calendario , ha comportato spese certe per almeno 50 euro , ha esposto il povero signor D ad una possibile sanzione fiscale di 600 euro per scritture contabili errate , lo ha impegnato per tre giornate lavorative piene, è ancora in attesa di sapere quanto gli verrà appioppato per spese di chiusura dei conti pregressi (verosimilmente non meno di 90 euro ciascuno) , lo ha fatto peregrinare per sette volte in tre sedi bancarie diverse , ottenendo in cambio la possibilità (da verificare) di spendere per la gestione dei propri conti 165 euro ciascuno , in luogo dei 382 euro totali consuntivati sugli altri conti , con la prospettiva quindi di risparmiare 52 euro all’anno a partire dal 2008 .
Il signor D , da cliente di uno dei “campioni nazionali bancari” , non riesce a scendere in piazza con le bandiere al vento per la gioia .

Franco D’Alfonso

Pubblicato in : Primo piano

Info Franco D’Alfonso

Conseguita la laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano, prosegue gli studi con il Master Business Administration, MBA conseguito alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. Dal 1984 al 1998 è stato manager in Fininvest e Mediaset, dove ha ricoperto la carica di direttore delle produzioni internazionali. La sua vita professionale in ogni caso è principalmente incentrata sulla consulenza aziendale nel campo della telecomunicazione e dei media, con esperienze in Alfa Romeo, Finmeccanica e Italtel. E’ stato inoltre amministratore delegato di numerose aziende in settori diversi, dalla discografia al turismo. Giornalista pubblicista dal 1975, è editorialista per quotidiani e periodici locali e nazionali. Socialista storico milanese, è animatore di vari circoli e organizzazioni nati dopo la dissoluzione del Psi. Dal 2006 al 2008 è stato vicepresidente dell’ANMC – Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili di Milano. Dal 1992 al 1997 è stato Consigliere d’amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, nel periodo della direzione artistica di Giorgio Strehler.
E’ stato coordinatore e organizzatore della Lista Milano Civica per Pisapia Sindaco, con il quale ha svolto l’incarico di Assessore al Bilancio.

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