La pubblicità era inequivocabile : contofacile , cambia banca e conto corrente in breve tempo e senza costi. Un mattino dei primi di febbraio di quest’anno , il signor D , piccolo imprenditore , buona cultura , limitata disponibilità di tempo , decide che finalmente può trasferire i suoi conti aziendali e personali da una banca ad un’altra.
Entra nella Banca “contofacile” , in ossequio agli auspici di Visco apre due conti corrente , uno personale e l’altro aziendale, sui quali intende trasferire tutti i pagamenti e gli incassi , mutui , utenze etc . L’avventura inizia bene , i conti sono aperti in dieci minuti , si passa a trasferire “facile” i rapporti dalle altre banche : e qui comincia la “grattatio capitis”.. Ovviamente facciamo tutto noi , basta che ci fornisca l’ IBAN di tutte le banche da chiudere (IBAN ? Oddio , io ho l’Abi ed il Cab , acquisiti in anni di duro apprendimento , non servono ? No, eh ? ) e mandiamo anche le raccomandate di chiusura : a sua tutela , visto che è impreparato e ci fornirà l’Iban dopo almeno tre giorni di ricerche, le consigliamo di non utilizzare il sistema della raccomandata nostra perché non va sempre a buon fine , è meglio recarsi di persona agli altri sportelli e chiudere i conti uno per uno .
Incassato il primo passaggio a Canossa , il nostro nota, tra le condizioni generali sottoposte, un paio veramente poco convincenti : esistono ancora gli assegni “fuori piazza” , che si incassano giorni di valuta dopo , nonostante si abbia notizia ormai certa dell’abolizione dei dazi comunali e del fatto che ogni banca sia dotata di un computer funzionante ; e la “disponibilità” della somma relativa ad un assegno versato si ha dopo 10 (dieci) giorni lavorativi (quindi due settimane effettive) , in qualsiasi caso , “perché le banche devono avere il tempo di controllare” . No , non si può derogare a questa norma , perché è “una legge” . Veramente , più che una legge è una disposizione Abi , ma la differenza pratica è nulla, ragione per la quale le pare il caso discutere con me che sono un impiegato?
Il nostro signor D presenta trionfante i suoi Iban e l’impiegato-con-il-quale-è-inutile-discutere lo introduce nel sistema non ancora esente da dazi comunali , non prima di aver rilasciato il solito inquietante avviso a sua tutela : non è affatto sicuro che l’Iban trasferisca tutti gli addebiti continuativi in corso , ragione per la quale “è meglio controllare, e tenere ancora aperti i conti originari..” L’impiegato con cui non discutere la sa lunga, perché nei giorni successivi avviene che : le utenze telefoniche aziendali vengono addebitate sul conto personale e viceversa ; l’addebito Esatri (tasse) si perde nel nulla, al pari di quello del mutuo casa rata mensile e di una utenza Enel. Le scadenze di fine mese vanno in carrozza , mentre quelle a destinazione invertite non possono essere stornate , se non con movimenti che metteranno il “cervellone” di Visco sulle tracce (false ovviamente : ma questo si scoprirà dopo anni di indagini..) di una buona fetta del Pil in nero della zona . Per le utenze , poco male : sole quattro telefonate al numero verde ( che però è a pagamento , deve essere appassito nel frattempo) , durata totale cronometrata di un’ora e ventisette minuti attese e pubblicità telefonica compresa, un pagamento effettuato via posta che si rivelerà inevitabilmente doppiato un mese dopo e sarà rimborsato due mesi dopo , e tutto va a posto .
Resta il mutuo , dannazione : niente paura , l’Istituto emittente ha tutto registrato ( scoperta effettuata dopo sette tentativi telefonici , durata totale non censita, ma molto, molto lunga ) , il mese prossimo arriverà la scadenza doppia . Come ovvio , con 25 euro di interessi di mora, riducibili a 10 se viene qui a discutere con il mio capo…
Cambio conto “facile” ha richiesto quattro mesi di calendario , ha comportato spese certe per almeno 50 euro , ha esposto il povero signor D ad una possibile sanzione fiscale di 600 euro per scritture contabili errate , lo ha impegnato per tre giornate lavorative piene, è ancora in attesa di sapere quanto gli verrà appioppato per spese di chiusura dei conti pregressi (verosimilmente non meno di 90 euro ciascuno) , lo ha fatto peregrinare per sette volte in tre sedi bancarie diverse , ottenendo in cambio la possibilità (da verificare) di spendere per la gestione dei propri conti 165 euro ciascuno , in luogo dei 382 euro totali consuntivati sugli altri conti , con la prospettiva quindi di risparmiare 52 euro all’anno a partire dal 2008 .
Il signor D , da cliente di uno dei “campioni nazionali bancari” , non riesce a scendere in piazza con le bandiere al vento per la gioia .
Franco D’Alfonso

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