Mi scuso sinceramente con i lettori: devo citare Pensalibero per prendere le mosse per le considerazioni che mi accingo a fare.
Subito dopo le elezioni dello scorso anno, Pensalibero scrisse che il risultato non consentiva altro che un governo di larghe intese, come in Germania per intendersi. Altrimenti, l’Italia sarebbe andata incontro a guai seri; e se fosse stato un vero statista, il primo a sollecitare questa soluzione avrebbe dovuto essere lo stesso Prodi. Non è andata così, purtroppo. Ciò che sta accadendo oggi era facilmente prevedibile (e forse previsto dallo stesso presidente del consiglio e dai leaders della maggioranza):si legga, in fondo a questo, l’ articolo di allora. Contro Pensalibero venne scagliata la solita accusa di filo-berlusconismo che, secondo gli stolti da sola dovrebbe bastare ad indurre al silenzio.Diamo dunque uno sguardo alla situazione che si è determinata e vediamo che proprio questo governo è stato il miglior tonico per il centro-destra, così come Berlusconi era riuscito nel miracolo di resuscitare un centro-sinistra a corto di idee e diviso su tutto.
Primo: sondaggi e risultati elettorali effettivi sono impietosi. E’ stato Fausto Bertinotti a dire che la sinistra è stata “sradicata” dall’intero Nord.
Secondo: un governo ed una maggioranza di centro-sinistra sono riusciti a raggiungere il massimo della impopolarità tra i ceti medio-bassi e di popolarità (non inganni il gioco delle parti) nel mondo della grande industria, della finanza e delle banche.
Terzo: sempre un governo di centro-sinistra sta menando vanto per aver consentito la nascita di due colossi bancari (San Paolo-Intesa e Unicredit-Capitalia). Sono le cose che occupano le maggiori energie di questo governo, le architetture che riguardano assicurazioni, banche e finanza. Nel caso specifico è nato sotto i nostri occhi, di fatto, un cartello bancario. Non sono affatto sicuro che gli effetti per noi tutti saranno positivi. E comunque c’è materia su cui vigilare.
Quarto: gli ambiti di democrazia rischiano di restringersi se non sarà approvata una nuova legge elettorale ed andrà in porto il referendum. Si rafforzerà l’oligarchia. Infatti, i partiti saranno costretti a convergere in una unica lista per schieramento. Il risultato scontato è che le candidature saranno decise a tavolino per la necessità di calibrare i dosaggi (altro che primarie!). E siccome resterebbe l’abolizione delle preferenze, cinque o sei persone decideranno la “nomina” di 945 tra deputati e senatori.
Quinto: la vicenda Visco-Speciale è l’ultima di una lunga serie. In democrazia occorre spiegare. Ha mentito Visco o l’ex comandante delle Fiamme Gialle? E se Speciale è un fellone, perché viene destinato alla corte dei conti, cioè a fare il magistrato?
Infine: in questo primo anno di governo Prodi c’è stato il rafforzamento del centro-destra e, nel centro-sinistra la crescita del ruolo della sinistra estrema e conservatrice. In crisi di identità e di iniziativa sono i riformisti, relegati ad un ruolo marginale ed in preda a convulsioni con la prossima nascita del PD. I riformisti che sono fuori del PD, cioè i laici liberali e socialisti dovranno dare vita alla Costituente per il nuovo soggetto politico.
Il movimento spontaneo di Bertinoro si riunirà nuovamente a Chianciano il 7 e 8 luglio prossimi.
Credo che l’appuntamento sia una buona occasione per marcare la nostra specifica identità e le differenze rispetto ad alcuni partiti e a diversi comportamenti di questo centro-sinistra. Che dobbiamo profondamente modificare.
Nicola Cariglia

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