• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il rumore dei proclami, il silenzio dei risultati e l’ inflazione che avanza

C’è un momento, nella politica come nella vita, in cui la distanza tra quello che si dice e quello che succede diventa così grande che non la copri più con una conferenza stampa, un post o un talk show. La parabola trumpiana è lì da un po’. Rumorosa, ripetitiva, sempre più scollegata dalla vita vera. Partiamo da una cosa semplice, che semplice non è mai quando si parla di soldi: i dazi. La banca centrale americana lo ha detto in modo abbastanza chiaro, senza giri di parole utili solo a chi fa propaganda. Quando alzi i dazi, il conto lo pagano soprattutto gli americani. La storia del “li facciamo pagare agli altri” funziona sul palco, ma non funziona alla cassa del supermercato. Se aumenti il costo di quello che importi, quel costo rimbalza dentro casa. Sulle aziende, sui prezzi, sulle famiglie.

di Piero Terracina | 14 Febbraio 2026

C’è un momento, nella politica come nella vita, in cui la distanza tra quello che si dice e quello che succede diventa così grande che non la copri più con una conferenza stampa, un post o un talk show. La parabola trumpiana è lì da un po’. Rumorosa, ripetitiva, sempre più scollegata dalla vita vera.

Partiamo da una cosa semplice, che semplice non è mai quando si parla di soldi: i dazi. La banca centrale americana lo ha detto in modo abbastanza chiaro, senza giri di parole utili solo a chi fa propaganda. Quando alzi i dazi, il conto lo pagano soprattutto gli americani. La storia del “li facciamo pagare agli altri” funziona sul palco, ma non funziona alla cassa del supermercato. Se aumenti il costo di quello che importi, quel costo rimbalza dentro casa. Sulle aziende, sui prezzi, sulle famiglie.

E qui arriva la parte più amara. Gli Stati Uniti stanno attraversando i peggiori danni economici degli ultimi vent’anni. Inflazione che non molla, potere d’acquisto che si sbriciola, gente che taglia prima sul carrello e poi sul resto. I frigoriferi si svuotano davvero, non è una metafora da editoriale. È l’economia reale che ti prende per il colletto e ti dice: guarda che la narrazione non mi paga la spesa.

In parallelo, la macchina dei proclami continua a girare come una giostra che non si ferma mai. Valanghe di colloqui bilaterali annunciati come svolte epocali, incontri “storici”, accordi “imminenti”. Poi si va a vedere cosa resta, e spesso resta poco o niente. Una foto, un comunicato, qualche frase a effetto. La politica estera ridotta a scenografia, e i risultati che si dissolvono come fumo. Il problema non è trattare, parlare, incontrarsi. Il problema è vendere ogni chiacchierata come un successo e poi non portare a casa nulla di misurabile.

Sul piano geopolitico il copione è lo stesso: quando manca una strategia, si mostra la forza. L’ennesima portaerei nel Golfo Persico è un gesto che fa rumore, certo. Ma il rumore non è stabilità. È un segnale, spesso più utile a tenere accesa la percezione di potenza che a costruire un equilibrio vero. E in un mondo che ormai è multipolare sul serio, la forza senza direzione rischia di diventare solo consumo, logorio, perdita di credibilità.

Nel frattempo, dall’altra parte dell’Atlantico, qualcuno ha iniziato a fare i conti con lucidità. L’Europa non ha alcun interesse a rompere con l’alleato storico americano. È un legame profondo, fatto di storia, di sicurezza, di economia, di cultura. Ma è altrettanto vero che non può fingere di non vedere l’inconsistenza di una linea politica che cambia umore ogni settimana e obiettivo ogni mese. Francia e Germania hanno lasciato intendere una cosa molto pratica: non si può costruire un progetto comune su sabbie mobili. Quindi si prende distanza, senza spettacolo, senza dichiarazioni incendiarie, cercando di non bruciare i rapporti bilaterali e aspettando che passi la piena.

Ecco il nodo. Questa non è solo una critica a un personaggio, è una critica a un metodo. La politica fatta di slogan, muscoli esibiti e contabilità creativa prima o poi si scontra con i numeri. E i numeri, a differenza degli slogan, non si commuovono. Se l’inflazione mangia i salari, se i prezzi salgono e la gente si arrangia come può, non basta dire “stiamo vincendo” per far tornare il benessere.

La storia è piena di leader convinti di essere indispensabili, e di corti convinte che il potere sia eterno. Poi arriva il tempo, quello che non ha fretta e non fa sconti, e rimette tutto in prospettiva. Quando un progetto politico si rivela vuoto, incoerente e dannoso, la sua destinazione naturale è l’oblio. Una fine ordinaria, quasi domestica, senza eroismi. Come certe cose che, quando capisci che non servono più e non si possono recuperare, finiscono nel bidone dell’indifferenziata.

Mi verrebbe da dire: tutto secondo copione, almeno per chi non fa il tifo ma analizza freddamente lo stato reale dei fatti.

Piero Terracina

Pubblicato in : Apertura

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti