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Il rischio di lasciare da solo Israele a difendere i diritti di tutto l’ Occidente

Fra le troppe cose che Vance ha esclamato esternando una sua evidente antipatia c’è l’idea che sia conveniente per Israele accettare la volontà di Trump a rischio di perdere l’unica amicizia rimastagli. La battuta è violenta, e ignora che l’arco della simpatia per Israele si estende dall’India alla Grecia e sale lontano nell’Europa dell’Est; e Vance non capisce che per Israele la posta in gioco, oltre la sicurezza, è la propria identità, la chiarezza morale, la fedeltà alla popolazione, l’immagine di fronte a un mondo che lo vuole audace di fronte all’accerchiamento, tecnologico, coraggioso e democratico.

di Fiamma Nirenstein | 20 Giugno 2026

Fra le troppe cose che Vance ha esclamato esternando una sua evidente antipatia c’è l’idea che sia conveniente per Israele accettare la volontà di Trump a rischio di perdere l’unica amicizia rimastagli. La battuta è violenta, e ignora che l’arco della simpatia per Israele si estende dall’India alla Grecia e sale lontano nell’Europa dell’Est; e Vance non capisce che per Israele la posta in gioco, oltre la sicurezza, è la propria identità, la chiarezza morale, la fedeltà alla popolazione, l’immagine di fronte a un mondo che lo vuole audace di fronte all’accerchiamento, tecnologico, coraggioso e democratico.

Il piccolo Paese che difenderà i valori giusti e i suoi cittadini con le unghie e coi denti, nonostante il veto americano. Fra molte frasi sbagliate Vance ha detto una cosa giusta, e cioè che Israele farebbe subito la pace col Libano se Hezbollah fosse disarmato, o sparisse. Il Libano invece è vittima sia degli Hezbollah che degli USA, che lo vogliono offrire in pegno all’Iran in cambio di un cessate il fuoco che Israele non potrà mai accettare come parte dell’accordo americano. Ieri è stato il giorno in cui Israele col cuore spezzato ha avuto quattro soldati uccisi da uno dei continui attacchi di Hezbollah. Israele ha risposto, le forze israeliane seguitano a smontare la grande struttura bellica costruita nel sud del Libano per aggredire Israele: traforata di gallerie, rimpinzata di armi comprate coi soldi iraniani e pronta a un’invasione in stile 7 ottobre. Israele dichiara che per ora non può andarsene dai dieci chilometri in cui l’esercito tiene le posizioni perché non può abbandonare al loro destino le centinaia di migliaia di cittadini del nord che non dormono una notte senza bombardamenti, non hanno più casa, scuole, lavoro. Netanyahu e Katz l’hanno ripetuto: il diritto all’autodifesa vale, non funzionerà che si cerchi di costringere Netanyahu a lasciare il terreno per consentire gli accordi USA Iran. J

D Vance non è potuto andare a Burgenstock “per ragioni logistiche”, ma il Libano è la verità che si frappone fra la bizzarria dell’accordo di Trump e la storia, in cui una forza assolutamente contraria alla pace, islamista radicale tira i  fili e non accetterà mai di cancellare sul serio il programma nucleare, di abbandonare la guerra col Grande e il Piccolo Diavolo. L’Iran cancellando l’incontro svizzero ha cercato di acutizzare la frattura fra gli USA e  Israele. Ma lo Stato Ebraico come dice Starmer “ fa il lavoro sporco per tutti”, tiene viva la difesa del mondo occidentale non arrendendosi. E’ difficile, ma non c’è altro che Israele, i ragazzi in battaglia, la genialità delle migliori armi di difesa, la generosità con cui secondo le cronache, cura in un suo ospedale tre Hezbollah feriti. L’Iran attraverso gli Hezbollah, i droni, i razzi, i missili, usa la strategia del ricatto, dell’ antisemitismo omicida; il suo massacro di cittadini innocenti lascia tutti indifferenti, nei quattordici punti nessuno si impegna a salvare donne, dissidenti, gay. Sembra chiudersi per l’Occidente la fase storica della religione del nostro tempo, i diritti umani. Israele resta con la bandiera in mano. 

Fiamma Nirenstein

https://www.fiammanirenstein.com/articoli/il-rischio-di-lasciare-da-solo-israele-a-difendere-i-diritti-di-tutto-l-occidente-6662.htm

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni a Gerusalemme, dove è stata inviata prima per “La Stampa” e poi per “il Giornale” su cui continua a scrivere. Oggi è deputata al Parlamento italiano e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Presso Rizzoli ha pubblicato L’abbandono, Islam: la guerra e la speranza.

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