Una delle frasi più usate da Renzo Dall’Ara, giornalista verace della provincialità intesa come patrimonio, era questa: “Gesù Cristo ha scelto di nascere a Betlemme, in un paese della provincia, non nella capitale Gerusalemme. Vorrà dire qualcosa…” Il buon Renzo arruolava così anche Gesù nella schiera, peraltro già folta, nei sostenitori della provincia come stile di vita, delle piccole città come scenario della qualità della vita, più compiuta. Al di là del luogo molto comune del “piccolo è bello”, ci sono segnali di un ulteriore riscatto delle città piccole, rispetto ai grandi centri o alle metropoli, proprio a proposito della politica. E’ nei paesi, è nelle piccole città, in cui i giovani riscoprono più facilmente e velocemente la politica, quella del dibattito e dell’impegno, non solo quella del potere o della corsa alle poltrone. Capita a Ferrara dove proprio una serie di gruppi di giovani si sono messi a discutere e a scegliere argomenti più sentiti dalla gente per inserirli nelle campagne elettorali dei candidati a sindaco o presidente della provincia. Per la prima volta in un teatro per una presentazione di una candidato sindaco c’erano più giovani che vecchi. C’è un paese della provincia di Ferrara, zona Portomaggiore, in cui un Circolo di un partito politico ha come segretario uno studente di 19 anni. E interagisce, col dibattito puramente politico, con assessori e presidenti. Capita a Roverbella, provincia di Mantova, dove in vista della elezioni amministrative si è costituita una associazione dal nome piuttosto significativo “Roverbella Futura”. Quei ragazzi e quelle ragazze parlano molto chiaro: “Abbiamo dai 18 ai 30 anni e ci riuniamo perché ci interessa sapere in quale paese dovremo vivere, in quale Roverbella potremo lavorare, abitare, passeggiare”. Lo slancio di politica pulita, di impegno quasi civile – civilizzante, nel dibattito per il futuro fa quasi emozionare. Non eravamo più abituati dai tempi delle sezioni del PCI o della Dc a vedere gruppi più o memo organizzati che vogliono tuffarsi nella politica, partendo dalla parte della gente, e questo avviene più facilmente nelle città piccoli, nei paesi, nella provincia. Poi se arriva un leader che aggrega e che coalizza tanto meglio. Anche se non è propriamente una piccola città potremmo annoverare in questo fenomeno anche il caso di Firenze dove un giovane, tutto sommato, come Matteo Renzi ha scombussolato le logiche della politica tradizionale fiorentina, aggregando e catalizzando forse giovani, non solo d’età ma anche di vita sociale e politica. Nelle imminenti elezioni di Trento si sono scatenati gruppi di giovani che hanno voglia di partecipare alla gestione di una delle città più interessanti e ricche del Paese, una delle icone della buona qualità della vita. E in chissà quanti altri comuni gruppi di studenti, giovani lavoratori, “energie nuove” come direbbe Gabriella Montera una politica che di politica sincera se ne intende. Quando aveva vent’anni andava davanti ai cantieri navali di Palermo e gli operai la applaudivano per quel che diceva e faceva così: “la compagna Montera sì che ha i c..attributi.
Ecco bisognerebbe che questo nuovo slancio per una politica partecipata e sincera che scatta ed esplode nella provincia sincera non sia frustata e frustrata dalla politica politicata delle metropoli mangiatutto, delle grandi città assorbi energie, ricettacolo dei palazzi della politica, dei centri di potere ammazza entusiasmo. Speriamo.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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