
Prendete, per esempio, Cofferati. Abbiamo ascoltato da Gad Lerner, all’”Infedele”, per una nuova volta la lacrimevole storia del sindaco-papà, che molla tutto per il figlioletto e la sua compagna… Ma, per me, che seguo poco le grandi vicende della politica italiana, ha aggiunto dettagli particolarmente importanti: interpellato dal segretario Pd della Liguria, prima aveva detto no ad una candidatura delle elezioni europee… Poi lo ha chiamato Franceschini e a lui, a lui non ha potuto dire di no. Ed ecco che tutto ha finito per quadrare: perché il nostro Sergione, una volta al seggio di Strasburgo, non dovrà lavorare (per i fine settimana) e, tornato a vivere con la famiglia a Genova, sarà lui a doversi spostare (…), compagna e figlioletto avranno finito con quel brutto calvario Genova-Bologna/Bologna-Genova. Che storia interessante, no, che bel quadretto… vedete, tutto torna e tornano soprattutto in auge, inavvertitamente, i vecchi valori di una volta, la famiglia, l’impegno politico, la fedeltà al partito…. E noi ci sentiamo più tranquilli, più gratificati. Poi è la volta di Luigi Berlinguer (lo abbiamo rivisto ad “Omnibus”, sempre su “La7”, Strasburgo ha virtù… taumaturgiche): Berlinguer, anche lui, non voleva candidarsi, non ne voleva proprio sapere dell’Europa… poi è stato raggiunto dalla richiesta di Franceschini… e non ha potuto dire di no. Dario, ma sei veramente un grande, come fai a convincere tutti questi Cincinnati a sacrificarsi una volta di più? Due sono le cose: o hai grandi uomini intorno a te, o hai grandi doti o forse tutte e due…
E non è finita, nel PDL c’è anche di meglio: Berlusconi, novello Botticelli, ci sta preparando un bell’affresco vivente di bellissime ragazze, una scuderia di bonazze pronta a vivificare la costruzione della comune casa europea. Se a (centro)sinistra il criterio per la selezione dei candidati privilegia uomini con nessun interesse per la politica mestamente chiusi nel proprio particolare, a destra il criterio è anche più solare, e il messaggio più positivo: sorrisi, culi e tette, insomma una sorta di Bagaglino. Perché la politica deve sempre mostrare il meglio di tutto e il cittadino elettore deve potersi riconoscere in questo rinnovato sipario.
Ma oltre al sacrificio personale o allo spirito di servizio e alle candidature-calendario, l’Europa stimola anche la reviviscenza della politica a tutto tondo, e della sua profonda onestà intellettuale: prendete Borghezio, che ancora su “La7”, ha dichiarato che l’Europa dei burocrati insomma, non esiste, che a Bruxelles e a Strasburgo la gente lavora, mica come da noi.. Eh, si vede che anni e anni di stecchetto al Parlamento Europeo lo hanno fato pentire: non era la Lega che sbraitava fino a qualche tempo fa contro gli euro-burocrati? Ecco, aggiungete il valore del ravvedimento, del pentimento, un ulteriore spunto per noi poveri gonzi, che crediamo ancora che la politica sia inossidabile, impermeabile nel suo cinismo… E poi rincariamo la dose: c’è Gianni Vattimo, che si candida con Di Pietro, lui pensa di stare in una lista di sinistra, poi scoprite che Di Pietro in Europa sta con i liberali, che proprio di sinistra non dovrebbero essere, ma insomma, che importanza ha: questi son pruriti da vecchi tromboni di una volta, la politica è cresciuta, mettiamola in positivo: non è che c’è un gran casino… è solo la naturale scomposizione e ricomposizione di logiche e di persone bellezza! Un salutare melting-pot che ci fa allegramente dubitare: è primavera o carnevale? Ma si va più contenti a votare… E dulcis in fundo: Giulietto Chiesa, orfano di un partito italiano nel quale riconoscersi – ma la cosa è strana, il menu propone una piatto caldo per ogni gusto, come si fa a non riconoscersi in qualcosa? -, si candiderà in Lettonia, per difendere i diritti umani della minoranza russa. Impegno serio, impegno forte, che bell’esempio, che vicenda affascinante, del resto lui da sempre è fulgido esempio di battaglie per i diritti civili, seguiremo la sua vicenda con grande apprensione e naturalmente contiamo di vederlo nuovamente a Straburgo… in rappresentanza dei Lettoni russi…
Basta, basta, è anche troppo: ora nessuno potrà dire di non avere sufficienti elementi per iniziare a scegliere ed io, che ho stamane tra un caffè e un biscotto intensamente meditato una strategia politica per l’Europa, ho individuato due strade: o si va a votare e si mette una bella croce di preferenza per tutti quanti, in un rinnovato spirito di concordia nazionale e al grido di “viva l’Italia”, oppure, sempre per equanimità, si fa un sacrificio e si va… si va al mare…
Il problema è: come si fa a scegliere? Tranquilli, c’è una risposta anche per questo: la sera prima, i palinsesti saranno liberi da trasmissioni politiche e da passerelle di candidati: sintonizziamoci sulle previsioni meteo… poi decidiamo.
Paolo Marini

Come si fa a scegliere? Fosse questo il problema…purtroppo il vero problema sta a monte. Non si tratta di optare per questo o quel candidato ( siano veline o vecchi tromboni ),ma di riuscire a far emergere tra tutti qualche candidato, tra i quali poi scegliere . Lasciare la designazione dei candidati a qualche segretario di “partito” non mi pare una scelta ,ma una sottomissione….