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IL REGIME IRANIANO METTE IL BAVAGLIO A SCRITTORI E CINEASTI

Sei anni in prigione, venti anni senza scrivere o girare film, concedere interviste, non lasciare l’Iran, non entrare in contatto con alcuna organizzazione culturale straniera. Questa la pena per Jafar Panahi, il regista iraniano che ha l’unico torto di voler fare dei film, di voler raccontare, con le sue immagini, la condizione del suo popolo. Di Maria Rita Monaco

di Maria Rita Monaco | 3 Gennaio 2011

Jafar Panahi, il regista iraniano che ha l’unico torto di voler fare dei film, di voler raccontare, con le sue immagini, la condizione del suo popolo, è stato condannato: dovrà scontare sei anni in prigione e per venti anni non potrà scrivere o girare film, non potrà concedere interviste, non potrà lasciare l’Iran, non potrà entrare in contatto con nessuna organizzazione culturale straniera.
Panahi i cui film sono stati selezionati per i festival di venezia, Cannes, Berlino, sarà costretto a tacere.
Sembra che la cosa interessi solo i cineasti e i cinefili, ma si tratta dell’ennesimo attentato alla libertà di espressione che dovrebbe interessare tutti.
Dobbiamo e possiamo esprimere tutto il nostro sdegno firmando la petizione che la Cinematèque francais ha promosso online per chiedere la liberazione di Jafar Panahi.
“Le cinéaste Jafar Panahi ne doit pas retourner en prison / Filmmaker Jafar Panahi must not return to prison!”
http://www.ipetitions.com/petition/solidarite-jafar-panahi/

Ma possiamo anche fare qualcosa di più, possiamo chiedere alla Mediateca Toscana di organizzare una rassegna dei film di Panahi e degli altri registi iraniani, agli esercenti di imitare la cineteca di Bologna e proiettare ognin sera l’ultimo lavoro di Panahi presentato a Venezia. La fisarmonica: 6 minuti di vera poesia
.
Maria Rita Monaco

Pubblicato in : Primo piano

Info Maria Rita Monaco

Insegnante di lettere nelle scuole medie, alla fine degli anni settanta è tra i fondatori del Laboratorio Immagine Donna con il quale, sino al 2008, promuove festival cinematografici. Dal 1981 al 1987 è assistente in “Teoria e tecnica delle comunicazioni di Massa” del professor Baldelli presso l’Università di Firenze. Ha partecipato a progetti di educazione e comunicazione cinematografica e curato vari cineforum. Collaborato attivamente con la Biblioteca delle Donne di Soverato e con la Commissione Pari Opportunità di Catanzaro. Dal 2008 scrive recensioni di film e libri su Pensalibero.it

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