Non se ne abbiano a male i promotori dei referendum e le decine di migliaia di donne e uomini che si sono attivati senza risparmio per la loro riuscita.
L’ affluenza alle urne e, quindi, il successo del voto, e’ dovuto soprattutto a tre fattori.
Primo: la volonta’ degli elettori di riappropriarsi di un pezzo di sovranita’ popolare, cioe’ di cogliere l’ occasione per dare un segnale ai partiti: basta con le decisioni calate dall’ alto. Da ora in avanti vogliamo tornare a contare e a decidere.
Secondo: i partiti di opposizione, in primo luogo l’ IDV di Di Pietro, SEL di Vendola e PD di Bersani, hanno cercato e trovato l’ occasione per sferrare un secondo colpo al traballante governo di Berlusconi e, addirittura, al suo tempo. Cioe’al berlusconismo.
Terzo: i poteri forti (Confindustria, Vaticano, Finanza) hanno fiutato aria di trapasso e si sono posizionati, come fecero all’ epoca del passaggio tra prima e seconda repubblica, per offrire il proprio sostegno e dettare, in seguito, le proprie condizioni.
Il merito dei referendum ha contato quanto il due di briscola. I quesiti confusi ed ambigui ( acqua e nucleare) o inutili ( legittimo impedimento) non sono stati la molla per recarsi alle urne. Molto di piu’ hanno contato la ribellione alla oligarchia dei partiti e gli interessi che hanno spinto a cavalcare l’onda.
Il quadro del dopo referendum, percio’, si presenta assai complesso e contraddittorio.
Berlusconi e’ al tramonto ma non possono essere i partiti dell’ attuale opposizione a fornire l’alternativa cosi’ come sono. Negli ultimi diciassette anni essi hanno governato per otto, quasi quanto Berlusconi i cui governi, complessivamente, sono stati al potere per nove anni.
La ribellione degli elettori, finalmente decisi a riappropriarsi del diritto di essere loro a decidere, investe anche il PD ed i suoi alleati.
L’ approdo non puo’ che essere una nuova legge elettorale e l’ affacciarsi di nuovi partiti ai quali daranno il loro contributo forze nuove e schegge dei partiti attuali, di centrodestra e di centrosinistra, entrambi destinati all’implosione.
La via per uscire dalla interminabile crisi del sistema politico italiano passa da questo rimescolamento e dalla capacita’ di dare vita a nuovi protagonisti.
Altrimenti saremo di nuovo a zero. Dalla discesa in capo di Berlusconi, puntualmente, centrodestra e centrosinistra si sono alternati al potere. Nessuno dei due poli e’ mai riuscito a vincere due volte di seguito e gli elettori che hanno disertato le urne sono arrivati, in certi casi, vicini alla meta’ del totale. Non sarebbe una nuova tappa di questa altalenta a risolvere i problemi.
Nicola Cariglia

Caro Vittorio,
Scrivo per imparare non per insegnare, ti ringrazio del gentile appunto, per me, applico la teoria dei giochi anche alla politica, come la stragrande maggioranza dei no, ma nel tuo rimprovero, leggo un’apprezzabile fiducia e nobiltà d’animo, magari la prossima volta.
Caro Nicola,
condivido in pieno la tua analisi e le conclusioni.
Aspettiamo la nascita di una nuova area (partito), inequivocabile per l’esito dei referwendum sul quale pochissimi possono mettere il cappello e men che meno il PD, chiarissima sconfitta dei “villeggianti al mare o in montagna o semplicemewnte a casa visti i tempi di carestia”, necessaria per riprendere a governare. I Laici, i Liberali e i Socialisti debbono impegnarsi dando il loro contributo fondamentale per la rinascita giusta, morale, equilibrata e riformista della Nazione.
Non condivido Trevigiano: bisognava andare tutti ad esprimere il proprio sì o nò ai quesiti per non introdurre altre considerazioni, lasciando al parlamento ed al governo il compito conseguente di proposta e legiferazione. Ma sics tantibus res, il significato è solo politico! Ciao!
Caro Nicola,
T’immagino nel tranquillo Gargano a goderti un meritato riposo, tuttavia pur esitante, devo confessarti di essere un po’ confuso.
Hanno vinto i sì ai referendum, ma considerato il voto degli Italiani all’estero, con il 54,8 % dei voti, però i 5,4 e 5,9 % dei votanti ha votato no a nucleare e impedimento.
Poiché senza i no questi due quesiti, non avrebbero raggiunto il quorum, secondo te, questo significa che a riguardo, al solito i cretini che si danno la zappa sui piedi sin dalla creazione del Mondo di una parte, hanno fatto vincere l’altra?
Invece sull’acqua vi è stata una pronuncia risicata ma chiara della maggioranza, perché 54,8 anche togliendo il 4,7 del no, fa comunque 50,1.
Allora mi sento di disturbarti per chiederti, ma perché alla fin fine, in questo Mondo, nelle cose più importanti, la vincono sempre i cretini, mentre gli altri tendono a fare due cordate opposte che si annullano così esattamente, da far proprio sì che la decisione la facciano i cretini?
Ti ringrazio perché so che alla fine, riuscirai risolvermi questo tormento.