
Premesso che anche lo stesso premier Rama, in un’intervista a La Stampa, ha dichiarato che il protocollo non risolverà nulla. (cfr alla domanda :E intanto lei darà un aiuto al governo di Giorgia Meloni? Ha risposto «Questo protocollo non risolverà nulla, ma ci ha chiesto aiuto e noi lo abbiamo dato».) E premesso che se l’Albania darà una mano la contropartita è il suo ingresso in Europa avendo l’ appoggio,dopo la firma del protocollo,della Meloni. Vediamo i punti critici:
I due centri sorgeranno nei pressi del porto di Shengjin, a circa 70 chilometri a nord della capitale Tirana, e a Gjader, piccolo villaggio dell’entroterra e potranno ospitare un massimo di 3mila persone contemporaneamente, che dovranno essere solo maschi adulti salvati in mare e che non abbiano messo piede su suolo italiano prima di arrivare in Albania.
Ebbene prima questione :
Se il protocollo non si applicherà a donne, minori e persone con fragilità non è però chiaro come, dove e quando queste persone soccorse in mare verranno sbarcate in Italia. Verrà fatto prima o dopo aver lasciato i maschi adulti in Albania? Considerando che il porto di Shengjin dista tre giorni di navigazione da Lampedusa, le imbarcazioni delle autorità italiane si troverebbero a dover navigare per giorni, facendo avanti e indietro tra Italia e Albania, cariche di persone in precarie condizioni di salute fisica e mentale, sprecando risorse, lasciando sguarnite le nostre acque territoriali e costringendo a ulteriori sofferenze i migranti salvati.
Altra problematica è la capienza limitata a 3mila persone contemporaneamente in entrambe le strutture. Anche se le pratiche di accoglienza e rimpatrio dovessero procedere ad un ritmo record , in Albania potrebbero transitare al massimo 36mila persone l’anno, contro le 145mila sbarcate in Italia nel 2023.
Inoltre a Shengjin si svolgeranno le procedure standard di sbarco, identificazione e prima accoglienza per i richiedenti asilo. Mentre a Gjader finirà chi rischia il rimpatrio,ossia le persone non ritenute in possesso dei requisiti per la richiesta di asilo. Ma quali sono i criteri per valutare le richieste di asilo?Non è forse vero che in base alle leggi italiane ed europee i richiedenti asilo possono essere trattenuti in strutture governative solo in casi eccezionali?
Come verificare il rispetto delle disposizioni dato che l’Albania non è uno stato membro dell’Unione europea?l’Albania potrebbe procedere ai rimpatri senza accordi bilaterali, non essendo soggetta agli stringenti vincoli europei?
Infine il protocollo non potrà essere applicato sulle persone già sbarcate in Italia.
Quello che il governo ha definito come un ‘importantissimo protocollo di intesa’ appare essere in realtà una politica di respingimento mascherata da cooperazione internazionale. Il governo italiano sta delegando la gestione dei migranti irregolari, di fatto esternalizzando le proprie responsabilità, con il rischio di creare campi di permanenza che potrebbero non assicurare standard adeguati di accoglienza e rispetto per la dignità umana
A voi le conclusioni .
Daniela Piesco
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