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IL PROTAGONISMO BECERO SVILUPPA LA CONFUSIONE IDEOLOGICA, IDENTITARIA, ETICA E DECRETA LA FINE DELLA DEMOCRAZIA.

Per valutare il grado di democrazia esistente in Italia basti vedere in TV “Anno Zero” e “Ballarò”, sulle piazze Beppe Grillo e i Girotondini, in Parlamento l’ex PM Di Pietro e nel sindacato la CGIL. di Domenico Civitano

di Domenico Civitano | 16 Febbraio 2009

I fenomeni storici, brutti e buoni si ripetono ciclicamente, come quelli atmosferici. Anche in politica si alternano dittatura e democrazia, crisi e boom sia in economia e sia nel mondo degli affari. Anche nella società umana si verificano comportamenti altalenanti per pregiudizi senza logica sostanziale.
A memoria storica, però, mai s’è verificato che un socialista sostenesse un giustizialista. Turba e preoccupa la tesi di una compagna, che rimprovera i socialisti che non si alleano con Di Pietro per combattere Berlusconi, che, secondo la compagna, avrebbe anche tentato di privare Beppino Englaro, già abbondantemente distrutto dalla nota dolorosa vicenda della figlia, della paterna potestà. Sarebbe opportuno per chiunque, come per la compagna, pesare le parole prima di pronunciarle. Una cosa è la patria potestà e una cosa altra è il rispetto della vita secondo il principio cristiano. Una cosa è capire il dolore, la sofferenza di un padre per una figlia in stato comatoso e un’altra cosa è condividere un omicidio annunciato.
E’ impressionante vedere oggi tanti improvvisati giuristi, luminari del diritto lamentare i vuoti normativi esistenti nella legislazione italiana e addossare la colpa a Berlusconi.
Il fenomeno Berlusconi merita un’analisi storica seria, ponderata e senza preconcetti.
A parlare in tali termini è un socialista con cinquant’anni d’ininterrotta militanza politica, rispettoso della storia socialista e geloso erede del PSI di Craxi. Vanta una ferrea condanna del comunismo italiano perché antidemocratico, alleato di uno Stato nemico dell’Italia e corresponsabile di genocidi mostruosi. Lo stesso on. Violante, pare stia rivedendo le sue posizioni politiche, come ex comunista. Sempre critico spietato verso i socialisti che hanno tradito Craxi, come San Pietro fece con Gesù. Durissimo specialmente con quei compagni pavidi rifugiatisi a sinistra abiurando la propria fede socialista e annullando la loro dignità per non cadere nella rete maldestra di “Mani Pulite”. Per difendere la storia del Partito Socialista Italiano e la dignità dei suoi uomini migliori ha conosciuto la privazione della libertà fisica, che si è poi, tradotta in eroismo per la causa ideologica socialista.
Con la consapevolezza di non dover tradire la propria fede socialista è rimasto solo nella Sezione locale del PSI, unica in tutta la provincia di Bari che rappresentava la maggiore percentuale di voti del PSI.
Convinto sostenitore dell’autonomia e dell’identità socialista contribuì a formare un terzo polo equidistante dal centro destra e dal centro sinistra, partecipando all’assemblea costituente tenutasi a Firenze il 16.giugno 2006 sotto la presidenza di Nicola Cariglia e del giovane Giulio Laroni.
Il tentativo di allagare il gruppo con forze omogenee procurò, purtroppo, più danni che favori al nascente terzo Polo.
Nonostante ciò, ha sempre riconosciuto a Berlusconi il merito di aver impedito ai comunisti di instaurare in Italia il regime russo e di aver salvato la democrazia e lo Stato repubblicano. Per valutare il grado di democrazia esistente in Italia basti vedere in TV “Anno Zero” e “Ballarò”, sulle piazze Beppe Grillo e i Girotondini, in Parlamento l’ex PM Di Pietro e nel sindacato la CGIL.
Non è onesto, né saggio pretendere che Berlusconi non si difenda dagli attacchi continui della Magistratura e della sinistra, che ricorre all’insulto per mascherare la debolezza delle idee e l’amarezza per la perdita dei consensi popolari. Per battere Berlusconi la sinistra deve ritrovare la sua unità originaria, riconoscere l’errore consumato nei confronti di Craxi e dei Socialisti, dialogare seriamente con il Popolo e aderire all’Internazionale Socialista.
Ogni altra diversa decisione sarebbe la fine definitiva di tutta la sinistra e della democrazia.

Domenico Civitano

Pubblicato in : Primo piano

Info Domenico Civitano

Nato a Bitetto (Bari) nel 1932. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Bari. Socialista del PSI da giovanissima età a seguito lettura della triste fine di Giuseppe DÌ VAGNO. Sempre Nenniano e Craxiano. Vice Segretario Provinciale PSI. Dal 1957 Segretario della Sez. PSI di Bitetto. Anticomunista. Membro di Commissioni Amministrative provinciali, Vice Sindaco nel Comune di Bitetto.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Marzio Siracusa

    17 Febbraio 2009 alle 08:35

    Sardegna docet. M.S.

    Rispondi

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