
Se il tifare per le tasse significa voler fare cassa ad ogni costo, senza rispettare gli articoli 23 e 36 della Costituzione per quantificare il contributo da chiedere al singolo cittadino allora bisogna convincerci che in Italia la guerra civile è alle porte, per colpa di chi ha usato la Carta costituzionale come carta igienica.
Sarebbe stato più confortevole se i due eccellenti personaggi avessero tifato per ridurre i loro sprechi, quelli dei parlamentari, per eliminare i privilegi degli stessi parlamentari.
Il governo tecnico non può operare ignorando la Costituzione e, in particolar modo, in questo momento tragico, gli articoli 11, 23 e 36.
Si parla di acquisto di elicotteri da guerra, di carri armati speciali per fare che? Che cosa prevedono i nostri governanti, una guerra con paesi del Medio Oriente?
Il Governo tecnico, che minaccia nuove tasse, ci vuole spiegare per fare che? Ridurre il debito pubblico o comprare, oltre agli elicotteri e i carri armati, le auto blu per soddisfare i desideri dei familiari dei ministri vari?
Le tasse più gravose sono previste per le case sfitte. Non è chiara la distinzione tra case sfitte tenute a disposizione per le vacanze estive o invernali e quelle sfitte perché sono in vendita e nessuno le compra.
Il Governo o chi per lui come si comporterà con il cittadino che possiede la casa dove abita, un appartamento in condominio, sfitto e in vendita da tre anni tramite agenzie varie e una villetta di 60 mq in Cassano delle Murge. L’appartamento sfitto comporta ugualmente il pagamento delle spese condominiali e quelle di restauro. La villetta è ugualmente sfitta e in vendita da circa tre anni.
Sia l’appartamento e sia la villetta comportano solo spese. Il proprietario sarebbe ben lieto se il Prof. Monti fosse interessato a comprare le due unità immobiliari. Al capo del Governo il proprietario delle dette seconde case chiede di emettere un Decreto Legge per una particolare tassazione per i casi prospettati.
Ai sacrifici che si sopportano ora, non se ne possono aggiungere altri. Non è giusto esporre i Sindaci a forti reazioni popolari per l’aumento delle tasse.
Il grande consenso popolare a un comico che accusa il Governo, i parlamentari e il Capo dello Stato quali responsabili della crisi economica in atto, può sfociare in una sommossa dalle conseguenze imprevedibili.
Gli scandali dei politici in costante aumento hanno seppellito i rispettivi partiti e di conseguenza la democrazia nel Paese. La sfiducia verso gli esponenti dei partiti è vicina a trasformarsi in rivolta per annientare chiunque sia ritenuto responsabile di aver ridotto in tale stato l’Italia. A non avvertire amarezza, vergogna, colpevolezza per come l’Italia è osservata e giudicata dal mondo intero sono proprio i segretari nazionali dei partiti, impegnati a modificare la legge elettorale per assicurare la loro rielezione ingannando, ancora, il popolo tacendo credere di ritrasferire a esso la sovranità sancita dalla Costituzione.
E’ incredibile che chi abbia subito una sonora bocciatura per governare il Paese e ridotti, poi, a servire persone scelte dal Capo dello Stato a tale compito, non sentano il bisogno di andarsene a casa, significa che ha piena ragione chi ci definisce popolo di ladri e mafiosi. Per altre motivazioni è bene che vada subito a casa anche il Governo tecnico per evitare di seppellire altri sfortunati cittadini costretti a uccidersi.

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