“Quel che accade in questi giorni, dopo la sentenza della Consulta che ha annullato il lodo Alfano, preoccupa tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Paese e della sua democrazia: non è in discussione il diritto di governare da parte di chi ha vinto le elezioni, ma il governo deve realizzarsi dentro le regole costituzionali, senza delegittimare gli altri poteri, senza scossoni che dividano il Paese e la sua coscienza”.
E’ il passaggio centrale nel documento (“! Appello per la nostra Costituzione”) scritto da Claudio Martini e su cui il presidente della Regione Toscana ha invitato i cittadini toscani ad aderire.
Nel documento, il presidente della Regione Toscana ricorda che l’Italia “non può vivere in un clima di permanente conflitto e di drammatica lacerazione tra cittadini e politica né può progredire se si mettono l’uno contro l’altro il popolo e le istituzioni”.
A giudizio di Claudio Martini quello che serve (“in un momento di crisi grave per l’economia e l’occupazione”) è “una forte coesione nazionale, un equilibrio vero tra i poteri, il rispetto delle regole da parte di tutti”.
Soffermatosi sulla forte necessità di “consolidare e rinvigorire la Costituzione repubblicana, gli organi dello Stato, la natura popolare e non populista, democratica e non demagogica dell’Italia nata dalla Liberazione”, il presidente lancia un appello “contro l’apa! tia, l’i ndifferenza, la distrazione verso il proprio particolare”.
Espresse “solidarietà e sostegno” al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (“dimostratosi garante fedele e rigoroso dell’unità nazionale e dello spirito autentico della Costituzione”), Martini conclude che “per costruire il futuro di questo Paese è indispensabile il rispetto dello spirito e dei valori della nostra Costituzione”. Sull’appello, inviato assiema alle firme raccolte ai presidenti della Repubblica, del Senato e della Camera, pubblichiamo il commento di Adalberto Scarlino:
“C’erano una volta trinomi celebri, che hanno guidato la storia della nostra civiltà: vita, libertà, ricerca della felicità; libertà, uguaglianza, fratellanza.
L’eco è arrivata attutita alle pur sensibili orecchie del cardinale , pardon , governatore Martini,
che ne ha elaborato uno suo personale: serenità , giustizia e legalità.
Niente libertà ( che c’entra! ) ; né buongoverno, per carità; nemmeno laicità, ci mancherebbe!
Nemmeno serietà, però!
Governatore, ci consenta: in questo scorcio di legislatura regionale non sarebbe meglio, proprio per scuotere quell’apatia e qell’indifferenza di tanti cittadini che – vedo – non sfuggono alla sua pensosa attenzione, che lei e la sua giunta regionale si occupassero di problemi concreti, riguardanti, questi sì , la serenità e la qualità della vita in Toscana?
Qualche piccolo esempio, con permesso: il costo dell’acqua potabile , moltiplicatosi a dismisura in quest’ultimo decennio; la stazione ferroviaria di Pisa – aeroporto, che , dislocata in posizione
invidiabile per comodità ed efficienza, dovrebbe essere servita dai treni regionali dall’alba alla notte; le carceri sulle isole, che dovrebbero essere ristrutturate e tutte riaperte, tutelando così l’ambiente e contribuendo rapidamente a fronteggiare un drammatico problema nazionale, di civiltà e di sicurezza; la legge elettorale regionale, che dovrebbe essere immediatamente sostituita da una nuova, garante della libera ( e serena, per dirla con lei ) scelta del cittadino, a tutela – e non in disprezzo – del pluralismo, delle minoranze, delle diversità.
Mi limito a questi quattro esempi, relativi a problemi differenti tra loro, ma uguali per concretezza.
Capisco, eminenza, pardon, presidente, che lei voglia , come suo solito, volare alto.
Anche i cittadini, però, in terra – anche in terra toscana – hanno le loro necessità. Risolverle contribuirebbe alla loro serenità. Più e meglio di un nobile appello e di una”creativa” adunata.
Non crede ?
Adalberto Scarlino

concordo con la nota e le richieste di Adalberto Scarlino, ma mi chiedo e gli chiedo se crede che la sua ironia sia colta dal Governatore, ormai troppo certo di avere il possesso del concetto di vera democrazia.
” La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da
ogni altro potere” , secondo l’ articolo 104 della Costituzione .
Precisando che la diversa definizione data tra “ordine” e “potere” andrebbe chiarita meglio a chi si preoccupa della delegittimazione “degli altri poteri” ; e registrando come ,nel nostro Paese ,la considerazione popolare dell’operato di molti esponenti della Magistratura non abbia bisogno di “suggerimenti” da parte di chicchessia ; detto questo come non sottoscrivere in toto la nota di Scarlino ?
Magari sottolineando il particolare accenno alla legge elettorale toscana voluta dal Governatore a sèguito della forte necessità di “consolidare e rinvigorire la Costituzione repubblicana, gli organi dello Stato, la natura popolare e non populista, democratica e non demagogica dell’Italia nata dalla Liberazione”…
A proposito,caro “Governatore” ,possiamochiederLe dove ha trovato ,nella Costituzione , questa bella definizione di sé, fatta entrare nel gergo ordinario ?
Lo chiediamo proprio per il dovuto “rispetto dello spirito e dei valori della nostra Costituzione” !