
L’equilibrio della barca è precario. Sembra sul punto di affondare, eppure il mare è calmo. Un melanoceto è risalito dal buio degli abissi, circondato da creature d’oro, forse meduse o calamari, o polpi o stelle marine, ma non cambia lo stringersi intorno al luminescente pesce delle profondità, quello che conta è il saluto e l’accoglienza a quella famiglia sul barcone.
E pare intimorita quella famigliola. La madre stringe forte il bambino al petto, il Padre tende le mani ad un naufrago che chiede aiuto. Tra un momento sarà a bordo anche lui, novello pastorello anche se non biondo e senza pecorella sulle spalle. Non sappiamo esattamente se è giorno o notte. Forse giorno e notte sono insieme e inscindibili nella scena.
Il cielo notturno è trapunto di stelle e di astri. Le vie del cielo non sono lattee, ma auree e decine di lune e di pianeti lo rischiarano nei suoi diversi colori. Non c’è traccia della cometa. Forse ha già svolto il suo compito indicando la strada, la rotta in questo caso.
Ma è anche giorno dicevamo. Il cielo sottostante, che avvolge il barcone, è di un monocromo azzurro zeppo di nuvolette bianche o rosate, e da un volo di gabbiani festanti.
Due pianeti strani, uno nella notte e uno nel giorno ci ricordano questa triste epoca di sofferenza per l’umanità.
Ma è un giorno particolare l’Epifania.
Non è solo quello che ci ricorda la Befana e i giocattoli in regalo ai bambini, l’Epifania è anche il giorno dell’arrivo dei Re Magi al Presepe.
Voi non li vedete, ma ci sono. Sono fuori scena, nel loro gommone fuori dal campo visivo.
Non vedete la scena ed allora ve la descrivo.
Melchiorre, Gaspare e Baldassarre tengono stretti i loro regali, oro incenso o mirra in un lato del gommone, ma Arteban sta facendo altro.
Già, Arteban è il quarto re Mago, quello non conosciuto dai più, quello che avrà il bambino in braccio al primo incontro con la famiglia.
Andate a vedere la storia del quarto Re Mago.
Arteban non tiene più strette le sue perle che voleva dare in dono a Gesù, le ha regalate ai bisognosi durante il viaggio. Ora si affanna a tirare a bordo gente che annaspa in mare, bambini, donne, vecchi e adulti che stanno affogando. E’ esausto , ma continua nel suo aiuto. Il gommone è strapieno, sembra rovesciarsi da un momento all’altro, ma continua a seguire la rotta del Barcone della Famiglia.
Arriveranno a terra entrambi. L’umanità ne ha bisogno.
Mario Rigli

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